Post

Visualizzazione dei post da dicembre, 2008

Federazione Pagana: Censimento dei siti e oggetti sacri precristiani

Federazione Pagana: Censimento dei siti e oggetti sacri precristiani : "Censimento dei siti e oggetti sacri precristiani Esce oggi (anche se la data impressa sul documento è quella di domani, ma siamo riusciti ad accelerare le cose) lo Standard del Censimento dei siti e oggetti sacri precristiani riutilizzati per chiese cristiane (ex Censimento dei templi pagani riutilizzati in o come chiese cristiane), con il primo documento che è il manuale dell'operatore, a cura del Giorno Pagano Europeo della Memoria. Un testo un po' tecnico in certi passaggi, ma sicuramente pieno di informazioni utili anche per chi aspetta solo di poter utilizzare la nuova edizione che seguirà questa pubblicazione dello standard, indicativamente a metà del 2009. Nel manuale infatti trovate una descrizione del progetto, com'è nato e come si svilupperà. Sul sito invece potete seguire l'avanzamento dei lavori. Ufficializziamo anche il logo del progetto, che è quello sottostante: Il montaggio coin

La tomba di un guerriero nell'area dell'inceneritore

La tomba di un guerriero nell'area dell'inceneritore Corriere del Mezzogiorno - SALERNO - 2008-12-27 num: - pag: 7 Nava: «Qui allestiremo un museo» Le tombe ritrovate in località Boscariello- Cupa Siglia, nell'area dove sorgerà il termovalorizzatore di Salerno, sono l'ennesima conferma dell'esistenza di numerosi insediamenti di popolazioni locali prima del periodo romano. A rivelarlo è la Soprintendente di Salerno, Maria Luisa Nava, al lavoro da tempo sui rinvenimenti effettuati nella zona periferica della città. «Le tombe trovate sono la testimonianza di un insediamento che non sarà stato molto esteso ma che si colloca in una posizione importante per la penetrazione verso l'interno della Campania — precisa la Soprintendente — non sono proprio etruschi, ma si tratta di popolazioni locali da collocare tra il IV e il primo secolo avanti Cristo, quasi al confine con la romanizzazione. Tuttavia, questi insediamenti testimoniano la presenza di un ceto guerriero anche

Nefertiti. Riparte la caccia alla regina più bella

La Repubblica 22.12.08 Un team tedesco al lavoro nella Valle dei Re il sito archeologico può svelare altri segreti Nefertiti. Riparte la caccia alla regina più bella Gli scavi si svolgono sotto tombe individuate decenni fa di Andrea Tarquini BERLINO. Si risveglia, alla vigilia delle feste, la leggenda della bellissima Nefertiti. In riserbo, ma solo fino a ieri quando lo ha rivelato l´edizione domenicale del Frankfurter Allgemeine, un team internazionale di archeologi, guidato da Otto Schaden, ha ripreso da novembre a scavare tra i siti tombali della mitica Valle dei Re a Luxor, in Egitto. Schaden e gli altri ricercatori non si sbilanciano, ma speculazioni, rumors e speranze segrete rilanciano la possibilità di trovare infine il sarcofago o la mummia della splendida regina, moglie del faraone Achenaton. O di altri membri della famiglia che, regnando, introdusse brevemente il monoteismo. Come in un romanzo d´avventure, o in un film di Indiana Jones, ma con pieno rigore scientifico, rinas

Un tesoro nel laghetto vicino casa

Un tesoro nel laghetto vicino casa Francesco Pellegrino Lise Il Tempo 18/12/2008 Li aveva «scoperti» nel giardino di casa sua, vicino al «Laghetto del Monsignore», nella località di Campoverde di Aprilia (Lt), e pertanto aveva deciso di tenerli come oggettini per abbellire la sua abitazione. Solo che dalla perquisizione della casa del signor G. P. sono stati rinvenuti e sequestrati ben 500 reperti «miniaturistici» integri del valore di almeno 300mila euro. È proprio con la casa del fattore G.P. che si è conclusa l'operazione «Satricum», condotta dal reparto dei Carabinieri per la Tutela patrimonio culturale in stretta collaborazione con la soprintendenza archeologica del Lazio, dal generale Giovanni Nistri, dal sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro e dal direttore ai Beni archeologici Stefano De Caro. Insieme alla «Satricum», Nistri ha anche illustrato altre due operazioni nell'ambito della tutela archeologica: «Feno» e «Domitilla». «Nel caso di Satricum - ha spiegat

Viaggio tra nuraghi e dolmen la rete dei siti archeologici

Viaggio tra nuraghi e dolmen la rete dei siti archeologici Antonio Bassu La Nuova Sardegna 16/12/2008 NUORO. È pronto a decollare operativamente il progetto sulla valorizzazione e gestione dei 16 siti archeologici del comprensorio del Nuorese, messo a punto dall’ex Comunità montana, e che ora passa la mano alla Provincia. La rete, nata nella logica del distretto culturale e del turismo integrato, coinvolge i comuni del territorio. I poli del sistema saranno gestiti dagli enti locali. Ogni unità operativa disporrà di un punto di informazione, consultazione e approfonmdimento sull’archeologia locale e regionale. Le stesse unità operative, collegate tra loro, interagiranno attraverso un comune sito web chiamato “Sinnu”. I poli, con le relative unità operative, sono dislocati nei comuni, nell’ottica di un capillare sviluppo a rete dell’offerta turistica, con la valorizzazione dei diversi siti archeologici. Hanno illustrato l’articolazione del nuovo programma l’ex presidente della Comunità

Scoperti i tesori dell'antica Turris

Scoperti i tesori dell'antica Turris Emanuele Fancellu La Nuova Sardegna 16/12/2008 PORTO TORRES. L’area di scavi archeologici nei pressi della vecchia stazione «La Piccola», coordinati da Antonella Pandolfi ed eseguiti sotto la direzione scientifica di Antonietta Boninu, continua a rivelarsi un autentico scrigno ricco di tesori. Niente ori o gioielli, ma tantissimi ritrovamenti che permetteranno di avere nuove rilevanti acquisizioni riguardanti questo settore dell’antica città romana destinato ad area cimiteriale e prima ancora importante crocevia tra i vari assi di percorrenza urbana ed extraurbana. Nonostante le piogge torrenziali rendano improbo il lavoro dell’équipe di giovani archeologi, i ritrovamenti continuano ad aggiungere nuovi particolari al puzzle della storia di Turris. Asportata la fase più superficiale delle sepolture monumentali appartenenti al VI e VII secolo, sotto la necropoli affiorano le strutture di epoca classica. Sono stati scavati strati con fortissimi seg

Sorpresa a Malagrotta, oltre alla discarica una fattoria di 3.500 anni fa

Sorpresa a Malagrotta, oltre alla discarica una fattoria di 3.500 anni fa CARLO ALBERTO BUCCI MERCOLEDÌ, 17 DICEMBRE 2008 LA REPUBBLICA - Roma Un set completo di pentole ritrovato in una cava con tanto di leccornie ancora dentro, ma mummificate perché cucinate da una massaia di 3.500 anni fa. Oppure una capanna giunta sino a noi "sigillata", ossia con tanto di tetto e travi, «uno di molti insediamenti agricoli rinvenuti al confine tra il territorio di Veio e Roma», dice l´archeologa della soprintendenza statale Daniela Rossi. Che cita anche le decine di resti di ville e di necropoli romane sull´Aurelia. A Malagrotta, insomma, non solo abusivismo e "monnezza". Ma, nonostante la montagna della discarica, una storia antica sopravvissuta al degrado.

La Sfinge. L'ultima ricerca di una équipe inglese la testa fu rimodellata nel corso dei secoli

La Repubblica 15.12.08 La Sfinge. L'ultima ricerca di una équipe inglese la testa fu rimodellata nel corso dei secoli Da leone a uomo così cambiò volto Ma secondo l'archeologia ufficiale le nuove ipotesi non sono ancora suffragate da evidenze incontestabili di Luigi Bignami Due nuove ipotesi rilanciano il mistero della Sfinge di Giza. Nota da sempre per il suo volto umano e il corpo leonino e per essere stata costruita circa 4.500 anni fa, in realtà potrebbe essere stata modellata nella roccia almeno qualche secolo se non addirittura 1.500 anni prima, e il volto originario sarebbe stato quello di un leone. Questo sostiene un gruppo di ricercatori dopo aver eseguito accurati rilievi, durati diversi anni, sul corpo della più enigmatica delle sculture. Colin Reader della Manchester Ancient Egypt Society, uno dei geologi leader nella ricerca, sostiene che solo ipotizzando un´età di almeno un paio di secoli superiore si può spiegare l´erosione visibile sul corpo della Sfinge. In sos

Un pozzo, presumibilmente risalente ad età medioevale, scoperto nell'area Castello

Un pozzo, presumibilmente risalente ad età medioevale, scoperto nell'area Castello La Provincia Como, 9-XII-2008 LURAGO MARINONE (m. cl.) Un pozzo, presumibilmente risalente ad età medioevale, scoperto nell'area Castello. Un rinvenimento del tutto casuale, nel corso dei sondaggi eseguiti in otto punti del parco che circonda il municipio, per verificare eventuali presenze di interesse archeologico. Il Castello - a suo tempo ristrutturato e attualmente sede degli uffici comunali - risale all'Ottocento. In prospettiva dei lavori di riqualificazione dell'area - su richiesta della Soprintendenza per i beni archeologici - scavando, sono stati trovati reperti a dir poco sorprendenti. Il più significativo: una cisterna lunga sette metri e larga due metri. «È un pozzo in mattoni, con il soffitto con volte a botte, pieno d'acqua e perfettamente funzionante - spiega il sindaco Alessandro Vesco -. Apparentemente è di ottima fattura, presumibilmente risalente al 1500 circa. Sicu

Tra le città morte - I bombardamenti sulle città tedesche: una necessità o un crimine?

A.C. Grayling Tra le città morte - I bombardamenti sulle città tedesche: una necessità o un crimine? Longanesi, 2006, Milano. Formato 21 xl 4cm, 432 pagine più 16 pagine di eventuali foto o notegrafie b/n. Durante la Seconda Guerra Mondiale, le forze aeree di Stati Uniti e Gran Bretagna attuarono massicci bombardamenti sulle città di Germania e Giappone, culminati nella distruzione di Amburgo, Dresda, Hiroshima, Nagasaki e Tokyo. L’autore, filosofo inglese di grande fama, si pone un quesito importante: tale offensiva fu realmente giustificata dalle necessità belliche o fu invece un crimine contro l’umanità? Oggi, a distanza di settant’anni da quei tragici eventi, queste domande caratterizzano una delle ultime controversie legate a quel conflitto, sebbene esse si fossero affacciate già allora nella mente di molti, in relazione ad una strategia che ebbe come obiettivo quello di colpire città e popolazioni civili nemiche con ordigni incendiari e bombe atomiche. I discendenti di coloro che

L'AQUILA - Gli scavi fanno tornare alla luce strada di epoca normanna

L'AQUILA - Gli scavi fanno tornare alla luce strada di epoca normanna m.c. Il Centro 04/12/2008 L’AQUILA. Risale a prima della fondazione della città e potrebbe essere la testimonianza di un insediamento urbano di origine normanna nel territorio aquilano. Si tratta della strada “inghiaiata” rinvenuta all’esterno, lungo il lato nord del complesso di San Domenico, e il suo ritrovamento permette agli esperti di avanzare l’ipotesi che il capoluogo abruzzese fosse abitato già tra l’XI e il XII secolo. Il ritrovamento è venuto alla luce durante lo scavo condotto dalla cattedra di Archeologia medievale dell’università, appena fuori il perimetro dell’ex carcere. «Si tratta di una via con ampia carreggiata, di età normanna, precedente alla fondazione della città (1254)» spiega Fabio Redi , direttore dei lavori. «E’ una delle pochissime testimonianze di un insediamento nella zona risalenti a questo periodo». Al margine della strada è stata rinvenuta anche una buca granaria: una sorta di disp