sabato 30 ottobre 2010

Mappa delle rovine del tempio di Jupiter Ammon

                                     Mappa delle rovine del tempio di Jupiter Ammon

lunedì 25 ottobre 2010

Soldato greco

                                                         soldato greco

giovedì 21 ottobre 2010

Siamo figli degli Etruschi. In mostra la città delle origini

Siamo figli degli Etruschi. In mostra la città delle origini
Lorella Boralevi
Il Resto del Carlino 20/10/2010

Bologna nacque nel VII secolo: è la più antica fondata nel Norditalia

Il primato se lo gioca con Padova, Este e qualche altro centro veneto ma, anche senza voler essere campanilisti, Bologna è la più antica città fondata nel Norditalia. Il fenomeno che le diede vita si chiama sinecismo, ovvero unificazione di villaggi preesistenti (etruschi) in una nuova entità che aveva il suo cuore tra i fiumi Aposa e Ravone, un'estensione tra i 160 e i 200 ettari in zona pedecollinare, difesa da un muro in terra sormontato da una palizzata in legno e circondato da un fossato ritrovato tra Piazza Azzarita e Piazza VIII Agosto. Anche il nome, Felsina, che nel VII secolo avanti Cristo quell'agglomerato urbano assunse, potrebbe suggerire l'arroccamento (la stessa radice si ritrova infatti in Volsinii veteres, l'odierna Orvieto, costruita, com'è noto sulla sommità di una rupe). E' a quell'epoca, e ancora più indietro all'VIII-IX secolo a.C., che conduce la mostra che aprirà venerdì alle 17.30 al Museo Archeologico seguita da una conferenza del soprintendente ai Beni Archeologici, Luigi Malnati, che farà il punto sulle più recenti scoperte relative all'età del Ferro. «I risultati degli scavi ottocenteschi di Ghirardini nel villaggio villanoviano di via San Vitale sono sovrapponibili a quelli più recenti emersi dall'attività in Fiera dov'è stata trovata una necropoli da 1300 tombe, disseppellite in un anno, il cui excursus cronologico ribadisce una massiccia presenza risalente al IX secolo e una progressiva diminuzione con appendice nella seconda metà dell'VIII quando — sostiene Malnati — è mia impressione, che continuassero a usare quelle sepolture, per così dire, di famiglia, gli aristocratici già inurbati e trasferiti nell'abitato felsineo». Il percorso della mostra metterà proprio a confronto alcuni corredi ottocenteschi, quelli da cui nacque, nel 1881, il museo stesso, con reperti rinvenuti nelle campagne degli ultimi decenni, che lasciano però intatto il mistero che tuttora circonda il periodo protostorico tra XII e IX secolo: «Prima della colonizzazione degli Etruschi i dati sono davvero scarsi e anche le acquisizioni più recenti, oltre che alla Fiera, alla caserma Battistini e in via Terracini dove sono emerse tracce di abitato, riportano al medesimo periodo, non più indietro. Da quel momento in poi, invece esiste una continuità assoluta dalla fase orientalizzante, alla celtica, fino alla fondazione, nel 189 a.C., della Bononia romana che però, ed è un altro mistero, sposto il suo baricentro verso nord, all'incirca nel perimetro dell'attuale Quadrilatero». Alla vigilia, dunque, del 2200 dalla rifondazione, Bologna mette in mostra il suo passato più remoto e il cammino condotto dall'archeologia nei suoi 150 anni di vita. E chiunque potrà prenderne confidenza visitando gratuitamente fino al 6 gennaio l'allestimento che martedì 26 farà gli straordinari consentendo l'ingresso anche dalle 18 alle 22.

mercoledì 20 ottobre 2010

La Fenice

                                                                           La Fenice

lunedì 18 ottobre 2010

Vaso raffigurante un matrimonio ritrovato a Pompei

Vaso raffigurante un matrimonio ritrovato a Pompei

sabato 16 ottobre 2010

Persiani in battaglia

                                                              Persiani in battaglia

mercoledì 6 ottobre 2010

Museo di Baghdad, caos e saccheggi

Museo di Baghdad, caos e saccheggi
Massimo Galli
Italia Oggi 28/9/2010

Sono un po' distratti i funzionari dei musei e dei siti archeologici in Iraq. A sette anni dall'invasione americana del paese, che provocò anche il saccheggio a più riprese dei tesori artistici, circa un terzo del patrimonio è stato ritrovato. Dal museo nazionale di Bagdad erano spariti 15 mila pezzi di archeologia, vasi e collane babilonesi, bronzi di popoli mediorientali, ceramiche dell'antica Persia, tavolette d'argilla sumere costellate di testi cuneiformi che corrispondevano alla più vecchia scrittura umana conosciuta. Tra essi 638 oggetti, alcuni dei quali risalivano al terzo millennio avanti Cristo, che vennero rispediti nella primavera 2008 in Iraq dall'esercito americano che li aveva messi in sicurezza negli Stati Uniti. Fotografati, datati, classificati e impacchettati da un gruppo di esperti a New York, i pezzi vennero consegnati all'ufficio del primo ministro iracheno A1-Maliki. Sembrava fatta. Invece, dopo due anni, al museo nazionale non c'era traccia dei preziosi reperti. Svaniti nel nulla. I funzionari hanno detto che si è cercato dappertutto ma invano. Eppure un portavoce del primo ministro è tornato a chiedere agli americani le prove della loro consegna degli oggetti archeologici. Una presa in giro. Ma nei giorni scorsi è arrivata la soluzione del giallo. Improvvisamente Amira Eldan A1-Dahab, giovane direttrice del museo nazionale, ha annunciato trionfante il ritrovamento: i reperti erano finiti in un deposito di materiale da cucina. Questo episodio testimonia le enormi difficoltà in cui si dibatte la conservazione del tesori artistici iracheni, che durante la guerra erano finiti un po' in tutto il mondo, spesso nelle mani di collezionisti privati. E non si tratta soltanto del museo nazionale. In Iraq si trovano 12 mila siti archeologici, per lo più in zone lontane dalle città: qui il saccheggio è avvenuto senza scrupoli e in forma organizzata. Autentici predoni, visto che almeno 32 mila pezzi sono stati rubati. Per questo l'Iraq ha chiesto aiuto alle polizie di mezzo mondo, che si sono date da fare e hanno ottenuto buoni risultati. Dagli Usa sono arrivati a Bagdad oltre 1.500 oggetti. A fare acqua è l'organizzazione (termine azzardato, per la verità) irachena. Due anni fa era stata annunciata la costituzione di una polizia del patrimonio attraverso il reclutamento di 10 mila uomini: a oggi, invece, soltanto 200 sono attivi. A quanto pare mancano i soldi. Il dipartimento per la ricerca delle antichità scomparse, incaricato di scovare oggetti sospetti venduti nelle aste dell'intero pianeta, può contare su quattro persone, di cui una sola conosce l'inglese, e su due vecchi computer. Troppo poco per cimentarsi nella caccia al tesoro.