venerdì 21 gennaio 2011

Norchia, in totale abbandono la monumentale necropoli etrusca rischia la fine di Pompei

Norchia, in totale abbandono la monumentale necropoli etrusca rischia la fine di Pompei
Corriere di Viterbo 12/1/2011

La denuncia di Marco Ciorba, componente del coordinamento regionale di Fli

VITERBO - Marco Ciorba, componente del coordinamento regionale Lazio di Futuro e Libertà, si esprime così in merito alla situazione attuale esistente nella necropoli etrusca di Norchia. "Il crollo di Pompei non è niente in confronto allo stato di degrado e completa distruzione delle necropoli etrusche, una fra tutte la stupenda Norchia nel comune di Viterbo. Norchia per la sua vastità costituisce la più grandiosa e spettacolare necropoli rupestre d'Italia. Sorge in corrispondenza di un altopiano tufaceo delimitato da tre torrenti e in questo monumentale sito archeologico un intero fianco di una valle ospita immense e rifinite tombe etrusche disposte su tre ordini ricavate direttamente nella roccia. Centinaia di tombe sono dislocate nell'intera area, una spettacolare tagliata etrusca lunga più di quattrocento metri con pareti a picco alte fino a dodici metri. L'antica via Clodia ed emergenze archeologiche medievali come la chiesa romanica di San Pietro e i resti del castello dei Di Vico, la rendono unica al mondo. "Lo scrittore inglese George Dennis, dopo aver visitato Norchia, così la descriveva: "Il primo sguardo crea una suggestione ed uno stato di incredibile meraviglia, molto superiore ad ogni aspettativa. Solennità e mistero, più che in qualsiasi luogo etrusco, sono qui presenti". Ma oggi questo patrimonio dell' umanità descritto dal Dennis, nonostante le ripetute denuncie inascoltate negli anni, rischia di scomparire per sempre. Questa testimonianza della civiltà etrusca si trova nel più totale abbandono, da decenni la vegetazione spontanea la sta inghiottendo, le radici stanno penetrando nelle rocce distruggendo tutto e provocando smottamenti, un intero settore della necropoli da anni è crollato nella totale indifferenza, mentre i profanatori di tombe la fanno da padroni. Sarcofaghi deturpati, tombe allagate e piene di rifiuti rendono Norchia la vergogna della cultura italiana. "Carenza di segnaletica, mancanza di servizi e totale impraticabilità dell'intera area scoraggiano anche i più temerari avventori, lasciando questa meraviglia fuori da qualsiasi circuito turistico, nel dimenticatoio più assoluto, come sono lasciati nello stesso modo altre centinaia di siti archeologici. I responsabili della tutela del nostro patrimonio sono occupati a ogni livello ad attribuire agli altri la colpa del disastro o a nascondersi dietro la solita cantilena della carenza di fondi. La totale mancanza di una politica di programmazione capace di tutelare, valorizzare e mettere in rete i siti archeologici dell'Etruria, evidenzia l'incapacità di chi governa. Difendere i nostri beni culturali è un obbligo costituzionale e per questo che noi di Futuro e libertà chiediamo le dimissioni del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, per totale e reiterato menefreghismo del patrimonio culturale italiano. E non ci vengano a raccontare che non è anche colpa sua, perché in due anni e mezzo alla guida del suo dicastero nulla è stato fatto per preservare la monumentale Norchia. Se vogliamo consegnare alle future generazioni le testimonianze dei nostri avi, dobbiamo immediatamente "de-Bondizzare" il nostro patrimonio culturale o ne resterà solo la polvere. "Vogliamo ripartire da Norchia come emblema dell'Italia dimenticata - conclude Ciorba -, per non considerare il nostro patrimonio culturale un peso economico, ma una risorsa inesauribile per lo sviluppo culturale, turistico e occupazionale dell'intero Paese".

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