giovedì 28 febbraio 2013

DAGLI SCAVI DI LIPARI RIAFFIORA UNA TOMBA

DAGLI SCAVI DI LIPARI RIAFFIORA UNA TOMBA
VENERDÌ, 30 NOVEMBRE 2012, LA REPUBBLICA, Palermo

Archeologia

AFRODITE rinasce dagli scavi condotti a Lipari, svelata dalla terra che copriva la raffigurazione dipinta su un cratere rinvenuto in contrada Diana: una scoperta importante che segna l’inizio delle nuove ricerche, condotte degli archeologi Maria Clara Martinelli e Umberto Spigo per conto del Museo archeologico Bernabò Brea di Lipari e dalla Soprintendenza di Messina, con la ricerca degli archeologi
Maria Clara Martinelli e Umberto Spigo. Da vent’anni — dagli ultimi scavi condotti da Luigi Bernabò Brea e Madaleine Cavalier — non si effettuavano ricerche in questa area, che, come spiega il direttore del Museo archeologico, Michele Benfari, «è sede di una necropoli di età greca e romana, e di vari insediamenti preistorici ».
Nel corredo funerario ritrovato in una delle
tombe scavate, insieme al grande vaso dipinto con grande eleganza, sono state ritrovate alcune maschere della commedia realizzate in terracotta, custodite all’interno di una vaso sigillato. Le tombe rinvenute sono del tipo a sarcofago di pietra denominati “cappuccina”, perché realizzate con grandi tegole disposte a capanna.
p. n.

prima guerra mondiale - artiglieria russa trainata presso Lublino



prima guerra mondiale - artiglieria russa trainata presso Lublino.

mercoledì 27 febbraio 2013

prima guerra mondiale - artiglieria serba a Uskub




prima guerra mondiale - artiglieria serba a Uskub.

martedì 26 febbraio 2013

prima guerra mondiale - artiglieria italiana attraversa il fiume Brenta




prima guerra mondiale - artiglieria italiana attraversa il fiume Brenta.

lunedì 25 febbraio 2013

prima guerra mondiale - artiglieria a lunga gittata su ferrovia




prima guerra mondiale - artiglieria a lunga gittata su ferrovia.

domenica 24 febbraio 2013

prima guerra mondiale - imbarcazioni inglese affondate a Zeebruge



prima guerra mondiale -  imbarcazioni inglese affondate a Zeebruge.

sabato 23 febbraio 2013

L'ISOLA DEI TESORI. LIPARI RITROVA URNE E MASCHERE DI ETÀ GRECA

L'ISOLA DEI TESORI. LIPARI RITROVA URNE E MASCHERE DI ETÀ GRECA
PAOLA NICITA
La Repubblica 04/12/2012, pagina 11. PALERMO

Le memorie del sottosuolo siciliano rivelano tesori e meraviglie, scrivendo nuove pagine di storia antica: così accade che i nuovi scavi appena intrapresi a Lipari facciano affiorare vasi elegantemente dipinti con scene mitologiche, maschere in terracotta, anfore policrome.E annuncino anche la presenza di nuovi e inediti ritrovamenti, sui quali c'è ancora molto da scoprire. La scoperta di Lipari si aggiunge a quelle di Selinunte, di Villa del Casale, di Levanzo, mentre gli scavi condotti a Palermo, nell'area del centro storico, rivelano altri ritrovamenti, e a Himera sono stati rinvenuti scheletri risalente a una battaglia del 480 avanti Cristo. Insomma, i tesori sepolti possono raccontare nuove pagine di storia della Sicilia, in questo infinito romanzo che è l'archeologia dell'isola.

Gli scavi di Lipari (condotti dalla Soprintendenza di Messina e da Museo Archeologico Luigi Bernabò Brea di Lipari, indagini seguite da Maria Clara Martinelli, Umberto Spigo, Nunzia Ollà, Gabriella Tigano, Lillo Giordano, Michele Benfari) hanno fatto rinvenire tombe del tipo a sarcofago e a "cappuccina", con grandi tegole disposte a capanna, e un ricco corredo funebre. «Contrada Diana, dove stiamo effettuando lo scavo - racconta Maria Clara Martinelli - rientra in un'area nota per i suoi tesori archeologicie le importantissime testimonianze». Sono state scoperte due tombe del quarto secolo avanti Cristo, nelle quali l'urna cineraria è costituita da un cratere a figure rosse proveniente dalla Magna Grecia, dalla manifattura di gran pregio. Uno dei vasi è decorato con la nascita di Afrodite che emerge dalla conchiglia, con pitture bianche e dorate. Particolare è anche, all'interno di un vaso, la presenza di maschere teatrali in terracotta, con due personaggi, uno maschile e uno femminile, della commedia; il Museo Bernabò Brea custodisce la più importante collezione di maschere fittili, simbolo della religione misterica di Dionisio, che a Lipari aveva trovato straordinaria diffusione. «Altro ritrovamento eccezionale - spiega Michele Benfari - è una parte del villaggio a capanne risalente a quattromila anni fa, inizio dell'età del Bronzo».

A Palermo, invece, si scava nel centro storico e si rintraccia la storia attraverso stratigrafie che raccontano millenni, uno sull'altro. Il Soprintendente regionale Gaetano Gullo dice: «A piazza Bologni, sono emerse tracce di insediamenti punici, romani, bizantini, normanni e mura medieovali che documentano la centralità di questo luogo. A piazza Vittoria abbiamo ritrovato le vestigia di un grande edificio, probabilmente un luogo di culto, che farebbe spostare la configurazione della città, diversa rispetto a quella che pensavamo. Indagini inizieranno anche a piazza Marina».

Altre ricerche sono state condotte allo Steri, dove la parte sottostante l'ex tribunale dell'Inquisizione ha rivelato la presenza di mura arabe, mentre in prossimità del Castello di Maredolce è stato ritrovato il pontile del lago artificiale.

«Fondi permettendo - dice Gullo - si vorrebbe scavare a Montagna dei Cavalli, dove c'è l'unico teatro di periodo greco, e a Cefalà Diana». Un discorso a parte merita Himera, il cui scavo, inizialmente casuale, realizzato due anni fa per lo spostamento della linea ferrata, ha messo in luce oltre diecimila sepolture. L'archeologo Stefano Vassallo, che ha condotto le ricerche, racconta: «È uno dei più grandi scavi mai condotti. Il periodo è quello della battaglia di Himera, 480 avanti Cristo, battaglia che avrebbe cambiato per sempre l'assetto geopolitico della Sicilia e del Mediterraneo». La data storica per la vittoria dei tiranni di Siracusa e Agrigento, Gelone e Terone, sul cartaginese Amilcare è ricordata anche da Erodoto, che la fa coincidere con lo stesso giorno della battaglia delle Termopili, quella vinta dai Greci sui Persiani. Straordinario è il ritrovamento di una serie di sepolture di cavalli caduti in battaglia, sepolti allineati l'uno accanto all'altro, così come accadeva per i soldati.

Spostandoci in prossimità di Trapani, dal mare - gli scavi condotti dalla Soprintendenza del Mare guidata da Sebastiano Tusa - continuano a far affiorare reperti: tra i ritrovamenti recenti, il rostro numero otto di un altro combattimento storico, quello delle Egadi.

In cantiere c'è la realizzazione di una nuova sala dedicata alla battaglia, al Museo dello Stabilimento Florio di Favignana, diretto da Renato Alongi. Qui verrà realizzato un allestimento multimediale insieme all'esposizione dei rostri ritrovatie altre testimonianze archeologiche, per una full immersion che permetterà di rivivere l'emozione di battaglie lontane nel tempo, ma a noi vicinissime.

venerdì 22 febbraio 2013

ricostruzione di un uomo di Neanderthal



ricostruzione di un uomo di Neanderthal.

prima guerra mondiale - cartolina di propaganda americana a sostegno della Francia



prima guerra mondiale - cartolina di propaganda americana a sostegno della Francia.

prima guerra mondiale - artiglieria inglese attraversa il deserto diretta in Mesopotamia



prima guerra mondiale - artiglieria inglese attraversa il deserto diretta in Mesopotamia

lunedì 18 febbraio 2013

L'elmo di Ierone, «tuffo» nell'antichità

L'elmo di Ierone, «tuffo» nell'antichità
Barbara Albanese
LA SICILIA, Domenica 02 Dicembre 2012, Siracusa

Il prezioso elmo metallico di guerra di Ierone, esposto nel salone principale del museo archeologico Paolo Orsi, è stato oggetto di visita culturale di un nutrito gruppo di soci, familiari e simpatizzanti del Soroptimist di Siracusa, presieduto da Barbara Albanese.
«Da Cuma» è il titolo della ricca mostra di cimeli antichi di guerra esposti nelle vetrine del museo siracusano che con l'elmo avuto in prestito per poche settimane dal British Museum di Londra, ha esposto organicamente anche armi, armature, monete provenienti da tombe, magazzini, santuari e ripostigli del mondo antico. Un'esposizione di reperti più che interessante, riguardanti la vittoria di Ierone a Cuma nel 474 a. C. sugli etruschi. L'elmo rinvenuto nel 1817, fu donato dal re siracusano al santuario di Zeus in Olimpia per la vittoria navale sugli etruschi.
Sull'elmo Ierone fece incidere questa orgogliosa iscrizione: «Ierone il Denomenide e i siracusani (dedicano) a Zeus (dalle spoglie) dei Tirreni presso Cuma». Ma il re enfatizzò la vittoria con un'accorta propaganda politica e mediatica commissionando un'ode a Plutarco e dedicandola al santuario di Zeus in Olimpia. Il Comitato scientifico che ha curato la progettazione e i testi della mostra è formato da Beatrice Basile, Rosalba Amato, Anita Crispino, Angela Maria Manenti, Giuseppina Monterosso ed Ermelinda Storaci. La dirigente del Parco archeologico di Lentini, Mariella Musumeci ha guidato la visita del Soroptimist.
A nome dei visitatori Soroptimist, la presidente Barbara Albanese ha detto al termine della visita che «Mariella Musumeci ha saputo trasmettere la grecità e la siracusanità partendo dall'elmo di Ierone».

domenica 10 febbraio 2013

La tomba dell'uovo non è una tomba e non è etrusca

La tomba dell'uovo non è una tomba e non è etrusca
02-11-2012,  IL TIRRENO,  Empoli

Giancarlo Sani si dedica allo studio dei segni dell’uomo in ambiente montano, e in particolare alla ricerca, catalogazione e studio delle incisioni rupestri presenti in Toscana, da alcuni anni. Ha al suo attivo numerosi articoli a carattere divulgativo e scientifico, e alcuni suoi lavori sono stati presentati a convegni internazionali e simposi sull'arte rupestre. È coautore del libro “La Valle delle rocce Sacre” edito nel 2007. Nel 2009 ha pubblicato “I Segni dell'Uomo - Incisioni rupestri della Toscana, corpus dei graffiti presenti sui rilievi montuosi della Toscana”. Il suo ultimo libro “Le rocce dei pennati - Sulle tracce delle rocce sacre dei Liguri - Apuani” (2011) getta uno sguardo affascinato e curioso intorno ai segni dei “pennati” incisi sulle rocce delle Apuane. Nel 2005 è stato nominato coordinatore toscano del Gruppo Terre Alte - Comitato Scientifico del Cai Centrale. È socio del Centro Camuno di studi preistorici e collaboratore del dipartimento Valcamonica e Lombardia del Ccsp. È socio dell'Associazione Archeologica del Medio Valdarno. CAPRAIA E LIMITE «La tomba dell’uovo di Pulignano in realtà non è una tomba e soprattutto non è etrusca. Anzi, secondo me e secondo l'autorevole parere di alcuni affermati studiosi e archeologi lì di etrusco non c’è proprio niente». Ad affermarlo è Giancarlo Sani, ricercatore empolese, che svela le sue tesi su uno dei ritrovamenti archeologici più celebrati degli ultimi anni. Dopo un sopralluogo ha evidenziato elementi che possono indirizzare verso un'altra ipotesi interpretativa del sito. «Non si trattava - precisa - di una tomba etrusca, ma probabilmente di una piattaforma sulla quale si svolgevano delle ritualità in periodo pre-etrusco». E questo potrebbe essere messo in relazione, aggiungiamo noi, all'altra recente scoperta, in località Bibbiani, di un insediamento abitato risalente al periodo protovillanoviano, un villaggio del periodo pre-etrusco risalente al 1000 a.C. «Quel che rimane della struttura riferibile alla presunta tomba etrusca datata al VI secolo a.C. e denominata “dell'Uovo” è un ampio tamburo di circa 25 metri di diametro, un ingresso e un podio. Certo è che, se si tratta di una tomba, ha subito la completa rasatura ed è stata depredata perché gli scavi non hanno portato alla scoperta di nessun reperto». L'affermazione di Sani è incontrovertibile. Gli archeologi a suo tempo segnalarono che all'apice del tumulo si trovava un masso con la forma di un uovo perfetto. Ed ecco il primo dubbio. Si tratta di un masso naturalmente venuto alla luce o è stato modellato? «La prima cosa notata - prosegue Sani - è la somiglianza, costruttiva e dimensionale, della piattaforma con le strutture adiacenti a raggruppamenti di steli e massi monumentali presenti in Valcamonica e adibite a riti cultuali. La struttura che domina la scenografia è l'imponente monolite a forma di uovo». Poi, interpellato da Sani, è entrato in scena il prof. Graziano Baccolini dell'Università di Bologna, non nuovo a interpretazioni dall'impatto dirompente su simboli e monumenti etruschi; per lui queste pietre erano «per le culture arcaiche simbolo religioso molto importante che ritroviamo in quasi tutti i centri oracolari attorno al mediterraneo. Il simbolo dell'Uovo cosmico da cui nacque l'Universo lo ritroviamo anche nei miti pelasici e di altre culture in tutti i continenti e si ricollega al culto della Dea Madre». «Quindi - chiosa Sani - le pietre ovali non sono cippi o segnacoli tombali come sostenuto da eminenti studiosi ma probabilmente l'uovo rappresentava un simbolo religioso, elemento di una simbologia della rinascita». Sulla pietra sono incise alcune lettere, identificate nel 2006 come etrusche, ma non completamente leggibili. «Un'attenta visione e analisi dei segni sul masso - prosegue Sani - ha portato alla conclusione che non ci sia niente di etrusco nelle scritte; le sigle Bm e Sm sono vecchiotte ma non antiche e quelle rilevate in basso quasi a contatto col terreno sembrano recenti. Sul masso sono incise anche 3 piccole coppelle disposte a triangolo e la figura di un giglio inciso in maniera grezza, a colpi di martellina. Interessantissimi i segni situati nella parte alta del monolite, con una possibile rappresentazione della casa dell'universo, come in Valcamonica, casa con piedistallo con una radice verso il basso e una verso il cielo e un rettangolo diviso in due, rappresentazione della dualità tra bene e male, vita e morte». Infine la pietra. «Basta osservare la porzione di roccia finora presentata come l'alloggiamento originario dell'uovo. Da un esame attento, è evidente che questa sorta di portauovo è composto da una roccia diversa rispetto all'uovo, quindi uno dei due blocchi di pietra viene da un altro luogo». Paolo Santini

sabato 9 febbraio 2013

Entrata degli ungheresi in Ungheria - disegno 1488

Entrata degli ungheresi in Ungheria - disegno 1488.

giovedì 7 febbraio 2013

prima guerra mondiale - il mortaio tedesco da 42 cm chiamato grande Bertha

prima guerra mondiale - il mortaio tedesco da 42 cm chiamato grande Bertha.

martedì 5 febbraio 2013

Antiche incisioni rupestri scoperte sopra Lizzano

Antiche incisioni rupestri scoperte sopra Lizzano
VENERDÌ, 07 DICEMBRE 2012, IL TIRRENO,  Pistoia-Montecatini

La scoperta fatta dai Gruppi di studi alta Val di Lima e Valle di Lune ma il primo reperto è stato trovato da una bambina di nome Gemma
risale a 50 milioni di anni fa

Trovato tra le rocce un dente di pescecane

Non solo scritture rupestri, ma addirittura il fossile di un dente di pescecane risalente a 50 milioni di anni fa. A trovarlo, nei banchi calcarei dei monti sopra Cutigliano, Valter Ricci, iscritto al Gars Museo di scienze naturali e archeologia di Pescia, che da più di 40 anni studia i terreni e le rocce della provincia. Tutto il materiale raccolto farà parte di una mostra itinerante nei comuni della provincia e, al termine, ogni reperto sarà consegnato al comune di pertinenza. Ricci collabora anche con varie istituzioni scientifiche dell’università di Firenze.
di Elisa Valentini wCUTIGLIANO Nuova scoperta storica sulla montagna pistoiese. Una serie di incisioni rupestri, sparse su più siti, sono venute alla luce nel territorio di Cutigliano, nell’area compreso fra il monte Cuccola ed il Poggio di San Vito, fino all’antica strada di collegamento con Lizzano ed al letto del torrente Lima. La scoperta si deve alle ricerche condotte nei mesi scorsi da Pietro Giannini e Alessandro Bernardini del Gruppo di Studi alta Val di Lima, cui si è aggiunta l’attività del gruppo Valle di Lune che hanno contribuito al ritrovamento di alcune interessanti incisioni e lo studioso Giancarlo Sani, autore di significative pubblicazioni sul tema, che da anni è un’importante riferimento nel campo della ricerca, catalogazione e studio delle incisioni rupestri presenti in Toscana e sull'Appennino Tosco-Emiliano. «Ho realizzato le prime scoperte dopo aver interloquito con Sani – spiega Alessandro Bernardini – in seguito con Pietro ho cominciato ad esplorare sia la Val Sestaione che la Val di Lima ed, osservando con occhio attento, abbiamo rinvenuto segni interessanti». Le incisioni, realizzate con varie tecniche dal picchiettaggio per percussione diretta o indiretta, al graffito filiforme o a polissoire sono riferibili a diversi periodi. Alcune sono di epoca moderna come una curiosa stilizzazione di un edificio religioso con campanile o un bel volto di donna, alcune sono accompagnate da millesimi che rimandano al XIX e XVIII secolo. Altre infine sono compatibili con epoche precedenti per tecnica e modalità esecutiva. Fra queste ci sono segni a phi e altri che possono evocare simbologie sessuali. I siti sono oggetto di studio e rilevamento da parte degli studiosi che così confidano di chiarire i difficili e talvolta irrisolvibili enigmi sull'epoca e le motivazioni dei segni. Di particolare interesse la maglia di incisioni lineari, picchiettature, coppelle e forme geometriche presenti sul masso di Gemma, così denominato in omaggio alla bambina che si è accorta per prima della presenza di un coppelliforme da cui è iniziata la pulitura del reperto. Fra le interpretazioni, una possibile antica mappa topografica. Non è la prima volta che le nostre vallate svelano scoperte di interesse storico. Si ricordanole incisioni rupestri rinvenute di recente dai collaboratori di Luoghi Misteriosi nell’area della Badia a Taona ed i tratti di viabilità storica ed i tumuli riportati alla luce dall’associazione Valle Lune nella zona di Piteglio. Un patrimonio storico archeologico che offre prospettive interessanti per ulteriori attività di ricerca e per una valorizzazione culturale e turistica.

lunedì 4 febbraio 2013

prima guerra mondiale - disegno con donne francesi al lavoro nei campi

prima guerra mondiale - disegno con donne francesi al lavoro nei campi.

domenica 3 febbraio 2013

prima guerra mondiale - artiglieria in un bosco a Chateau Moucheton

prima guerra mondiale - artiglieria in un bosco a Chateau Moucheton.

sabato 2 febbraio 2013

prima guerra mondiale - donne preparano generi di conforto per le truppe

prima guerra mondiale - donne preparano generi di conforto per le truppe.

venerdì 1 febbraio 2013

prima guerra mondiale - disegno di combattimento aereo tra aereo francese e uno germanico

prima guerra mondiale - disegno di combattimento aereo tra aereo francese e uno germanico