giovedì 21 ottobre 2010

Siamo figli degli Etruschi. In mostra la città delle origini

Siamo figli degli Etruschi. In mostra la città delle origini
Lorella Boralevi
Il Resto del Carlino 20/10/2010

Bologna nacque nel VII secolo: è la più antica fondata nel Norditalia

Il primato se lo gioca con Padova, Este e qualche altro centro veneto ma, anche senza voler essere campanilisti, Bologna è la più antica città fondata nel Norditalia. Il fenomeno che le diede vita si chiama sinecismo, ovvero unificazione di villaggi preesistenti (etruschi) in una nuova entità che aveva il suo cuore tra i fiumi Aposa e Ravone, un'estensione tra i 160 e i 200 ettari in zona pedecollinare, difesa da un muro in terra sormontato da una palizzata in legno e circondato da un fossato ritrovato tra Piazza Azzarita e Piazza VIII Agosto. Anche il nome, Felsina, che nel VII secolo avanti Cristo quell'agglomerato urbano assunse, potrebbe suggerire l'arroccamento (la stessa radice si ritrova infatti in Volsinii veteres, l'odierna Orvieto, costruita, com'è noto sulla sommità di una rupe). E' a quell'epoca, e ancora più indietro all'VIII-IX secolo a.C., che conduce la mostra che aprirà venerdì alle 17.30 al Museo Archeologico seguita da una conferenza del soprintendente ai Beni Archeologici, Luigi Malnati, che farà il punto sulle più recenti scoperte relative all'età del Ferro. «I risultati degli scavi ottocenteschi di Ghirardini nel villaggio villanoviano di via San Vitale sono sovrapponibili a quelli più recenti emersi dall'attività in Fiera dov'è stata trovata una necropoli da 1300 tombe, disseppellite in un anno, il cui excursus cronologico ribadisce una massiccia presenza risalente al IX secolo e una progressiva diminuzione con appendice nella seconda metà dell'VIII quando — sostiene Malnati — è mia impressione, che continuassero a usare quelle sepolture, per così dire, di famiglia, gli aristocratici già inurbati e trasferiti nell'abitato felsineo». Il percorso della mostra metterà proprio a confronto alcuni corredi ottocenteschi, quelli da cui nacque, nel 1881, il museo stesso, con reperti rinvenuti nelle campagne degli ultimi decenni, che lasciano però intatto il mistero che tuttora circonda il periodo protostorico tra XII e IX secolo: «Prima della colonizzazione degli Etruschi i dati sono davvero scarsi e anche le acquisizioni più recenti, oltre che alla Fiera, alla caserma Battistini e in via Terracini dove sono emerse tracce di abitato, riportano al medesimo periodo, non più indietro. Da quel momento in poi, invece esiste una continuità assoluta dalla fase orientalizzante, alla celtica, fino alla fondazione, nel 189 a.C., della Bononia romana che però, ed è un altro mistero, sposto il suo baricentro verso nord, all'incirca nel perimetro dell'attuale Quadrilatero». Alla vigilia, dunque, del 2200 dalla rifondazione, Bologna mette in mostra il suo passato più remoto e il cammino condotto dall'archeologia nei suoi 150 anni di vita. E chiunque potrà prenderne confidenza visitando gratuitamente fino al 6 gennaio l'allestimento che martedì 26 farà gli straordinari consentendo l'ingresso anche dalle 18 alle 22.

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