mercoledì 16 novembre 2011

Un tesoretto archeologico affiora a Cerignola

Un tesoretto archeologico affiora a Cerignola
Luca Pernice
Corriere del Mezzogiorno - Bari 11/11/2011

Ritrovate tre tombe a «grotticella», recuperati 64 reperti
La scoperta casuale è stata fatta da un contadino durante i lavori nella sua campagna
Dato ai carabinieri tutto il materiale

Le tombe di un guerriero, di una donna e di un bambino risalenti al IV secolo avanti Cristo. E' quanto scoperto nelle campagne di Cerignola da un agricoltore che stava effettuando dei lavori nel suo terreno. Sessantaquattro i reperti archeologici recuperati dall'agricoltore e dal figlio, un laureando in Lettere: reperti che sono stati consegnati ai carabinieri della compagnia di Cerignola e ai colleghi della Tutela Patrimonio Culturale di Bari. Nel corso di alcuni lavori effettuati con mezzi agricoli pesanti e finalizzati a impiantare un vigneto, il terreno ha ceduto di circa due metri, facendo venire alla luce tre sepolture, definite a «grotticella». Tombe scavate direttamente nella roccia e dotate di una piccola apertura che conduceva alla camera sepolcrale vera e propria. All'interno di queste tombe l'agricoltore ha trovato il corredo funebre costituito da olle acrome, oinochoe a fasce, piatti e brocche con varie decorazioni, vasetti, ma anche alcuni piccoli oggetti in bronzo e un cratere a figure rosse con la rappresentazione di Dioniso con un mantello che pende dal braccio mentre insegue una Menade, una delle donne che, nella mitologia greca, accompagnavano il figlio di Zeus nei suoi viaggi. Tutti i beni erano perfettamente conservati e il proprietario del terreno agricolo, anche grazie al figlio, ha avuto la cura di prelevarli con cautela evitando lesioni e crepe. I reperti risalirebbero al IV secolo avanti Cristo, in un'epoca a cavallo tra i Dauni, gli antichi abitanti della provincia di Foggia, e i romani. Secondo quanto ipotizzato dalla responsabile della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Puglia per il Gargano e per la zona di Cerignola, Giovanna Pacilio, i tre corredi funebri potevano appartenere a un guerriero, una donna e un bambino. Tra i reperti, infatti, sono stati trovati un frammento di un cinturone e uno «strigile», l'arnese utilizzato dai gladiatori e dai guerrieri per pulirsi il corpo dopo che si erano cosparsi di olio. Trovato anche un «netta orecchie» in metallo. Recuperati anche uno specchio e alcune piccole olle di ceramica a impasto, appartenenti ad una donna, e un piattino di colore rosso raffigurante un cigno: un oggetto che, molto spesso, costituiva il corredo funebre dei bambini. Un ritrovamento particolare e importante, come è stato sottolineato dal comandante del reparto operativo di Foggia, il maggiore Pasquale Del Gaudio, e dal comandante della compagnia di Cerignola, il capitano Salvatore Del Campo. Importante anche perché per la prima volta si tratta di reperti archeologici che vengono consegnati alle forze dell'ordine e non sono frutto di sequestri. Inoltre gli esperti credono che i terreni dove sono state trovate le tombe possano dare alla luce altre importanti scoperte. Infatti non si esclude che ci siano altre tombe o anche un piccolo villaggio, visto che tra i reperti sono state recuperate alcune tegole. Intanto si sta lavorando con l'amministrazione comunale di Cerignola affinché i beni archeologici trovati siano esposti in un museo cittadino e non chiusi in scatoloni nei magazzini.

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