mercoledì 22 settembre 2010

La tomba di un bimbo con i suoi "giocattoli"

La tomba di un bimbo con i suoi "giocattoli"
Nuccio Anselmo
Messina (08/09/2010) GAZZETTA DEL SUD

Si tratta di una sepoltura con un corredo eccezionale: un modellino di barca e alcune statuette

C'era ancora tanta storia da riscoprire nelle viscere di Largo Avignone, al numero 83 di via Cesare Battisti, dopo i primi straordinari risultati archeologici emersi nel novembre del 2009. Una delle tante pagine ritrovate della città su cui bisogna tenere sempre alta l'attenzione per la nostra "memoria". E il lavoro di scavo degli archeologi in questi mesi è proseguito parecchio, fino ad estate inoltrata. E pensare che la storia di questo cantiere cominciò negli anni Settanta, quando fu scoperta dall'associazione "Amici del Museo" una tomba a camera monumentale, che oggi è conservata sotto la scalinata. Adesso c'è la tomba di un bimbo venuta alla luce, una grande scoperta.
Una delle aree già esplorate aveva restituito nel novembre del 2009 parecchie reperti, nell'altra le esplorazioni sono state avviate sin dal gennaio di quest'anno e come nel primo cantiere sono state dirette dal Servizio archeologico della Soprintendenza, con maestranze specializzate messe a disposizione dalle ditte proprietarie del terreno.
Le nuove indagini hanno ancora di più confermato i dati molto importanti emersi sin dagli anni Settanta sul "grande" passato di questa zona archeologica cittadina, e soprattutto sul lungo utilizzo a scopo quasi esclusivamente funerario di questa grande area.
Ed è l'ennesima "prova" dell'importanza e dell'opulenza della nostra città soprattutto nel periodo da va dalla conquista mamertina (siamo nel III secolo a.C.) sino agli inizi dell'Impero (siamo nel I secolo).
L'attività portata avanti in questi mesi nel terreno di proprietà dell'impresa "Soc.Im." è ormai in dirittura di arrivo, tutto il materiale è stato estratto ed è già conservato e catalogato, adesso si apre la pagina del restuaro.
Il lavoro gionaliero di scavo che è andato avanti per mesi ha comportato innanzitutto il recupero degli epitymbia, i monumenti funebri, tra i quali il pezzo pregiato è senza dubbio quello del tipo ad altare con semicolonne che era affiorato nel novembre 2009.
Con i fondi di un piccolo finanziamento dell'assessorato regionale ai Beni Culturali i monumenti in migliore stato di conservazione sono stati già trasferiti in questi mesi al Museo Regionale, grazie alla disponibilità dell'ormai ex direttore, Gioacchino Barbera, e si spera che possano in futuro essere adeguatamente valorizzati.
Ma nella stessa area sono state esplorate in questi mesi più di 135 sepolture, che si sommano alle oltre 170 che affiorarono nel corso degli scavi degli anni Novanta.
Sepolture che hanno restituito in questi intensi mesi di scavi corredi di grande pregio, composti non soltanto di vasellame ma anche con monete, oggetti in bronzo e in argento.
Si tratta di un patrimonio che, insieme a quello da tempo restituito dagli scavi (e ne abbiamo avuto una prima presentazione nell'ormai dimenticata, a torto, mostra di Messina tenutasi al teatro Vittorio Emanuele tra il dicembre 1997 e il maggio del 1998), dovrebbe trovare senza dubbio una adeguata valorizzazione in un museo archeologico cittadino.
Ma fino ad oggi nella nuova organizzazione del settore dei Beni culturali non è stato previsto uno spazio espositivo dedicato all'archeologia urbana di Messina, eppure i materiali non mancano e in questi anni l'attività è stata sempre di rilievo, la prova concreta sono le numerose pubblicazioni curate dal Servizio archeologico della Soprintendenza. Anche se, come sempre accade in questo campo, s'è trattato di attività frenetica e spesso "subita" dalle ditte private. Solo alcune imprese veramente "illuminate" che hanno fornito gli operai per gli scavi, così come è accaduto a Largo Avignone.
L'Antiquarium di Palazzo Zanca, pur con l'interessante touch-screen non può certo rappresentare da solo la storia di Messina. Al di là del lavoro dei parchi istituiti in provincia è la nostra città che ha bisogno di un museo archeologico. Una battaglia in più per il nuovo soprintendente.

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