venerdì 16 aprile 2010

Dopo il sarcofago spunta un’area archeologica

Dopo il sarcofago spunta un’area archeologica
02 APRILE 2010, CORRIERE ADRIATICO

Corridonia Un’area archeologica nei pressi del tiro a volo. Ad essere convinti di questa presenza sono gli esperti della Soprintendenza ai beni archeologici delle Marche, giunti a Corridonia martedì scorso a seguito del rinvenimento di un sarcofago.

Nella giornata di ieri sono emersi nuovi elementi sulla misteriosa e affascinante vicenda. A segnalare la presenza della bara su un campo è stato un cacciatore. Sul posto, insieme al personale della Soprintendenza, sono arrivati i carabinieri del Nucleo per la tutela dei beni culturali delle Marche, guidati dal capitano Salvatore Strocchia, i colleghi della stazione di Corridonia, agli ordini del maresciallo Gianmario Aringoli e i vigili del fuoco del comando provinciale di Macerata.

Quest’ultimi hanno provveduto a portare il sarcofago al centro archeologico di Urbisaglia, dove è posto sotto sequestro. Al momento, dunque, il reperto storico è inavvicinabile. Il sarcofago era stato lasciato sul terreno agricolo. Ad averlo estratto sarebbe stato un agricoltore, il quale, non rendendosi conto del valore, l’avrebbe lasciato sul campo.

La bara è stata trovata a poca distanza dal luogo in cui era sepolta. I militari sono sulle tracce dell’ignaro agricoltore (le ricerche sarebbero a buon punto). Caduta invece l’ipotesi di un’attività delinquenziale legata ai furti di reperti storici. Da parte del personale della Soprintendenza ai beni archeologici sono in corso le attività di studio per collocare il sarcofago dal punto di vista temporale e per stabilire la sua provenienza.

La bara, stando alle sue dimensioni, sarebbe di un bambino. Non sono stati rinvenuti iscrizioni o segni identificativi. Serviranno dunque studi approfonditi per stabilire le origini del sarcofago. Quella situata nei pressi del tiro a volo di Corridonia, in contrada Crocifisso, potrebbe dunque essere un’area archeologica di grande importanza. L’assessore alla Cultura Massimo Cesca si interesserà della vicenda. “Al momento - spiega - non sono ancora stato contattato dalla Soprintendenza. Si tratta comunque di una scoperta molto importante”. Resta ora da seguire l’evolversi della vicenda.

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