martedì 26 luglio 2011

A Pantalica tra le acque del fiume Anapo e le 5mila grotticelle scavate nella roccia

A Pantalica tra le acque del fiume Anapo e le 5mila grotticelle scavate nella roccia
Paolo Mangiafico
LA SICILIA Siracusa, Martedì 26 Luglio 2011


Una vacanza diversa tra l'«alveare» costituito dalle oltre cinquemila grotticelle scavate nella roccia della necropoli di Pantalica e le acque dell'Anapo, magari con un tuffo in uno dei laghetti che il fiume forma durante il suo tragitto. Come dimostra il documentario che, per promuovere il territorio, è stato girato dalla Rai su Pantalica e la Valle dell'Anapo. Però bisogna offrire ai visitatori anche quei supporti logistici che ancora non ci sono. Un territorio per turisti "fai da te", mentre potrebbe essere sfruttato diversamente in quanto sono presenti rare bellezze naturalistiche e ogni luogo è ricco di storia.
Si sta mettendo a punto il Piano di gestione presentato all'Unesco in modo da permettere che Pantalica sia proclamata "patrimonio dell'umanità". Del Piano sono state realizzate le prime due fasi. La terza vedrà il trasporto di un trenino gommato lungo l'alta valle dell'Anapo, un servizio di biciclette per passeggiate all'interno della valle e posti di ristoro.
I sindaci dell'Unione di Comuni "Valle degli Iblei", dal canto loro, stanno cercando di riservare attrattive al turista. Infatti, questi Comuni, dopo avere atteso per anni il rilancio turistico di Pantalica, chiedono più visibilità, nelle scelte e nella gestione della riserva naturale. Tecnici ed esperti hanno completato lo studio che ha riguardato la redazione di una mappa per la fruizione sostenibile della zona. Sono state realizzate le 4 porte (Serramezzana, Fusco, Cassaro, Ferla) che permetteranno l'accesso controllato.
Lo studio è servito anche a migliorare la conoscenza delle risorse del patrimonio naturale e storico-culturale della riserva. Una conoscenza che servirà per l'applicazione dei metodi di gestione per la fruizione di questi luoghi, stabilendo una integrazione tra uomo e ambiente naturale, che significa anche sviluppo sostenibile dell'area. Lo studio ha interessato tutto il comparto turistico, che annovera risorse paesaggistiche e culturali di grande pregio, come appunto Pantalica e l'intera Valle dell'Anapo, così come la Rete museale realizzata in questi anni, durante i quali la concertazione pubblico-privato ha investito notevoli risorse. Dal barocco, al liberty, al parco archeologico di Pantalica, alle aree di Riserva naturale, ai percorsi enogastronomici, alla rete museale.
Non solo Pantalica, quindi, ma anche una rete museale degli Iblei: i luoghi del lavoro contadino, con sede in Buscemi; la Casa dell'emigrante e il museo del tessuto, con sede in Canicattini; il museo etnografico "A. Uccello" di Palazzolo; il museo dei pupi di Sortino; il museo del miele a Sortino.
Un'altra attrattiva in questi luoghi iblei è rappresentata dalla Sortino "diruta", ossia la Sortino medievale distrutta dal terremoto del 1693 e che i volontari di SiciliAntica stanno recuperando. Un recupero di un certo interesse visto che potrà fare luce del medioevo siciliano che è ancora avvolto nel mistero.

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