lunedì 26 settembre 2011

Il 19 settembre la testa dell'imperatore Ottaviano Augusto ritorna a Centuripe.

Il 19 settembre la testa dell'imperatore Ottaviano Augusto ritorna a Centuripe.
LA SICILIA 12 Settembre 2011

Centuripe. Il 19 settembre la testa dell'imperatore Ottaviano Augusto ritorna a Centuripe. Sarà presente l'assessore regionale ai Bei Culturali e dell'Identità Siciliana, Sebastiano Missineo, il quale inaugurerà al museo di Centuripe l'esposizione temporanea di reperti centuripini, in prestito dal Museo archeologico Regionale "A. Salinas" di Palermo, mentre la testa di Augusto è stata concessa in prestito dal Museo archeologico Regionale "P. Orsi" di Siracusa.
L'esposizione dei reperti, della testa monumentale di Augusto, insieme alla testa di Clodia Falconilla, tende a ricostruire i contesti del patrimonio ceramico centuripino e l'unità dei monumenti celebrativi di età imperiale, opera della famiglia dei Pompeii Falcones.
Il ritratto di Augusto mostra innegabili confronti con l'Augusto di Primaporta (musei Vaticani), anche se sono stati individuati altri elementi riconducibili a diversi tipi di ritratti del principe e si è infatti parlato di opera di stile eclettico da riportare alla maturità di Augusto. Gli occhi hanno dimensioni sensibilmente diverse, la testa doveva essere fortemente girata a destra, movimento che è confermato dalla torsione dei muscoli del collo. La testa di Augusto venne scoperta a Centuripe nel 1938, anno dei festeggiamenti per il bimillenario augusteo. Si racconta che i cittadini di Centuripe tentarono di impedire il trasporto al Museo di Siracusa bloccando le strade di accesso al paese.
«Si può cominciare a pensare - spiega il vicesindaco Giuseppe Biondi - a una copia realizzata nel II secolo. L'aspetto trasparente e saponoso del volto spinse il primo editore ad additare certe "esercitazioni" di incompetenti permesse nell'antiquarium di Centuripe"; ma a questo punto il problema va ripreso: l'aspetto eccessivamente levigato e trasparente del volto contrapposto alla massa più ruvida dei capelli, è proprio una caratteristica della scultura Adrianea. Si tratta di un elemento stilistico dell'epoca in cui questa testa è stata realizzata; le puntuali osservazioni iconografiche vanno quindi riferite al prototipo, al ritratto che è stato utilizzato come modello per l'Augusto da Centuripe, che deve essere invece una buona copia di II secolo».
«La capigliatura - soggiunge il vicesindaco Biondi - è resa col sistema di tracciare il disegno generale delle ciocche, all'interno delle quali nella frangia, la parte più visibile, sono tracciate sottili incisioni. Interessanti osservazioni tecniche sono possibili nella parte posteriore della capigliatura, meno rifinita (chiaramente perché non in vista): il modo di rendere le ciocche sull'occipite, dietro l'orecchio, richiama molto da vicino la testa del togato nonostante questa esibisca un'acconciatura diversa».

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