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Albinia produce vino da più di 2000 anni

Albinia produce vino da più di 2000 anni Paola Tana 29-08-09, IL TIRRENO Grosseto Quando si parla di industrie ad Albinia vengono in mente il settore agroalimentare che esporta in tutta Italia, i vivai di piante e fiori, e aziende vitivinicole. Ma fino a pochi anni fa pochi sapevano che avevano una tradizione ultrasecolare. Uno degli artefici di queste importantissime scoperte che hanno dato nuova visibilità alla frazione, in bilico tra economia e storia, è stato il professor Daniele Vitali, docente di archeologia celtica all’Università di Bologna che oggi sarà a parlare dei suoi ritrovamenti nella sala del museo della Cultura Contadina a partire dalle ore 18,30. “Albinia: terra di vini dall’antichità ad oggi” è il tema della conferenza promossa dagli assessori alla cultura e turismo del Comune di Orbetello, con il sostegno di numerosi sponsor tra i quali il consorzio Welcome Maremma che al termine dell’illustrazione teorica passerà alla stuzzicante pratica offrendo una degustazione di...

Il mare restituisce un'ancora nuragica

Il mare restituisce un'ancora nuragica Andrea Piras L'Unione Sarda 30/08/2009 Era poggiata su una pianoro di roccia a quindici metri di profondità. A individuarla, confusa tra gli altri grossi massi del fondale, l'occhio allenato di Davide Morelli, istruttore subacqueo e titolare del diving center del Chia laguna resort, impegnato l'altra mattina, nelle acque di Capo Teulada, in un'escursione con allievi e turisti appassionati d'immersione. Non era un semplice masso, era ben altro. Un manufatto antico che gli archeologi della Soprintendenza di Cagliari, lunedì mattina, hanno riportato in superficie dopo aver esaminato a fondo l'area della scoperta. LA CERTEZZA. Nessun dubbio. Quel sasso di forma triangolare con gli angoli smussati e arrotondati, e con un foro di una ventina di centimetri di diametro ricavato nella parte superiore, altro non era che un'ancora litica dell'eta del Bronzo, simile ad altre rinvenute all'Isola Rossa, alla fine degli an...

Necropoli ellenistica riportata alla luce durante lavori idrici

Necropoli ellenistica riportata alla luce durante lavori idrici 26.08.2009, LA SICILIA Gela.Dal sottosuolo gelese continuano ad affiorare i "tesori" dell'antica città greca. L'ultima scoperta, in ordine di tempo, risale a ieri ed è avvenuta, casualmente, durante i lavori di scavo per il rifacimento della condotta idrica di fronte la chiesa dei Cappuccini. E' emerso così un lembo di necropoli sulla cui presenza - già nei primi anni del secolo scorso - erano state avanzate ipotesi da parte di archeologi del calibro di Paolo Orsi che già in quegli anni aveva indicato il quartiere Borgo, la zona, cioè, dove è affiorata la necropoli, di interesse archeologico alla stessa stregua di Caposoprano. L'ipotesi ha trovato conferma ieri con la scoperta della necropoli di età greca, utilizzata tra il VII e V secolo a.C. Alcune sepolture di tipo "enchytrismos" alla cappuccina e un piccolo sarcofago litico in parte violato sono emersi durante gli scavi, al di sotto ...

Affiora una necropoli greca nel centro di Gela

Affiora una necropoli greca nel centro di Gela Stefano Zurlo 26 agosto 2009, IL GIORNALE Alcuni operai che stavano posano i tubi dell'acqua hanno trovato quattro tombe ed un piccolo sarcofago Una necropoli arcaica è stata scoperta a Gela. Sono stati alcuni operai, al lavoro per posare i tubi dell'acquedotto in una zona centrale della città, ad aver trovato i resti. Si tratta di quattro tombe e di un piccolo sarcofago litico. Sono stati inoltre rinvenuti corredi ceramici di tipo corinzio, attico e ionico. Le tombe sarebbero state realizzate fra il quinto e il settimo secolo avanti Cristo, in età greca: il ritrovamento è davvero molto importante. Per questo i lavori di scavo per la condotta idrica sono stati immediatamente interrotti e la zona è ora presidiata 24 ore su 24 ore per impedire ai tombaroli di profanare quel che è affiorato. L'area potrebbe far parte di una più ampia necropoli già individuata ai primi del Novecento dall'archeologo Paolo Orsi durante una campag...

Le anfore di Panarea, tesoro sconosciuto

Le anfore di Panarea, tesoro sconosciuto LUIGI BARRICA GIOVEDÌ, 20 AGOSTO 2009 LA REPUBBLICA - Palermo Ritrovate da una nave oceanografica a duecento metri di profondità Ora, tangibile, c´è la prova: altri due relitti carichi di anfore sono stati individuati a poco meno di duecento metri di profondità, nelle acque antistanti Panarea. Relitti praticamente intatti, vista l´ubicazione degli stessi e quindi difficilmente raggiungibili. Una scoperta possibile tramite l´utilizzo dell´ecoscandaglio, posizionato a bordo d´una nave oceanografica, impiegata proprio per quelle ricerche. E a comprovare la presenza di quelle navi, risalenti forse al III e II secolo a. C., esistono delle foto nelle quali sono evidenti i contorni dei natanti e i loro carichi quasi completamente sommersi dalla sabbia. I responsabili della ricerca non hanno specificato la latitudine e longitudine delle navi, proprio per evitare che tombaroli marini, anche muniti di batiscafo, facciano scempio di quelle anfore, così com...

Misteri etruschi senza fine, nuovi scavi a Tarquinia

Misteri etruschi senza fine, nuovi scavi a Tarquinia LAURA MARI MERCOLEDÌ, 19 AGOSTO 2009 LA REPUBBLICA - Roma A fine mese nella località Doganaccia parte l´ultima campagna per riportare alla luce due importanti tumuli del VII secolo avanti Cristo Dipingere la vita nel passaggio verso l´aldilà. Una religiosità figurativa che si declina in scene quotidiane, motivi artistici di una civiltà che con la sua pittura funeraria pare abbia ispirato persino il genio rinascimentale di Michelangelo che, si racconta, per un disegno di Aita, dio dell´Averno, avrebbe più volte studiato e osservato un dipinto di un sepolcro tarquinese. E oggi sulla necropoli etrusca di Tarquinia, che si estende per circa cinque chilometri di lunghezza sulla collina dei Monterozzi (così chiamata per gli imponenti tumuli di terra che un tempo coprivano gli ipogei), continua ad aleggiare un velo di fascinoso mistero, un crogiolo di storie e leggende che si fondono con quei sepolcri e quelle aree ancora da scoprire. Se in...

Monte Sannace svela i tesori dei Peuceti

Monte Sannace svela i tesori dei Peuceti 18/08/09, CORRIERE DEL MEZZOGIORNO Fino al 14 ottobre una mostra dedicata ai reperti rinvenuti a Gioia del Colle: elementi decorativi in avorio, armi in ferro e l’elmo di un guerriero Vasi della storia Un reperto al centro della mostra Che volto aveva la Puglia del più lontano passato, e come viveva chi la popolava? Lo ricostruisce la mostra archeologica «Scene del mito in Peucezia», aperta al pubblico a Bari, presso Palazzo Simi, nel cuore della città vecchia, fino al prossimo 14 ottobre. L’esposizione che è stata promossa dalla Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia, dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia, e dall’Assessorato al Mediterraneo - si avvale del lavoro di un gruppo di esperti: Angela Ciancio, per il progetto scientifico e la coordinazione generale; Teresa Follino, per la collaborazione scientifica; Antonia Petrafesa, per il restauro dei reperti. L’obiettivo della mostra è quello di f...