sabato 4 agosto 2012

Un tesoro archeologico scoperto in terra di Sicilia

Un tesoro archeologico scoperto in terra di Sicilia
20/06/2012, IL TEMPO
Un tesoro archeologico scoperto in terra di Sicilia dove un gruppo di studiosi francesi sta procedendo ad una serie di studi su un sito considerato una specie di «nuova Pompei». «I componenti della missione archeologica francese considerano Terravecchia (l'antica Giarratana) nel ragusano una Pompei siciliana, perchè lasciata così come si trovava all'indomani del terremoto del 1693». Lo afferma una nota della provincia di Ragusa. «Questo straordinario risultato - prosegue la nota - è stato comunicato dal professore Philippe Racinet professore di Storia e Archeologia medievale, presso l'Universitè de Picardie, nel corso della conferenza stampa svoltasi presso la Provincia alla presenza del Commissario Giovanni Scarso, Giovanni Di Stefano, direttore del parco Archeologico di Camarina e Giovanni Berretta, presidente del Comitato di Gemellaggio». «Da oltre dodici anni gli scavi archeologici della antica cittadina di Terravecchia - dice Scarso - nel territorio di Giarratana, sono al centro di un gemellaggio culturale tra Ragusa, il dipartimento dell'Oise e l'Universitè de Picardie. Anche quest'anno, la Provincia ha potuto ospitare gli archeologi francesi, studenti e docenti, ma grazie all'intervento dell'Unicredit di Ragusa che ha sponsorizzato l'evento». «Dopo anni di studi e ricerche non invasive - spiega il capo missione Philippe Racinet - siamo riusciti a creare una planimetria del sito e stabilire la grandezza e l'importanza della chiesa di San Giovanni. Terravecchia è stata abbandonata dai suoi abitanti dopo un tentativo di ricostruzione ma qualcosa ha fatto desistere i cittadini nel continuare a restaurare quanto distrutto dal terremoto ed edificare in altro luogo l'attuale Giarratana. Il prossimo passo - conclude Racinet - sarà il restauro della chiesa utilizzando fondi europei per permetterne la pubblica fruizione». L'antica Giarratana rappresenta in pratica una «macchina del tempo», in grado di riportare gli studiosi a mezzo millennio fa.

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