sabato 25 settembre 2010

Spunta un’altra teoria su Ötzi «Fu una sepoltura rituale»

Spunta un’altra teoria su Ötzi «Fu una sepoltura rituale»
CORRIERE DEL TRENTINO 12 set 2010 Alto Adige

L’Uomo del ghiaccio, vissuto 5300 anni fa e trovato mummificato nel 1991 sul monte Similaun, in Val Senales, fu oggetto di sepoltura rituale: riposava vicino ad uno sperone di roccia di forma triangolare e aveva con sè oggetti simbolo e sostanze terapeutiche che potrebbero costituire il suo corredo funebre.

L’ipotesi, avanzata fin dal 2000 dall’archeologo Renato Fasolo di Verona, il quale ne rivela solo ora i dettagli, è sorretta dal contesto del ritrovamento, dalla disposizione e dalla funzione degli oggetti rinvenuti attorno. Più in alto rispetto al corpo, spiega Fasolo, sono stati trovati un arco, un’ascia, una gerla e una stuoia, «collocati su massi presso uno sperone roccioso sopra il quale si estende una piattaforma triangolare che richiama la forma di un pugnale». La piattaforma rocciosa sovrastante la conca nella quale giaceva il corpo si presenta quindi come «un possibile luogo di culto, che caratterizzerà successivamente l’Età del Rame, tanto che alcuni santuari riferibili a questo periodo, che hanno sempre restituito sepolture, presentano nella loro forma in pietra la lama triangolare del pugnale di Remedello (Brescia)». In questi anni, l’esperto Renato Fasolo ha introdotto alla conoscenza di Ötzi, i visitatori del Museo di Bolzano. Su incarico della Provincia, è stato lui a ricostruirne la figura e i reperti, a verificarne la funzionalità in collaborazione con l’Ufficio beni archeologici e a protocollare le relative relazioni con riferimenti alla sepoltura rituale, sostenuta in diversi convegni specialistici. All’Uomo del Ghiaccio, spiega ancora l’esperto, sono riferibili due contenitori in corteccia di betulla che, pur scompaginati dai primi interventi di recupero della mummia, «potrebbero rappresentare — prosegue — l’uno un recipiente contenente una provvista di frammenti e polvere di carbone, l’altro l’involucro per conservare al meglio il contenuto durante i trasferimenti verso le alte quote». «La presenza di mezzi che avessero distinto e sostenuto il suo procedere nell’esistenza — sottolinea Fasolo, per il quale tra le cause del decesso sarebbero da escludere la morte violenta e l’assideramento — potrebbe significare una riconsegna post mortem, nel luogo prescelto per la deposizione di un grande vecchio e del corredo o viatico per il suo per il suo viaggio oltre la vita».

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