sabato 30 gennaio 2010

martedì 19 gennaio 2010

Raffigurazione della battaglia di Calatafini

Raffigurazione della battaglia di Calatafini

lunedì 18 gennaio 2010

sabato 16 gennaio 2010

Grande fossato scavato dai Rutuli in difesa di Ardea

Grande fossato scavato dai Rutuli in difesa di Ardea

Sistema difensivo realizzato dai Vosci per la difesa di Antium


Sistema difensivo realizzato dai Vosci per la difesa di Antium

Vallo costruito da Pelasgi a Preneste

Vallo costruito da Pelasgi a Preneste

domenica 10 gennaio 2010

Sarcofago etrusco


Sarcofago etrusco

Rilievo Etrusco

Rilievo Etrusco

Tomba etrusca del Corneto

Tomba etrusca del Corneto

Bors-Nimrud - Tempio di Borsippa


Bors-Nimrud - Tempio di Borsippa

Tempio di Mugheir - UR


Tempio di Mugheir - UR

Rilievo Assiro da Corsabad

Rilievo Assiro da Corsabad

Piramidi di Giza


Piramidi di Giza

Il mito di Federico II tra storia e leggenda

La Repubblica 6.1.10
Un libro ricostruisce la figura del grande imperatore che suscitò amore e odio
Il mito di Federico II tra storia e leggenda
di Agostino Paravicini Bagliani

I suoi nemici lo dipinsero come l´Anticristo, essere demoniaco e maledetto. I sostenitori crearono un´immagine perfetta: principe onnipotente e amico della pace

Con soltanto la cultura politica contemporanea, anche il Medioevo conobbe i toni sferzanti della polemica, in particolare quando erano in gioco le grandi sovranità, il papato e l´impero. «E vidi salir dal mare una bestia che aveva sulle teste nomi di bestemmia»: iniziava così con le parole dell´Apocalisse un testo scritto da un cardinale, Raniero da Viterbo, destinato a demonizzare l´imperatore svevo Federico II (1194-1250). Il quale fu sovente dipinto come l´Anticristo, un essere fra il soprannaturale e il demoniaco e al quale si attribuivano gli epiteti biblici più terribili, quali "dragone", "scorpione" o "martello del mondo". Lo si accusò di avere affermato che Cristo, Mosé e Maometto erano tre impostori che avevano ingannato il mondo. Più di trent´anni dopo la sua morte, il francescano Salimbene non esiterà a demonizzare la memoria di «un uomo pestifero e maledetto, scismatico, eretico ed epicureo, corruttore di tutta la terra, giacché seminò il seme della divisione e della discordia nelle città d´Italia». Persino la sua nascita, a Iesi, fu motivo di sospetti, per il fatto che sua madre, Costanza d´Altavilla (figlia di Ruggero II di Sicilia) «era molto anziana quando l´imperatore Enrico VI la sposò» e per questo motivo «si sparse la voce che, dopo aver simulato la gravidanza, se lo pose sotto le vesti per farlo credere partorito da lei».
Nessun altro imperatore medievale fu scomunicato due volte (1227, 1239) e deposto da un concilio presieduto da papa Innocenzo IV (Lione, 1245). Come spiega Wolfgang Stürner, autore di un´ampia e chiara biografia di Federico II ora disponibile in traduzione italiana (Federico II e l´apogeo dell´Impero, presentazione di Ortensio Zecchino, Salerno Editrice, euro 84), le ragioni di tale accanimento erano anzitutto di ordine politico: Federico II si era reso colpevole di avere riunito nella sua persona la dignità di imperatore e quella di re di Sicilia, accerchiando così lo Stato della Chiesa a nord con le terre dell´Impero e a sud con il Regno. Ma la Chiesa gli rinfacciava ben altre colpe. Invece di combattere la crociata in Terra Santa, egli «fece pace con i Saraceni senza alcun vantaggio per i Cristiani. E per di più fece invocare il nome di Maometto pubblicamente nel tempio dei Signore» (Salimbene). Di qui anche l´accusa secondo cui l´imperatore aveva un harem. Accuse che, sempre secondo Salimbene, lo resero «inasprito d´animo, come un´orsa inferocita nel bosco perché le hanno rapito i cuccioli».
A questa visione demoniaca dell´imperatore, i suoi sostenitori riuscirono a contrapporre un´immagine quanto mai positiva, facendo ad esempio nascere alla sua morte la leggenda di un Federico che "vive e non vive", riprendendo il detto della Sibilla. Morto solo in apparenza, continuava a vivere di nascosto, forse nell´Etna, per tornare un giorno a mostrarsi. Anche in vita Federico II era stato avvicinato a Cristo. Per Pier delle Vigne, egli era «il principe onnipotente descritto da Ezechiele e Geremia, il signore del mondo, amico della pace, fondatore del diritto, quintessenza del bene e di tutte le virtù, dominatore degli elementi».
All´immagine storica di Federico II quale sovrano ideale contribuì molto la sua curiosità intellettuale. Ed è vero che ai misteri della natura Federico II rivolse un´attenzione senza pari, intrattenendo contatti con il più grande matematico dell´epoca, Leonardo Fibonacci da Pisa, e ponendo domande insolite al filosofo arabo Ibn Sab´in o al suo astrologo di corte Michele Scoto: se si poteva localizzare la residenza di Dio, il paradiso, il purgatorio e l´inferno; come comprendere l´origine delle acque dolci e di quelle salate, i vulcani e così via. Non aveva limiti il suo amore per la caccia con i falconi - una delle tante debolezze che gli verranno rinfacciate dal papato - che lo indusse a far tradurre dal suo filosofo di corte, Teodoro, un trattato arabo di falconeria, il Moamin, che rielaborò nel suo libro di falconeria rimasto celebre. La natura cosmopolita della Palermo della sua gioventù lo aveva avvicinato ai poeti della celebre scuola siciliana e gli aveva permesso di circondarsi anche di intellettuali ebrei (Giacobbe Anatoli). Verso gli ebrei manifestò una certa apertura mentale quando (1236) chiese delle prove - una domanda veramente insolita per l´epoca - a coloro che avevano accusato gli ebrei di Fulda di avere ucciso dei ragazzi cristiani.

Egitto: un'eterna miniera di tesori e misteri

Egitto: un'eterna miniera di tesori e misteri
06/01/2010 IL TEMPO

Egitto: trovata un'antichissima tomba con uomini e animali

Nonostante le rive del Nilo siano state saccheggiate sin dai tempi dei romani le testimonianze dell'antica civiltà non smettono di stupire. Dalle sabbie di Saqquara, sito archeologico a una trentina di chilometri dal Cairo, è emersa una grande tomba, la più grande mai trovata in zona. Al suo interno molte mummie, di uomini, ma anche di falconi. La tomba, risalente alla XXVI dinastia, circa 500 anni prima di Cristo, è composta da una vasta camera scavata nella roccia. L'ampio spazio si dirama in alcune nicchie, nelle quali sono state ritrovate numerose mummie. Mummificati c'erano anche alcuni falconi, sottoposti allo stesso procedimento riservato ai corpi degli uomini. Nella tomba ci sono anche oggetti di vario tipo. L'annuncio della scoperta è stato dato dal personaggio-mito dell'archeologia in Egitto, il professor Zahi Hawass, responsabile del Consiglio superiore delle Antichità egiziane. Non è rarissimo trovare nelle antiche tombe mummie di animali, oltre che di uomini, e talvolta sono stati rinvenuti dei falchi mummificati. Il falcone, che rotea nel cielo diurno, veniva associato dagli egizi al sole stesso e preso a simbolo di due divinità espressione appunto del disco solare: Horus e Ra. Custode del culto di queste divinità era il sovrano, per questo il falco divenne un modo di identificare il faraone. Scrivere la storia esatta di questa tomba e delle sue «mummie-falco» comunque non sarà facile. Dalle prime indagini sembra che la tomba sia stata depredata, probabilmente in epoca romana, e poi più volte riutilizzata. Saqquara è una necropoli ben nota agli archeologi. Vi sorge la famosa piramide di Djoser, che è considerata la «madre di tutte le piramidi», è infatti la struttura di grandi dimensioni più antica di tutto l'Egitto. Venne edificata per la sepoltura di Djoser, sovrano della III dinastia, realizzata dal famoso gran sacerdote, sovrintendente del regno e architetto Imhotep. La piramide, detta «a gradoni» perché realizzata con una serie di parallelepipedi sovrapposti, è datata a 2.500 anni prima di Cristo. Saqqara fu la necropoli reale fino alla III dinastia, in un periodo successivo venne sostituita dall'area funeraria di Giza e, ancora dopo, da quella della Valle dei Re. Nonostante le sepolture reali siano state spostate in questi altri luoghi Saqqara rimase una località di culto e una zona per il seppellimento di nobili e personaggi importanti per più di 3.000 anni.

Tomba di Ciro


Tomba di Ciro