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Archeo-revisionismo

Archeo-revisionismo di Redazione articolo di venerdì 31 luglio 2009 - IL GIORNALE Roma, autunno del 1931. Mussolini, in basco e pantaloni alla zuava, batte alacremente col piccone, gettando da parte tegole frantumate e mattoni. Sono cominciate le demolizioni nella zona dei Fori per costituire il tracciato di quella che verrà chiamata la Via dell’Impero, celermente ribattezzata nel dopoguerra Via dei Fori Imperiali nell’ambito della «defascistizzazione» della capitale. Problematica la nascita di Via dell’Impero, scenografico asse viario che collega piazza Venezia al Colosseo, riscoprendo il cuore monumentale della città imperiale. Esaltata dal celebre scrittore e critico d’arte Ugo Ojetti come «una di quelle luminose vie romane lunghe non chilometri ma millenni», «impresa meravigliosa» secondo l’allora direttore dell’Istituto Archeologico Germanico Ludwig Curtius, la strada anni dopo riceverà più critiche che osanna. Esempio dell’attività indefessa di quel «piccone demolitore» fascista ...

Taranto ritrova le tracce del legame con Sparta

Taranto ritrova le tracce del legame con Sparta MARIO DILIBERTO MERCOLEDÌ, 29 LUGLIO 2009 LA REPUBBLICA - Bari Rinvenuto un vaso votivo con un´iscrizione dedicata alla divinità greca Artemide Orthia L´ammiraglio Ricci segue i lavori dal 2003: scoperti frammenti del IV e V secolo a.C. Viaggio alla scoperta dei nuovi scavi realizzati nei sotterranei tra i bastioni della fortezza aragonese resi possibili e visitabili nell´ambito del progetto Città Aperte Tremila anni di storia rivivono tra le mura del castello Sant´Angelo di Taranto. Dal 1492 la fortezza aragonese troneggia sul borgo antico della città. Quei bastioni imponenti hanno assistito a invasioni e battaglie. A saccheggi e distruzioni. Ed ogni epoca ha lasciato traccia nel fortilizio i cui sotterranei giorno dopo giorno regalano un pezzo di storia, raccontando le vicende di una città che nel suo passato scava affannosamente per trovare la forza di rialzarsi. E nel cuore del castello Aragonese da sei anni quotidianamente lavora ala...

tornano i tesori della Villa dei Papiri.Riallestita, all´Archeologico di Napoli, la sezione dei preziosi reperti

tornano i tesori della Villa dei Papiri.Riallestita, all´Archeologico di Napoli, la sezione dei preziosi reperti LUNEDÌ, 27 LUGLIO 2009 LA REPUBBLICA - Cultura In autunno riaperta al pubblico parte degli scavi Napoli Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è al centro di una trasformazione profonda: nei mesi scorsi è stato presentato il riordinamento delle sale dedicate alle pitture pompeiane, ora è stata appena riallestita la sezione dedicata ai materiali provenienti dalla Villa dei Papiri, nel prossimo autunno verrà riordinata l´intera collezione Farnese. L´intervento di queste settimane non è di poco conto: la Villa dei Papiri a Ercolano costituisce infatti una delle testimonianze più rilevanti giunte sino a noi dal mondo romano. La sua scoperta si deve agli scavi voluti dai Borbone e che iniziarono proprio alla metà del Settecento: i primi interventi si ebbero infatti a partire dall´aprile del 1750 e proseguirono sino al febbraio del 1761. Indagini di minore impegno vennero svolt...

Tombe fenicie, giallo alla Certosa Ghedini: solo ossa e cocci. L´Espresso: lui partecipò al sopralluogo

Tombe fenicie, giallo alla Certosa Ghedini: solo ossa e cocci. L´Espresso: lui partecipò al sopralluogo MAURO FAVALE - GIUSEPPE PORCU DOMENICA, 26 LUGLIO 2009 LA REPUBBLICA - Interni ROMA - Al massimo un mucchio d´ossa antiche: «Una mandibola, alcune vertebre, un frammento d´osso». Nessuna tomba fenicia, insomma. E male hanno fatto Repubblica e L´Espresso a sollevare il caso: «Un tentativo di diffamazione del presidente del Consiglio che continua miseramente a fallire». Niccolò Ghedini difende Silvio Berlusconi. L´avvocato del premier è intervenuto anche ieri per mettere l´ennesima toppa sul caso delle «30 tombe fenicie del 300 a. C. « a Villa Certosa, della cui esistenza Berlusconi si vantava con la escort Patrizia D´Addario. La exit strategy prende la forma di un lungo comunicato. Il legale risponde all´Espresso che ieri ha raccontato (attraverso un articolo pubblicato nel marzo 2005 dall´Unione Sarda) di un sopralluogo a Villa Certosa durante il quale, l´avvocato Ghedini «ha accomp...

Rinvenuti blocchi lapidei nel mare di Squillace. Forse citta sepolta

Rinvenuti blocchi lapidei nel mare di Squillace. Forse citta sepolta IL QUOTIDIANO DI CALABRIA, 24/07/2009 Sensazionale scoperta archeologica nel Catanzarese. A pochi metri dalla battigia un sub occasionale ha individuato i blocchi che fanno pensare all'antichissima Skylletion Rinvenuti blocchi lapidei nel mare di Squillace. Forse citta sepolta Sensazionale scoperta archeologica nel mare di Squillace. Un sub occasionale, l’architetto Alessandro Ciliberto, ha rinvenuto e individuato, la presenza di un gruppo di blocchi lapidei in mare che fanno pensare a una antichissima città sepolta al di sotto dei fondali marini. Secondo l’occasionale archeologo subacqueo - che ha comunicati il rinvenimento con una lettera ufficiale alla Soprintendenza per i beni archeologici di Reggio Calabria e ad altre autorità – «la scoperta è avvenuta a una distanza di circa 15 metri dalla battigia e a una profondità di circa 3-4 metri». Lo stesso architetto Ciliberto precisa che «a spiccare dal fondale sabb...

Alla scoperta della città perduta: la missione archeologica

Alla scoperta della città perduta: la missione archeologica Edoardo Meoli 24/07/2009 il secolo xix Un genovese racconta la spedizione nelle delle Ande: trovati i resti di un villaggio Incas UN LAGO SACRO a 3.500 metri di altitudine nel cuore delle Ande peruviane, a mille chilometri da Lima. È qui che una spedizione di genovesi ha scoperto i resti di un villaggio precolombiano. Si tratta, probabilmente, della mitica "città perduta" di Ciquate, che, secondo la leggenda, fu un fiorente centro Incas, fino a quando gli abitanti, per difendere i propri tesori dai conquistadores spagnoli, non la fecero inabissare nel lago sacro: «Così, secondo quanto è stato tramandato, la città ha potuto continuare a vivere protetta da ogni male e da ogni contaminazione» - racconta Ottorino Tosti, archeo-speleologo genovese, che naturalmente non crede alla leggenda, ma si basa sulla ricerca scientifica. «In questo senso si può davvero parlare di scoperta. Con la missione del progetto "Ande del...

Antica stele gettata tra i rifiuti

Antica stele gettata tra i rifiuti Mercoledì 22 Luglio 2009 PROVINCIA Pagina 25 l'arena Stava per finire triturato un cippo di epoca romana con incisioni. L’ha salvato Giorgio Vandelli che l’ha visto in un’abitazione Trovata in una discarica da un cittadino che l’ha portata a casa. Poi è stato convinto a consegnarla Prima era finita in una discarica e stava per essere triturata. Poi un cittadino l’ha presa e l’ha portata a casa. E infine Giorgio Vandelli, ex presidente dell’Archeoclub di Verona, è riuscito a farla consegnare al Comune. È stata recuperata così un’antica stele funeraria romana. Ha raccontato la vicenda lo stesso Vandelli, in occasione della rievocazione storica sull’incontro tra papa Leone Magno ed Attila a Salionze. La stele era stata provvisoriamente trasportata ai campi sportivi della frazione e ieri pomeriggio è stato necessario usare una gru munita di verricello per prelevare il cippo dalla zona dei campi sportivi e trasportarla alle ex scuole elementari. Così, ...