sabato 31 dicembre 2011

giovedì 22 dicembre 2011

Necropoli pre-sannitica a San Retro Avellana

Necropoli pre-sannitica a San Retro Avellana
Mar.Spa.
Il Tempo, Molise, 25 settembre 2005
Nell'ambito delle Ginate Eurpee ilei Patrimonio la Soprintendenza del Molis ha reso noti per la prima volta risultati di uno scavo a San Pietro Avellana, che ha riportato alla luce una necropoli pre-sannitica.
«Si tratta di sepolture datate tra il VII e VI secolo a.C., più antiche di quelle della necropoli di Pozzilli del VI secolo a.C. che è anche la più grande fino a oggi rivenuta».
Lo ha riferito Stefania Capini, funzionano della Soprintendenza, alla stampa durante una conferenza a San Pietro Avellana. Lo scavo ha interessato solo una piccola porzione del territorio ritenuto interessante dal punto di vista archeologico. «I lavori ha detto ancora la Capini -- adesso sono fermi per consentire un esame di tutti i reperti trovati e il restauro degli stessi».
Secondo la Capini -ci sono tutti gli elementi per proseguire lo scavo e avviare la valorizzazione dell’intera area. Un processo - ha concluso la Sovrintendente del Molise - che si avvia molto più facilmente quando le ipotesi sono confermale da risconti concreti».
Una necropoli è stata rinvenuta nei mesi addietro anche nell'area di Sessano nel Molise.

martedì 20 dicembre 2011

dipinto su un vaso greco rappresentante dei guerrieri da Micene


dipinto su un vaso greco rappresentante dei guerrieri da Micene.

domenica 18 dicembre 2011

prima guerra mondiale - un volontario serbo di 12 anni


prima guerra mondiale - un volontario serbo di 12 anni.

prima guerra mondiale - fronte italiano - vedetta apre il fuoco


prima guerra mondiale - fronte italiano - vedetta apre il fuoco.

sabato 17 dicembre 2011

Mappa del territorio di Siracusa anno 264 ac


Mappa del territorio di Siracusa anno 264 ac.

Disegno dell'Elsa della Spada offerta Giuseppe Garibaldi


Disegno dell'Elsa della Spada offerta Giuseppe Garibaldi.

martedì 13 dicembre 2011

lunedì 12 dicembre 2011

prima guerra mondiale - cavalleria dal nuovo Wales dei Sud


prima guerra mondiale - cavalleria dal nuovo Wales dei Sud.

sabato 10 dicembre 2011

The Mandaeans of Iraq and Iran: Their Cults, Customs, Magic Legends, and Folklore

The Mandaeans of Iraq and Iran: Their Cults, Customs, Magic Legends, and Folklore

E. S. Drower

I Mandei sono una religiosa molto antica che esiste ancora in numero limitato nei territori di confine del sud dell'Iraq e dell'Iran. Né cristiani, musulmani, ebrei né parsi, la religione mandea contiene una varietà di elementi antichi che testimoniano la loro antichità. Gli aderenti alla fede si possono trovare nelle città e villaggi nelle terre del basso Eufrate, il Tigri inferiore, i fiumi che circondano lo Shatt-al-Arab, e nella provincia iraniana del Khuzistan adiacente (una volta chiamato Arabistan).

La loro religione è un proto-religione in cui essi discendono da Adamo che fu il primo a ricevere l'istruzione religiosa dei Mandei. Il loro ultimo grande maestro e guaritore era Giovanni il Battista. Le origini, sia del popolo che  della religione sono ancora oggi un mistero.


mercoledì 7 dicembre 2011

Sono veri quei fantastici cavalli

La Stampa. TuttoScienze 30.11.11
Sono veri quei fantastici cavalli
Gabriele Beccaria

Un capolavoro risalente a 35 mila anni fa: i cavalli maculati della grotta francese di Pech-Merle

Erano veri i famosi cavalli maculati, dal pelo bianco e punteggiato di macchie in stile leopardo.
Raffigurati in uno dei maggiori «affreschi» del Paleolitico, nella grotta francese di Pech-Merle, hanno tormentato a lungo gli studiosi, convinti che all’epoca non potessero ancora esistere. Pensavano di essere di fronte a una scena simbolica: si trattava di cavalli-spiriti dicevano -, incarnazioni colorate di sogni sciamanici, forse espressioni di un’arcaica forma di religiosità nascente. E invece sembra proprio di no. Il Dna (ormai diventato protagonista anche nelle ricerche sui nostri progenitori) suggerisce un’altra verità. Venticinquemila anni fa, quando presero forma sulle irregolari pareti di roccia, quegli strani animali selvaggi esistevano già e galoppavano, non ancora domati, tra le sparse tribù di Sapiens, impegnati a osservarli a distanza e a chiedersi come catturarli.
Il ribaltamento di prospettiva è eloquente: sono stati analizzati i genomi di 31 esemplari pre-domestici, risalenti a 35 mila anni fa e ricavati da frammenti di ossa e denti. Li hanno portati alla luce in una quindicina di siti, dall’Est all’Ovest, dalla Siberia all’Europa periferica e profonda, e in laboratorio è emersa una storia inattesa. Quattro campioni risalenti al Pleistocene e altri due appartenenti all’Età del Rame condividono il gene che fa la differenza: è quello associato allo spettacolare look con le macchie di leopardo, che oggi esibiscono razze come gli Appaloosa, i Knabstrupper e i Noriker. E non basta. Le analisi dicono che gli antenati dei quadrupedi attuali possedevano già le varianti che conosciamo, anche il mantello baio e quello «total black». Insomma: i fotogrammi arrivati fino a noi, attraversando un ponte di 250 secoli, sono tutt’altro che fiction, ma rappresentano la vivida concretezza di un mondo perduto.
«Erano artisti e molto abili, in grado di descrivere la realtà in dettaglio ha commentato uno degli autori della ricerca, Arne Ludwig, genetista evoluzionista al “Leibniz Institute for Zoo and Wildlife Research” -. La spiccata capacità di osservazione ha notato sulla rivista “Proceeding of the National Academy of Sciences” costituiva una delle chiavi del loro successo come cacciatori e lo sarebbe stata anche più tardi, nel Neolitico, quando cominciarono ad addomesticare gli animali».
Adesso si apre una nuova era per rileggere da capo la paleoarte, facendo dialogare genomi e fenotipi con immagini enigmatiche, che sembrano prendersi costantemente gioco delle interpretazioni dei moderni. Ludwig è tra chi pensa che dalle scene parietali c’è molto da spremere per esplorare i sentieri dell’evoluzione cognitiva e culturale di esseri umani che inventarono la pittura senza pennelli: i colori si mischiavano alla saliva e poi si sputavano sulla «tela». Prove di bravura che restano ineguagliate.

lunedì 5 dicembre 2011

Donne impegnate in lavori agricoli nel corso della prima guerra mondiale


Donne impegnate in lavori agricoli nel corso della prima guerra mondiale.

sabato 3 dicembre 2011

The Art of Building in the Classical World: Vision, Craftsmanship, and Linear Perspective in Greek and Roman Architecture

The Art of Building in the Classical World: Vision, Craftsmanship, and Linear Perspective in Greek and Roman Architecture
John R. Senseney

Questo libro esamina l'applicazione del disegno nel processo di progettazione dell'architettura classica, esplorando come gli strumenti e le tecniche del disegno teorie sviluppate per l'architettura in seguito a forma di visione e rappresentazioni dell'universo nella scienza e nella filosofia. Sulla base di studi recenti che esamina e ricostruisce il processo di progettazione dell'architettura classica, John R. Senseney si concentra sul disegno tecnico in edilizia come un modello per l'espressione di ordine visivo, mostrando che le tecniche degli antichi greci disegno attivamente determinati concetti sulla mondo. Egli sostiene che le innovazioni unicamente greca di principi costruzione grafica ha determinato che la forma di volumetrie, le qualità speciali e perfezionamenti degli edifici e il modo in cui è stato immaginato per se stesso.

La mappa di Ecateo V-VI secolo ac


La mappa di Ecateo V-VI secolo ac.

Ecateom storico greco, disegnò una mappa terrestre circolare. Lo storico pose al centro della mappa la sua città natale, Mileto in Asia minore.
Mel 228 A.C., ad Alessandria d’Egitto, il filosofo Eratostene completò la misurazione della Terra stabilendo, in modo inconfutabile, la forma sferica e calcolando la circonferenza del Pianeta con una approssimazione dell’uno per cento.