mercoledì 29 febbraio 2012

prima guerra mondiale - partenza dei riservisti della marina inglese


prima guerra mondiale - partenza dei riservisti della marina inglese.

martedì 28 febbraio 2012

lunedì 27 febbraio 2012

prima guerra mondiale - A Parigi folla di persone davanti alle affissioni militari di mobilitazione


prima guerra mondiale - A Parigi folla di persone davanti alle affissioni militari di mobilitazione.

prima guerra mondiale - disegno di combattimento aereo


prima guerra mondiale - disegno di combattimento aereo.

domenica 26 febbraio 2012

prima guerra mondiale - disegno raffigurante periscopio di un sommergibile


prima guerra mondiale - disegno raffigurante periscopio di un sommergibile.

prima guerra mondiali - Parigi - partenza dei riservisti


prima guerra mondiali - Parigi - partenza dei riservisti.

sabato 25 febbraio 2012

prima guerra mondiale - dave Tchartorisk - Morti dopo l'assalto


prima guerra mondiale - dave Tchartorisk - Morti dopo l'assalto.

venerdì 24 febbraio 2012

prima guerra mondiale - Russia - donne soldato


prima guerra mondiale - Russia - donne soldato.

giovedì 23 febbraio 2012

Libro in corteccia - Batak - Sumatra


Libro in corteccia - Batak - Sumatra.

prima guerra mondiale - cavalleria circassa in ricognizione - Luglio 1917


prima guerra mondiale - cavalleria circassa in ricognizione - Luglio 1917.

mercoledì 22 febbraio 2012

prima guerra mondiale - cavalleria tartara in ricognizione - luglio 1917


prima guerra mondiale - cavalleria tartara in ricognizione - luglio 1917.

“I Maya fuggirono in Georgia. Ecco la loro città segreta”

La Stampa TuttoScienze 1.2.12
“I Maya fuggirono in Georgia. Ecco la loro città segreta”
L’archeologo Thornton: ho trovato qui la Yupaha della leggenda
di Luigi Grassia

Svaniti I centri più importanti della civiltà centroamericana dei Maya sono stati abbandonati durante il IX secolo d. C. Il motivo resta ancora controverso: epidemie? Carestie? Guerre? I reperti Una ricerca sistematica condotta in Georgia ha identificato con certezza centinaia di tumuli di varie dimensioni: sarebbero stati realizzati dai Maya La leggenda Il sito potrebbe corrispondere alla mitica città di Yupaha che Hernando de Soto non riuscì a trovare nel 1540 quando attraversò il Rio Grande e viaggiò in lungo e in largo nel territorio meridionale degli attuali Usa Punto panoramico Brasstown Bald è la località più elevata della Georgia e si trova all’estremo Nord dello Stato: lì ci vivevano in antico i Cherokee e c’è chi crede che vi siano arrivati anche i Maya
Se gli antichi testi dei Maya al giorno d’oggi ci sembrano piuttosto autorevoli nella loro profezia di fine del mondo (o qualcosa di simile) entro il 2012, è anche perché loro, i Maya, di catastrofi se ne intendevano eccome, avendone sperimentata qualcuna (forse più d’una) sulla loro pelle. I centri più importanti della civiltà centro-americana dei Maya sono stati abbandonati durante il IX secolo dopo Cristo e di sicuro, da quelle parti, in quel torno di tempo, dev’essere successo qualcosa di molto brutto, per quanto nessuno di noi oggi sappia esattamente che cosa.
Epidemie? Carestie? Guerre? Non ci sono prove sicure a suffragare alcuna ipotesi. E che fine hanno fatto gli abitanti originari dopo la misteriosa catastrofe? Tanto per cominciare, non è detto che siano davvero «finiti» nel senso letterale del termine. La civiltà dei Maya non è scomparsa del tutto: alcuni centri hanno continuato a prosperare fino all’arrivo dei Conquistadores spagnoli. E adesso nella zona di antico insediamento vivono delle popolazioni indie che oltre allo spagnolo parlano anche dialetti di ceppo maya come lingua madre; è ragionevole arguire che questa gente sia imparentata con gli antichi Maya delle piramidi, però niente ci garantisce che si tratti proprio dei discendenti diretti di coloro che nel nono secolo abbandonarono le più grandi città. Forse quegli specifici Maya, che erano i più evoluti, sono stati sterminati e non hanno lasciato eredi. O può darsi che per sfuggire a un oscuro pericolo siano scappati via. Dove? Forse nelle foreste, in mezzo ai giaguari. O forse più lontano. Chissà, molto più lontano.
Un paio di studiosi credono di aver trovato tracce di transfughi maya, particolarmente ardimentosi, addirittura nella lontanissima Georgia (lo Stato degli Usa con capitale Atlanta, per intenderci, quello di Rossella O’Hara e di «Via col vento»), migliaia di chilometri più a Nord delle terre di origine dei Maya. Al principio degli Anni 90 un ingegnere locale di nome Carey Waldrip, girando per i boschi della zona di Brasstown Bald, si è imbattuto in alcuni tumuli di pietra e in terrazzamenti di origine sconosciuta. In seguito è stata fatta una ricerca sistematica, che ha identificato con certezza 300 di questi manufatti umani, più altri 200 deteriorati. Adesso un architetto e urbanista di nome Richard Thornton, che si è specializzato in archeologia al Museo Nacional de Antropologia di Città del Messico, ha comunicato al mondo, tramite la rivista online Examiner. com, che quelle misteriose costruzioni rivelano la mano degli antichi Maya, e sono coeve del disastro a cui andò incontro quella civiltà.
Thornton, per quanto biondo, è un pellerossa della tribù Creek, e ha studiato in Messico con il professor Roman Pina-Chan, che è di origine maya. I due hanno individuato nella toponomastica della zona di Brasstown Bald alcune assonanze coi dialetti maya; fra l’altro, i Creek chiamavano una certa località Itstate, che nella radice è simile a Itza, il nome con cui i Maya definivano se stessi.
Queste similitudini fonetiche si associano con le analogie delle tecniche costruttive; Thornton si spinge a dire che «il sito ritrovato in Georgia potrebbe corrispondere alla mitica città maya di Yupaha, che Hernando de Soto non riuscì a trovare nel 1540». Il riferimento è alla spedizione di un famoso conquistador spagnolo, che attraversò il Rio Grande e viaggiò in lungo e in largo nel territorio meridionale degli attuali Stati Uniti.
Che dire? L’archeologo Mark William dell’università della Georgia smentisce seccamente Thornton: «Non c’è alcuna prova dei presenza dei Maya in Georgia». Un altro, Johannes Loubser, dice che «questi siti appartengono a nativi americani della Georgia preistorica. Probabilmente li hanno realizzati gli antenati della tribù Cherokee».
Prudenza. A noi profani i mucchi di pietre della Georgia mostrano pochissima somiglianza con le piramidi dei Maya. Ma vediamo che succede.

martedì 21 febbraio 2012

prima guerra mondiale - lo zar di Russia in mezzo alle infermiere di un ospedale a San Pietroburgo


prima guerra mondiale - lo zar di Russia in mezzo alle infermiere di un ospedale a San Pietroburgo.

prima guerra mondiale - Russia - compagnia di fanteria dell'Armata dei Volontari composta da ufficiali della guardia


prima guerra mondiale - Russia - compagnia di fanteria dell'Armata dei Volontari composta da ufficiali della guardia.

Vaso minoico


Vaso minoico.

Cortigiane al Tempo di Pio V


Cortigiane al Tempo di Pio V.

lunedì 20 febbraio 2012

domenica 19 febbraio 2012

sabato 18 febbraio 2012

venerdì 17 febbraio 2012

giovedì 16 febbraio 2012

mercoledì 15 febbraio 2012

tavolette cretesi con iscrizioni della lineare B


tavolette cretesi con iscrizioni della lineare B.

martedì 14 febbraio 2012

lunedì 13 febbraio 2012

prima guerra mondiale - soldati italiani sulla linea del Piave


prima guerra mondiale - soldati italiani sulla linea del Piave.

Telaio primitivo - tribù Igorot delle Filippine


Telaio primitivo - tribù Igorot delle Filippine.

domenica 12 febbraio 2012

guerrierio minoico con boomerang


guerrierio minoico con boomerang.

forno di fusione primitiva con quattro bocche - Alto Nilo


forno di fusione primitiva con quattro bocche - Alto Nilo.

seconda guerra balcanica - profughi macedoni in un campo profughi in Bulgaria


seconda guerra balcanica - profughi macedoni in un campo profughi in Bulgaria.

Il mercato degli schiavi a Zanzibar


Il mercato degli schiavi a Zanzibar.

Zenobia regina di Palmira


Zenobia regina di Palmira.

sabato 11 febbraio 2012

Ippodromo di Constantinopoli dopo la conquista islamica


Ippodromo di Constantinopoli dopo la conquista islamica.

tamburi di colonne non terminati


tamburi di colonne non terminati.

Sei foche monache: la prima opera d'arte dell'umanità

Corriere della Sera 9.2.12
Sei foche monache: la prima opera d'arte dell'umanità
Le pitture rupestri della grotta francese di Chauvet perderebbero il primato dell'arte più antica, surclassate di almeno 12 mila anni
di Andrea Nicastro

MADRID — Sono sei piccole foche monache dipinte in ocra su una stalattite, una in fila all'altra, come per una conta o una processione. Secondo il professor José Luis Sanchidrian dell'Università di Cordoba, potrebbero essere queste figure scoperte nella grotta di Nerja, vicino a Malaga, nel sud della Spagna, le prime opere d'arte dell'umanità. Ci sono resti di un falò e frammenti di ossa di foche a suggerirlo.
Fosse vero sarebbe una rivoluzione per la paleoantropologia. Non solo le pitture rupestri della grotta francese di Chauvet perderebbero il primato dell'arte più antica, surclassate di almeno 12 mila anni da Nerja, ma potremmo essere costretti a retrodatare l'arrivo in Europa dell'Homo sapiens oppure dovremmo rivedere il nostro giudizio dell'uomo di Neanderthal, il nostro «cugino» estinto. Fino a oggi i neanderthaliani erano considerati capaci di lavorare pietre e ossa, ma mai di un'astrazione complessa come quella necessaria per realizzare le sei piccole foche.
La grotta di Nerja è un'enorme cattedrale sotterranea (ri)scoperta nel 1970, punteggiata da stalattiti, stalagmiti e circa 600 pitture rupestri. Oggi il Mediterraneo è a una ventina di chilometri, ma nella preistoria doveva essere molto più vicino. I cacciatori dell'epoca trascinavano nella caverna le loro prede, capre, bufali, cavalli, foche, e qualcuno tra loro ne disegnava le forme sulle pareti. Uomini primitivi sì, ma con quelle facoltà d'astrazione (e senso artistico) che gli antropaleontologi hanno sempre considerato esclusiva di noi moderni Homo sapiens, comparsi in Europa 40 mila anni fa. Le pitture rupestri già conosciute e analizzate nella caverna confermavano questa ricostruzione. Le sei foche, invece, sono state trovate in una cavità strettissima, dove c'è spazio solo per l'antico pittore e il fuoco che gli servì per illuminare la sua «tela». I carboncini trovati nel terreno risalgono a 43-45 mila anni fa, ben prima dunque della comparsa dell'Homo sapiens. Un falò precedente? Possibile. Ma forse no.
Il 22 gennaio, «la Lettura» del «Corriere» aveva anticipato uno studio di due paleoantropologi dell'Università La Sapienza di Roma nel quale si ipotizzava una fusione genetica tra sapiens e neanderthaliani. Diventerebbero così più labili le differenze «culturali» sempre indicate tra i due gruppi di ominidi. Le foche spagnole potrebbero confermare proprio questo filone di ricerca. «Dobbiamo trovare altre prove — ammette il professor Sanchidrian —, ma i Neanderthal, forse, non erano poi così diversi da noi».

schiava abissinia


schiava abissinia.

venerdì 10 febbraio 2012

giovedì 9 febbraio 2012

disegno minoico con marinaio e mostro marino


disegno minoico con marinaio e mostro marino.

mercoledì 8 febbraio 2012

prima guerra mondiale - distruzioni a San Donà di Piave


prima guerra mondiale - distruzioni a San Donà di Piave.

martedì 7 febbraio 2012

Copertina del Libro i Sette dolori del mal franzese


Copertina del Libro i Sette dolori del mal franzese.

lunedì 6 febbraio 2012

Copertina del libro di una lettera di descrizione del Terremto in Toscana del 1542


Copertina del libro di una lettera di descrizione del Terremto in Toscana del 1542.

domenica 5 febbraio 2012

prima guerra mondiale - donne al lavoro in una fabbrica


prima guerra mondiale - donne al lavoro in una fabbrica.

prima guerra mondiale - distribuzioni di razioni al fronte


prima guerra mondiale - distribuzioni di razioni al fronte.