domenica 31 luglio 2011

Gli scavi confermano: Colosseo, Ikea del Medioevo

Gli scavi confermano: Colosseo, Ikea del Medioevo
Corriere della Sera – Roma 23/7/2011

Case, botteghe, stalle, magazzini, cantine: questo era il Colosseo nel Medioevo. Una sorta di centro commerciale con residence incorporato. Lo hanno confermato i nuovi scavi realizzati dalla Soprintendenza per i Beni archeologici in collaborazione con Roma

Non solo arena dei gladiatori. Nel Medioevo il Colosseo era una sorta di residence abitato da famiglie, trasformato poi in centro commerciale, con tanto di magazzini, botteghe e laboratori per il vino. A testimoniare un passato, per molti insospettabile del monumento più famoso al mondo, sono gli scavi realizzati dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma congiuntamente con l'Università di Roma 3, cui hanno lavorato per sei settimane giovanissimi archeologi freschi di laurea. La scoperta è arrivata nel decimo cuneo del primo ordine dell' area meridionale del Colosseo dove gli scavi hanno riportato alla luce un focolare, muri e una porzione di piano calpestabile risalente al XII secolo, quasi sicuramente appartenenti a un'abitazione. Tutt'intorno, gli scavi che sono scesi fino a un metro di profondità, hanno restituito decine di resti dei pasti consumati secoli fa. «Dobbiamo ancora indagare, ma probabilmente questo cuneo era come un corridoio sul quale si affacciavano dimore e taberne, con botteghe, stalle e magazzini - spiega il professor Riccardo Santangeli Valenzani della cattedra di Archeologia urbana - Non è escluso che anche altri cunei abbiano avuto lo stesso destino». Che il Colosseo fosse luogo tanto attivo e affollato nel Medioevo, in verità, lo raccontavano già le carte dell'Archivio della Chiesa di Santa Maria Nova, nel X secolo proprietaria del monumento i cui locali affittava a terzi. Ma ora i ritrovamenti, dice Valenzani, «chiariscono per la prima volta la natura degli insediamenti». Due grandi fosse laterali poi «offrono una cronologia più precisa della fasi di spoliazione dell'anfiteatro che sappiamo iniziata nel VI secolo e di cui ora vediamo i segni nel XII». Piccole come una moneta di un euro, dalla terra del cuneo 3 sono invece spuntate due medagliette devozionali relative a un anno giubilare, una con San Pietro e Paolo e l'altra con l'apertura della scala santa. Piccole, ma preziosissime, perché testimoniano l'inizio della tradizione del Colosseo come stazione della via Crucis, venuta meno con l'unità d'Italia L'area sarà ora coperta con tessuto-non tessuto e insieme ai reperti, assicura la direttrice del Colosseo Rossella Rea, «entrerà a far parte del percorso espositivo del monumento».

Venigallia - Cesuna 2011 - Esempio di tessitura con un antico telaio

sabato 30 luglio 2011

Colosseo supermarket nel Medioevo, lo scopre scavo degli studenti

Colosseo supermarket nel Medioevo, lo scopre scavo degli studenti
LAURA LARCAN
SABATO, 23 LUGLIO 2011 LA REPUBBLICA - Roma

Dopo i fasti gladiatori, un "centro commerciale", dove il business dei marmi si fondeva con vino, pastorizia e affari immobiliari. E´ la seconda vita del Colosseo, quella sconosciuta del Medioevo, quando ormai la grandiosità celebrativa era un vago ricordo. A svelarla è una squadra di studenti di Roma Tre, Cattedra di archeologia urbana di Roma, che hanno scavato per 6 settimane all´Anfiteatro Flavio grazie alla convenzione con la Soprintendenza.

L´operazione si è concentrata sui cosiddetti Cuneo III e Cuneo X, due ambienti lungo il primo ordine del Colosseo sul lato meridionale, dove sono emerse preziose testimonianze del XII e XIII secolo: la prima prova che questi luoghi erano votati alle più disparate attività, come "tabernae", magazzini, stalle, fienili e abitazioni private con tanto di cucine. «Un conglomerato di business altomedievali - lo definisce il professore Riccardo Santangeli Valenziani, che ha guidato lo scavo in accordo con la direttrice Rossella Rea - Il nostro contributo è di aver chiarito le cronologie della spoliazione del Colosseo che, avviata già dal VI secolo, raggiunge la sua grande e rovinosa fase nel XII secolo. E di aver fatto luce sulle tipologie di insediamento del monumento, di cui avevamo solo notizie dalle fonti ma nessun riscontro archeologico». Complice, il Cuneo X, una miniera di sorprese. Nella complessa stratigrafia ha restituito tracce di un focolare, costituito da pietre disposte a circolo, svelando cenere bruciata, frammenti ossei di animali di piccola taglia, numerose telline, lumachine, carapaci di tartarughe. In fondo al Cuneo, due vasche poco profonde, a livelli diversi, identificabili come "calcatorium", l´impianto per calcare l´uva e ricavare vino. Trovata tanta ceramica probabilmente legata alla produzione di vino. Tra le curiosità, due medagliette devozionali della fine del ‘700 legate all´utilizzo del Colosseo per le stazioni della Via Crucis, tradizione eliminata con l´Unità d´Italia. «L´obiettivo è inserire gli scavi nel percorso di visita», annuncia la Rea.

prima guerra mondiale - soldati tedeschi in ricognizione


prima guerra mondiale - soldati tedeschi in ricognizione.

venerdì 29 luglio 2011

prima guerra mondiale - un soldato tedesco

prima guerra mondiale - un soldato tedesco.

giovedì 28 luglio 2011

prima guerra mondiale - ufficiali tedeschi in centro comando sul fronte polacco


prima guerra mondiale - ufficiali tedeschi in centro comando sul fronte polacco.

Palikè, in territorio di Mineo, era il più importante santuario della popolazione sicula

Palikè, in territorio di Mineo, era il più importante santuario della popolazione sicula
Pinella Leocata
LA SICILIA Domenica 24 Luglio 20112

Abitato già dalla preistoria a Rocchicella davanti al «misterioso» lago che respirava

Nostro inviato
Mineo. Palikè, in territorio di Mineo, era il più importante santuario della popolazione sicula antecedente la colonizzazione greca. Un'area sacra dedicata al culto delle divinità ctonie già a partire dal paleolitico e poi ancora nei millenni successivi fino all'età arcaica, greca e romana. L'area rituale, e gli edifici ad essa connessi, si estendeva lungo il declivio di una collina di roccia vulcanica iblea, precedente all'emersione dell'Etna, caratterizzata da materiale più morbido, e dunque scavabile per le sepolture, e ricco di inclusioni delle cosiddette pillow lave, calcare con selce.
Un culto antichissimo la cui origine è legata a fenomeni vulcanici che le popolazioni arcaiche interpretavano come manifestazione della divinità e, in particolare, dei fratelli Palici, secondo i greci figli di Thalia e Zeus, ma, per la tradizione arcaica, figli del dio Adrano. La rocca sacra - Rocchicella - si ergeva al centro della valle del Margi, fiume allora navigabile, e si affacciava sui laghetti di Naphtia interessati a fenomeni subvulcanici per cui l'anidride carbonica, risalendo dal sottosuolo, creava bolle e soffioni. Tutt'intorno alture coperte di boschi di querce, ulivi, lecci, frassini. Un posto d'incantevole bellezza secondo la tradizione letteraria cui fanno riferimento Eschilo, Virgilio, Ovidio, Silio Italico. Un luogo che Diodoro Siculo, nato ad Agira e vissuto a cavallo tra il I secondo avanti Cristo e il I secolo d. C., descriveva come di grande suggestione per la forza e la violenza con cui l'acqua si sollevava. «Il recinto sacro - scriveva - è situato in una pianura degna di una divinità». Qui si consultava l'oracolo, qui si svolgevano processi, qui si dava diritto d'asilo agli schiavi fuggiti a padroni particolarmente crudeli.
Di tanta arcadica bellezza non resta nulla a causa della feroce deforestazione, del cambiamento climatico del XIV secolo, e poi, sotto il fascismo e ancora negli anni Cinquanta, della bonifica dei laghetti di cui resta memoria nei suggestivi acquerelli settecenteschi di Houel e in una foto del 1888. Il fiume è sbarrato e ormai secco e la pianura riarsa e assolata, soprattutto d'estate. Dei boschi e degli animali che vi abitavano - cervi, cavalli, buoi - non rimane nulla, soltanto aride alture. Gli Erei a nord e il Tavolato Ibleo a sud delimitano la pianura, una delle zone a più alto rischio sismico di Sicilia perché è qui che si confrontano e scontrano la placca Africana e quella Euro-Asiatica. Questa valle, il corridoio che collegava le coste dello Jonio al canale di Sicilia, era un territorio strategico e, proprio per questo, nei secoli, è stato sempre oggetto di conquista e di controllato, come dimostrano le più tarde fortificazioni sulle alture: il castello di Serravalle, di Monte Catalfaro e di Mongialino.
In questo territorio ricco di testimonianze geologiche, naturalistiche, archeologiche e storiche - territorio conosciuto già nel Cinquecento, come si evince dai testi di Tommaso Fazello - a partire dal 1995 viene avviato uno scavo per riportare alla luce i resti del «santuario» dei Palici. A condurlo è Laura Maniscalco, oggi direttore del «Parco archeologico del Calatino» di cui il sito di Palikè è il cuore per gli insediamenti che vi si sono stratificati a partire dal paleolitico superiore, cioè dal 12/11.000 avanti Cristo, fino all'età greca, romana e poi medievale e ancora fino al Cinquecento e al Settecento. E' in questo secolo che fu edificata la masseria Interlandi dove ora hanno sede il museo, le aule didattiche, il laboratorio di restauro archeologico, gli uffici, la biglietteria dell'area archeologica. Un sito di grande interesse per raggiungere il quale - assurdo, ma vero - non c'è alcuna segnalazione lungo il percorso, neanche con cartelli provvisori. La sovrintendenza, e ora la direzione del «parco», non hanno ancora spuntato l'autorizzazione dell'Anas che, tra l'altro, «chiede un cospicuo esborso di euro per realizzare la segnaletica».
L'area di scavo è relativa soprattutto alla collinetta dove sono ben visibili tombe a grotticella, cioè scavate nella roccia, collegate da gradini scolpiti nella pietra. Sulla sommità sono state ritrovate le varie fasi della città di Palikè, quella di età arcaica, tra il VII e il VI secolo avanti Cristo, e quella di età classica, del V e IV secolo a. C. Una cittadella a servizio del tempio dove abitavano le famiglie dei sacerdoti e gli artigiani che realizzavano gli oggetti votivi che venivano venduti all'ingresso della zona sacra e poi offerti alle divinità. Davanti all'edificio a più stanze dove venivano accolti i pellegrini, costruito sul fianco della collina con un colonnato che si affacciava sui laghetti di Naphtia, è stato trovato un pozzetto votivo dove venivano versate le offerte liquide, quali il latte e il vino, e gettati i resti degli animali immolati e bruciati, come richiedeva il rito. L'edificio è stato costruito una prima volta in età arcaica e poi riedificato nel V secolo a. C., come buona parte delle strutture ritrovate, alzate su precedenti edifici di epoca arcaica e persino neolitica di cui è rara testimonianza un pavimento in terracotta. In alto, quasi a ridosso della grotta che si apre dentro la collina, è stata ritrovata una «sala dei banchetti» di notevole fattura con resti di intonaci colorati, ora in corso di restauro. La grande grotta, utilizzata per migliaia di anni da pastori, finora non è stata scavata se non per un saggio fatto da Luigi Bernabò Brea che trovò subito un piano roccioso deducendo che non ci fossero stratificazioni archeologiche. Non è da escludere, invece, che lo strato roccioso possa essere il crollo della volta al di sotto del quale possano trovarsi ulteriori tracce del passato.
E del resto della vasta area di 25 ettari è stata scavata solo una piccola parte. Il terreno e le masserie furono donati dalla nobildonna Agata Interlandi, della famiglia Grimaldi, ad un'opera pia da cui la Regione l'ha espropriata negli anni scorsi. Quanto è stato ritrovato nelle campagne di scavo è ora in mostra nel piccolo e interessante museo che racconta la lunga e suggestiva storia del luogo, dagli oggetti votivi fatti a pezzi dopo il rito perché non fossero riutilizzabili, alle ossa d'animale bruciate. Anche il consumo della carne, infatti, era ritualizzato, un tipo di nutrimento concepito soltanto nell'ambito di un rito sacro. Nelle bacheche, dentro coppe di terracotta, sono esposti anche alcuni acini d'uva secchi, ritrovamento rarissimo negli scavi di terra, e poi semi di cicerchia, di farro e di legumi coltivati nella zona, e ancora gusci di telline. Esposti anche alcuni singolari pezzi del IV secolo a. C.: una faccia in pasta vitrea di origine fenicia, un cinturone in metallo di tipo sannita e fibule celtiche, segno della presenza di soldati mercenari nella valle per il cui controllo si lottava senza riserve. E ancora. Nelle teche del museo sono esposte le matrici delle figurine votive, grandi tegole in terracotta, e piccole schegge della cosiddetta «ossidiana di Roccella», cioè le parti vetrose del «pillow lave» di cui è ricca la roccia vulcanica iblea, così come di materiale ferroso. Ed è per questo che i tombaroli, muniti di metal detector, illudendosi di trovare delle monete, si lanciano in ripetuti, dannosi e per loro inutili scavi clandestini che, di notte, «accompagnano» quelli archeologici.
Paliké è un luogo ricco di storia e cultura e come tale è visitato da numerose scolaresche e da archeologi provenienti da ogni parte del mondo. Più difficile farlo rientrare in un circuito culturale e turistico se non si attiva una rete che inserisca questo, come gli altri siti archeologici, all'interno di un unico e vario percorso naturalistico e culturale. Tanto più a luglio e ad agosto quando l'aria è torrida e il sito chiuso nei giorni festivi per mancanza di custodi, l'annoso problema di sempre. Che poi il sito non sia neppure segnalato in tutta la zona suona come un'offesa alla nostra storia e al lavoro di tanti per farla riemergere da un lontano e dimenticato passato.

mercoledì 27 luglio 2011

prima guerra mondiale - soldati tedeschi sul fronte russo


prima guerra mondiale - soldati tedeschi sul fronte russo.

Una necropoli longobarda negli scavi dell´Asti-Cuneo

Una necropoli longobarda negli scavi dell´Asti-Cuneo
MARINA PAGLIERI
LUNEDÌ, 25 LUGLIO 2011 LA REPUBBLICA - Torino

La più grande necropoli longobarda in Italia, ricca di 760 tombe, una tra le principali anche in Europa in quanto ascrivibile a un unico secolo, il VII, è emersa a Sant´Albano Stura, durante i lavori per l´autostrada Asti-Cuneo. Un ritrovamento eccezionale – anche perché più della metà delle sepolture è dotata di corredi funerari - venuto alla luce a partire dalla primavera 2009, ma di cui la soprintendente ai Beni archeologici Egle Micheletto dà notizia solo ora, a poche settimane dalla conclusione degli scavi. Scavi iniziati nel sito e conclusi, grazie al trasporto dei preziosi materiali e della terra che li copriva, nel laboratorio del Museo di Antichità di Torino e finanziati dall´Anas per 950mila euro.
«Era in corso da parte nostra un´attività preventiva, come sempre succede in occasione di un importante cantiere – dice Micheletto. – Poco per volta si è configurata una ‘necropoli a righe´, con una trentina di tombe distribuita su ognuna». La soprintendente spiega anche che la conformazione delle tombe, in piena terra, non ha permesso la restituzione di resti umani, data forse l´acidità del terreno: «Sono giunte a noi solo le ossa di un bambino, perché la sua sepoltura aveva una copertura di mattoni». Proprio la tipologia delle tombe ha portato poi alla decisione di trasportare i materiali di scavo nel laboratorio torinese: «In questo modo il cantiere dell´Anas non ha subito troppe interruzioni, solo un rallentamento di otto o nove mesi, durante i quali erano al lavoro sempre venti nostri archeologi».
È iniziata poi la fase di analisi dei materiali, tra questi circa 40 collane con vaghi in pasta vitrea e ambra, braccialetti, fibule, rari orecchini in oro e argento, e poi armillae in bronzo, cinture maschili multiple ageminate, spade, punte di lancia e ancora monete.

martedì 26 luglio 2011

A Pantalica tra le acque del fiume Anapo e le 5mila grotticelle scavate nella roccia

A Pantalica tra le acque del fiume Anapo e le 5mila grotticelle scavate nella roccia
Paolo Mangiafico
LA SICILIA Siracusa, Martedì 26 Luglio 2011


Una vacanza diversa tra l'«alveare» costituito dalle oltre cinquemila grotticelle scavate nella roccia della necropoli di Pantalica e le acque dell'Anapo, magari con un tuffo in uno dei laghetti che il fiume forma durante il suo tragitto. Come dimostra il documentario che, per promuovere il territorio, è stato girato dalla Rai su Pantalica e la Valle dell'Anapo. Però bisogna offrire ai visitatori anche quei supporti logistici che ancora non ci sono. Un territorio per turisti "fai da te", mentre potrebbe essere sfruttato diversamente in quanto sono presenti rare bellezze naturalistiche e ogni luogo è ricco di storia.
Si sta mettendo a punto il Piano di gestione presentato all'Unesco in modo da permettere che Pantalica sia proclamata "patrimonio dell'umanità". Del Piano sono state realizzate le prime due fasi. La terza vedrà il trasporto di un trenino gommato lungo l'alta valle dell'Anapo, un servizio di biciclette per passeggiate all'interno della valle e posti di ristoro.
I sindaci dell'Unione di Comuni "Valle degli Iblei", dal canto loro, stanno cercando di riservare attrattive al turista. Infatti, questi Comuni, dopo avere atteso per anni il rilancio turistico di Pantalica, chiedono più visibilità, nelle scelte e nella gestione della riserva naturale. Tecnici ed esperti hanno completato lo studio che ha riguardato la redazione di una mappa per la fruizione sostenibile della zona. Sono state realizzate le 4 porte (Serramezzana, Fusco, Cassaro, Ferla) che permetteranno l'accesso controllato.
Lo studio è servito anche a migliorare la conoscenza delle risorse del patrimonio naturale e storico-culturale della riserva. Una conoscenza che servirà per l'applicazione dei metodi di gestione per la fruizione di questi luoghi, stabilendo una integrazione tra uomo e ambiente naturale, che significa anche sviluppo sostenibile dell'area. Lo studio ha interessato tutto il comparto turistico, che annovera risorse paesaggistiche e culturali di grande pregio, come appunto Pantalica e l'intera Valle dell'Anapo, così come la Rete museale realizzata in questi anni, durante i quali la concertazione pubblico-privato ha investito notevoli risorse. Dal barocco, al liberty, al parco archeologico di Pantalica, alle aree di Riserva naturale, ai percorsi enogastronomici, alla rete museale.
Non solo Pantalica, quindi, ma anche una rete museale degli Iblei: i luoghi del lavoro contadino, con sede in Buscemi; la Casa dell'emigrante e il museo del tessuto, con sede in Canicattini; il museo etnografico "A. Uccello" di Palazzolo; il museo dei pupi di Sortino; il museo del miele a Sortino.
Un'altra attrattiva in questi luoghi iblei è rappresentata dalla Sortino "diruta", ossia la Sortino medievale distrutta dal terremoto del 1693 e che i volontari di SiciliAntica stanno recuperando. Un recupero di un certo interesse visto che potrà fare luce del medioevo siciliano che è ancora avvolto nel mistero.

Bagno pubblico maschile in Grecia


Bagno pubblico maschile in Grecia.

prima guerra mondiale - mitragliatrici tedesche in azione sul fronte russo-polacco


prima guerra mondiale - mitragliatrici tedesche in azione sul fronte russo-polacco.

lunedì 25 luglio 2011

prima guerra mondiale - un soladato lascia ospedale


prima guerra mondiale - un soladato lascia ospedale.

domenica 24 luglio 2011

primga guerra mondiale - alpini in azione


primga guerra mondiale - alpini in azione.

primga guerra mondiale - alpini in azione


primga guerra mondiale - alpini in azione.

sabato 23 luglio 2011

prima guerra mondiale - fronte italiano - trasporto di un ferito con una teleferica


prima guerra mondiale - fronte italiano - trasporto di un ferito con una teleferica.

venerdì 22 luglio 2011

Canopus etrusco


Canopus etrusco.

A lezione dagli italiani per far rinascere Ur

Corriere della Sera 18.7.11
A lezione dagli italiani per far rinascere Ur
Il capo-progetto: «Così formiamo i nipotini iracheni del metodo Brandi»
di Paolo Conti

ROMA— «Qui siamo tutti figli di Cesare Brandi. E così i nostri allievi iracheni, in qualche modo, diventano i suoi nipoti...» . Ma cosa c’entra il fondatore dell’Istituto centrale del restauro, il raffinato teorico della tutela preventiva del Patrimonio, con l’Iraq e i suoi conflitti? Alessandro Bianchi, storico dell’arte restauratore (suo il ripristino decennale della cripta del duomo di Anagni, XII e XIII secolo), 59 anni di cui 25 trascorsi al ministero per i Beni culturali, è abbronzatissimo. Macché mare, è il sole cocente della terra irachena. Da mesi Bianchi si è trasformato in un pendolare tra l’Italia e l’Iraq. È il capo progetto di una missione unica nel suo genere: formare nuove leve di restauratori iracheni. Trasferire a Bagdad, a Erbil e nel sito archeologico di Ur il sapere della scuola italiana di restauro, la più prestigiosa del mondo. Lavorare perché in futuro non ci sia più bisogno di un caposquadra italiano per pilotare una squadra impegnata in territorio iracheno. L’operazione è riuscita alla fine di giugno, chiudendo un semestre di studi teorici e pratici. Bianchi è in questi giorni di nuovo in Iraq per consegnare i sei diplomi ad altrettanti allievi che, nei prossimi mesi, avvieranno un’impresa imponente: il restauro delle strutture murarie del sito archeologico sumero di Ur, 26esimo secolo avanti Cristo, leggendaria patria del patriarca Abramo, a pochi chilometri da Nassiriya. Il «metodo Brandi» (illustrato nel famoso saggio «Teoria del restauro» , uscito nel 1977) è stato spiegato nel cantiere-laboratorio del tempio Ekishnugal, ovvero «Tempio in cui non entra la luce» dedicato al dio-Luna Nannar, costruito da Ur-Namma nel XXI secolo e già restaurato ai tempi di Ciro il Grande nel V secolo avanti Cristo. Spiega Bianchi: «Il problema di Ur è la conservazione delle strutture in mattone cotto. Il sito è rimasto perfettamente conservato sotto terra fino al 1922 quando Leonard Wooley, con una missione congiunta del British Museum e dell’università della Pennsylvania, scavò per dodici anni riportando alla luce gli straordinari ori che conosciamo. Ma da allora le forti piogge invernali e le altissime temperature estive, anche 55 gradi, hanno devastato i resti archeologici» . Il colpo di grazia è arrivato negli anni del conflitto: completo abbandono, incuria, impossibilità di costruire persino un tetto che, da solo, avrebbe già arginato la lenta scomparsa di un sito unico al mondo. Invece l’Italia ha una straordinaria banca dati scientifica in materia di mattone cotto, di tutti i secoli. Il corso teorico si è svolto nell’Unità di supporto alla ricostruzione di Nassiriya, la struttura internazionale coordinata dalla Task Force Iraq del ministero degli Esteri in raccordo con l’ambasciata d’Italia a Bagdad, guidata da Gerardo Carante. Ora a Ur lavoreranno solo i restauratori iracheni, sotto la guida di Abdul Amir Hamdani, capo iracheno degli uffici culturali di Nassiriya, con alle spalle lunghi studi negli Stati Uniti. La missione italiana per Ur è frutto di un’intesa tra la direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo del ministero degli Esteri, guidata da Elisabetta Belloni, e il ministero per i Beni culturali, attraverso il segretariato generale di Roberto Cecchi e l’Istituto centrale per il restauro. La Farnesina ha messo a disposizione due milioni di euro in due anni per un programma che riguarda non solo Ur ma anche l’Istituto iracheno di conservazione delle antichità e del patrimonio di Erbil e il museo archeologico di Bagdad. Ad Erbil, racconta Bianchi con molto entusiasmo, è accaduto qualcosa di straordinario: «Abbiamo aperto corsi per la conservazione del libro, per la tutela e il restauro degli avori e dei metalli archeologici. Avevamo immaginato sei posti: lentamente sono arrivate domande da tutto l’Iraq e siamo stati costretti a chiudere a quota diciannove. L’aspetto più interessante è che, tra gli allievi, abbiamo avuto ben due studiosi provenienti dal santuario sciita dell’Imam Hussein a Kerbalah: si tratta di Alaa Ahmed Abboud Diaa Eddin e di Hassenin Rahman Abdallah. Anche da Kerbalah, insomma, vengono a studiare i nostri metodi...» . Ad Erbil i corsi sono stati organizzati nella nuovissima sede dell’Istituto iracheno di conservazione, costruita con un contributo di 15 milioni di dollari degli Stati Uniti. Infine c’è la prospettiva di una parziale ristrutturazione del Museo Archeologico di Bagdad. Il progetto Esteri-Beni culturali è stato seguito con grande attenzione, al ministero guidato da Giancarlo Galan, oltre che dal segretario generale Cecchi anche da Giuseppe Proietti e Patrizio Fondi, consiglieri speciali del ministro per i Beni Culturali rispettivamente per i restauri all’estero e per gli aspetti diplomatici. Commenta Elisabetta Belloni, direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo della Farnesina: «L’Italia sa bene quanto sia importante la ricostruzione e la stabilizzazione dell’Iraq per la sicurezza di quel quadrante geo-politico. L’Iraq ha da sempre un ruolo di punta nel settore culturale, così come lo ha l’Italia. Siamo, di fatto, due superpotenze nell’ambito del patrimonio archeologico mondiale. La collaborazione culturale diventa quindi strategica e sinergica rispetto ad altre attività che vedono impegnata l’Italia in quel Paese» . Ammette Bianchi: «Sì, proviamo un legittimo orgoglio quando lavoriamo in Iraq in questo settore. Avvertiamo che l’Italia viene percepita come un riferimento internazionale nel campo del restauro, della tutela, della conservazione del retaggio culturale» . Ma sì, anche Brandi sarebbe orgoglioso. Quel suo metodo così severo e sobrio (per esempio, intervenire solo con la stessa materia di cui è composto un bene, e mai con altro) ha vinto una guerra in cui le armi non hanno alcun senso. Ora il metodo Brandi sfida, lontano dall’Italia, i 26 secoli di storia di Ur, patria di Abramo.

prima guerra mondiale - alpini in combattimento


prima guerra mondiale - alpini in combattimento.

prima guerra mondiale - postazione di artiglieria nelle Alpi


prima guerra mondiale - postazione di artiglieria nelle Alpi.

prima guerra mondiale - postazione di artiglieria nelle Alpi


prima guerra mondiale - postazione di artiglieria nelle Alpi.

giovedì 21 luglio 2011

prima guerra mondiale - fronte italiano - soldati in trincea


prima guerra mondiale - fronte italiano - soldati in trincea.

prima guerra mondiale - soldato in Carnia


prima guerra mondiale - soldato in Carnia.

prima guerra mondiale - soldato in Carnia


prima guerra mondiale - soldato in Carnia.

mercoledì 20 luglio 2011

Ex-voto di Dinis


Ex-voto di Dinis.

Carro sumerico ritrovato a Tell-agrab


Carro sumerico ritrovato a Tell-agrab.

prima guerra mondiale - campo francese artiglieria utilizzata con antiaerea


prima guerra mondiale - campo francese artiglieria utilizzata con antiaerea.

prima guerra mondiale - campo francese artiglieria utilizzata con antiaerea


prima guerra mondiale - campo francese artiglieria utilizzata con antiaerea.

martedì 19 luglio 2011

Statuetta in bronzo di Dispater ritrovata a Niege


Statuetta in bronzo di Dispater ritrovata a Niege.

Cadaveri raccolti dopo un attacco nella prima guerra mondiale

Cadaveri raccolti dopo un attacco nella prima guerra mondiale

lunedì 18 luglio 2011

Tombe etrusche scavate nei pressi di Orvieto


Tombe etrusche scavate nei pressi di Orvieto.

Prima guerra mondiale - preparativi sotto la neve


Prima guerra mondiale - preparativi sotto la neve.

Prima guerra mondiale - preparativi sotto la neve


Prima guerra mondiale - preparativi sotto la neve.

domenica 17 luglio 2011

antico tatuaggio femminile tunisino - Poitrine - Metameur


antico tatuaggio femminile tunisino - Poitrine - Metameur.

Antico tatuaggio tunisino - Poitrine - Kairouan


Antico tatuaggio tunisino - Poitrine - Kairouan.

statuetta di un Dio ritrovata a Velanux


statuetta di un Dio ritrovata a Velanux.

Bagno pubblico femminile in Grecia


Bagno pubblico femminile in Grecia.

sabato 16 luglio 2011

Sepoltura neolitica con scheletro accovaciato - Necropoli di El-Amarah - Abydos (Egitto)


Sepoltura neolitica con scheletro accovaciato - Necropoli di El-Amarah - Abydos (Egitto).

prima guerra mondiale - fronte italiano - ricovero


prima guerra mondiale - fronte italiano - ricovero.

Uomo che trasporta con bastone con la testa di un cavallo e di un serpente - Ritrovamento a la Madeleine.


Uomo che trasporta con bastone con la testa di un cavallo e di un serpente - Ritrovamento a la Madeleine.

Mappa della terra abitata dagli uomini prima del diluvio da una miniatura cosmogonica egiziana del sesto secolo


Mappa della terra abitata dagli uomini prima del diluvio da una miniatura cosmogonica egiziana del sesto secolo

bronzi Gemine ritrovati a Hitzing (Ricciacum per gli antichi)


bronzi Gemine ritrovati a Hitzing (Ricciacum per gli antichi).

Bagno pubblico per gli uomini in Grecia


Bagno pubblico per gli uomini in Grecia.

prima guerra mondiale - Verdun cannone da 400 mm


prima guerra mondiale - Verdun cannone da 400 mm

giovedì 14 luglio 2011

prima guerra mondiale - si condive il rancio


prima guerra mondiale - si condive il rancio.

prima guerra mondiale - fronte francese - sul campo di battaglia


prima guerra mondiale - fronte francese - sul campo di battaglia.

mercoledì 13 luglio 2011

prima guerra mondiale - Bertha


prima guerra mondiale - Bertha.

prima guerra mondiale - un reggimento tedesco attraversa il fiume su ponte di barche


prima guerra mondiale - un reggimento tedesco attraversa il fiume su ponte di barche.

prima guerra mondiale - artiglieria francese da 305 mm in funzione a Somme.

prima guerra mondiale - artiglieria francese da 305 mm in funzione a Somme.

martedì 12 luglio 2011

prima guerra mondiale - soldati tedeschi distribuiscono cibo ai belgi


prima guerra mondiale - soldati tedeschi distribuiscono cibo ai belgi.

prima guerra mondiale - Hindenburg e il suo staff


prima guerra mondiale - Hindenburg e il suo staff

prima guerra mondiale - soldati australiani si avviano alle trincee

prima guerra mondiale - soldati australiani si avviano alle trincee.

prima guerra mondiale - soldati tedeschi in Belgio


prima guerra mondiale - soldati tedeschi in Belgio.

Inscrizione etrusca e versione in lettere latine


Inscrizione etrusca e versione in lettere latine

prima guerra mondiale - soldati a dorso di asini


prima guerra mondiale - soldati a dorso di asini

lunedì 11 luglio 2011

prima guerra mondiale - fronte italiano - ospedale militare


prima guerra mondiale - fronte italiano - ospedale militare.