sabato 31 marzo 2012

Affresco “censurato” per il ministero tutto ok

Affresco “censurato” per il ministero tutto ok
MARTEDÌ, 06 MARZO 2012 il Tirreno

MASSA MARITTIMA Il Ministero promuove il restauro dell’Albero della Fecondità, l’affresco duecentesco ad una parete delle Fonti dell’Abbondanza che ritrare un albero i cui frutti sono rappresentati da falli. A questo punto (forse) è chiusa la polemica che era stata sollevata da un esposto firmato da un dirigente della lista civica Massa Comune, Gabriele Galeotti, che accusava i restauratori di aver compromesso l’autenticità dell’affresco eliminando i testicoli ad uno dei falli, oltre ad altri particolari. Una storia che aveva fatto il giro del mondo l’estate scorsa quando l’affresco era tornato visibile al pubblico e c’era stato chi si è accorto della mancanza. Nei giorni scorsi i tecnici della Sovrintendenza di Siena e Grosseto hanno compiuto un sopralluogo per determinare la correttezza dei restauri effettuata nel corso di sei anni con la consulenza dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. E il responso è stato in difesa delle metodologie usate e dei materiali impiegati: «Non si hanno particolari obiezioni da sollevare» dicono i tecnici nel loro rapporto. Ma nessuno che abbia saputo spiegare dove siano finiti quegli attributi che prima tutti vedevano e che ora invece non si vedono più

mercoledì 28 marzo 2012

Le testimonianze funerarie della rupestre Cava Ispica

Le testimonianze funerarie della rupestre Cava Ispica
LA SICILIA Mercoledì 07 Marzo 2012

Annunciate nuove rivelazioni archeologiche sugli antichi insediamenti nel corso dell'appuntamento di «Ergasterion» in programma venerdì pomeriggio a Ragusa Ibla

Michele farinaccio
Si rivelano sempre più preziose le numerose testimonianze funerarie di natura rupestre di Cava Ispica che, soprattutto per quanto riguarda l'età preistorica e quella tardoromana, consentono agli studiosi di ricavare dati che diventano sempre più precisi e puntuali. Non solo riguardo alle loro intrinseche connotazioni di natura architettonica, ma anche in merito al quadro distributivo e alla stessa consistenza degli insediamenti antichi. Proprio partendo dallo studio di questi reperti, è stato possibile ricavare nuovi ed interessanti dati sull'architettura funeraria rupestre del comprensorio di Cava Ispica, che saranno resi noti nel corso del nuovo appuntamento di "Ergasterion-Fucina di archeologia", il terz'ultimo di questo ciclo di incontri, promosso dalla sezione di Ragusa dell'associazione "SiciliAntica".
La conferenza-dibattito è in programma venerdì 9 marzo, a partire dalle 17,30, nell'auditorium di Santa Teresa a Ragusa Ibla.
Sarà Giuseppe Terranova, dottorando in Scienze archeologiche e storiche presso l'Università degli studi di Messina, ad illustrare i risultati delle più recenti indagini che sono state effettuate sul campo (come gli interventi di archeologia preventiva, gli scavi archeologici, i "survey" sistematici). Le indagini sono state condotte nell'altopiano ibleo, ad Est dell'Irminio, e più specificatamente nel comprensorio di Cava Ispica, e sono state realizzate sotto la stretta direzione della Soprintendenza ai beni culturali di Ragusa. Si tratta di indicazioni che, come accennato, stanno via via aggiungendo nuovi ed importanti tasselli per permettere agli studiosi una sempre più precisa ricostruzione del tessuto insediativo antico delle popolazioni che vivevano nell'intera zona.
Maria Federica Gianchino, laurea magistrale presso l'Università "La Sapienza" di Roma, si soffermerà, invece, sulla ceramica di Thapsos. La dottoressa Gianchino, in particolare, chiarirà l'attribuzione cronologica dei materiali ceramici che sono stati rinvenuti durante la campagna di scavo che è stata effettuata a Bruca-Arizzi (in territorio di Scicli) nel corso del 2002. I reperti di questo scavo si trovano oggi all'interno di cinquantacinque cassette, che sono conservate nei magazzini del museo Civico di Modica, intitolato a Franco Libero Belgiorno. Il sito di Bruca-Arizzi, attribuito già dagli scavatori (Di Stefano e Sammito) alla facies di Thapsos del Bronzo medio, tra l'altro, riveste particolare importanza anche per la propria posizione. Si trova, infatti, in un'area strategica, che si pone come una sorta di punto di snodo tra due coste: quella siracusana e quella agrigentina.
Per quanto riguarda i materiali oggetto di studio, sono stati inizialmente selezionati e documentati, quindi sono stati divisi per classi ceramiche e per morfologia, attraverso la realizzazione di una tipologia formale, che successivamente è stata estesa a tutti i contesti thapsiani.
Sarà infine Orazio Palio, ricercatore in Preistoria e Protostoria, a rivolgersi all'uditorio, relazionando sulle testimonianze del bicchiere campaniforme, di provenienza europea, nonché della facies ad esso connessa e che è riferita alla prima età del Bronzo siciliano. Ancora una serie di informazioni interessanti che si aggiungono a completare un quadro multiforme e variegato quale quello della preistoria negli Iblei. E' quanto promette il prossimo appuntamento di «Ergasterion».

martedì 27 marzo 2012

HERDONIA - Terme, capitelli e fontane i tesori dell´epoca romana cancellati dalla burocrazia

HERDONIA - Terme, capitelli e fontane i tesori dell´epoca romana cancellati dalla burocrazia
FLAVIA PICCINNI
DOMENICA, 18 MARZO 2012 LA REPUBBLICA - Bari

Viaggio nella città dauna attraversata dalla Via Traiana dai tempi di Annibale fino al XV secolo il suo periodo d´oro

Un contenzioso fra ministero e privati sulla proprietà dei terreni blocca fondi e progetti

Immaginate una città antichissima che visse di uno splendore unico e magnificente ai tempi di Annibale e che fino al XV secolo fece la storia. Immaginate un macellum di pietra e di affreschi, delle terme con colonnine in dischi, e poi mura e un castello. Immaginate una strada, la Via Traiana, che da qui passava e che permise il fiorire di commercio e di vita. Sappiate adesso che tutto questo c´è ancora, nel cuore di quel Tavoliere che è fatto di pianure e di vento, a pochi chilometri dall´attuale Ordona. Sappiate che tutto questo esiste, sopravvive intatto ai secoli, ma è come se non ci fosse. Zon archeologica. Proseguire a piedi. È scritto così, a caratteri neri e cubitali, su un cartello giallo. Dopo c´è un cancello rosso che è sempre aperto e, oltre, cani che ringhiano. È questo che mi aspetta quando arrivo a Herdonia: un rottweiler nero che abbaia, digrigna i denti, protegge il suo territorio.

Soltanto dopo intravedo Ambretta Cacciaguerra, la padrona di casa e proprietaria di un terreno che, quando il suo bisnonno lo comprò per un milione di lire nel 1921, constava di 750 ettari. Negli anni, tutto è stato venduto e svenduto, tranne i quaranta ettari che oggi sono prigionieri di una declaratoria che ne attesta il valore archeologico e di un infinito contenzioso fatto di tentativi di esproprio falliti e di un premio per il rinvenimento ministeriale su cui non è stato ancora possibile trovare un accordo. Dovrebbe essere di ottocento, forse un milione di euro, ma Ambretta non vuole sentirne parlare. «Non mi fido del continuum. Di come possa andare a finire tutto questo», spiega mentre mi fa strada per i campi e fra le macerie, in una terra che fin dal neolitico è stata abitata dall´uomo.
Intorno a noi, c´è tutta la storia di Herdonia, che è soprattutto la storia della Daunia e della nostra Puglia. Dalla terra spuntano pezzi di ceramica lavorata, frammenti di vasi e di piatti. Il paesaggio porta i segni delle fortificazioni. I cumuli di pietre e di porte, che tracciano l´ingresso e l´uscita della città, raccontano dell´età del Ferro e dell´età arcaica, del periodo in cui Herdonia divenne uno dei principali centri di produzione di ceramica geometrica, dell´arrivo dei romani che portarono a concentrare l´abitato in circa venti ettari. I venti ettari che, oggi, sono i veri protagonisti di questa infinita contesa fra il ministero e la famiglia Cacciaguerra.
Ma non è pietà nei confronti dei numeri e dei soldi spesi dai Cacciaguerra per portare avanti gli scavi, quella che si prova passeggiando per una città ormai sfiorita, che in parte continua a vivere sotto la terra perché tante cose sono state ricoperte per mancanza di fondi e di tutela. Piuttosto è rabbia e delusione, perché tutto qui è degradato. Ci sono erbacce, escrementi di pecore e di cani, rovi, un piatto di plastica, fiori gialli e margherite che crescono ovunque.
La manutenzione, come mi spiega Angelo di Paola, assessore con delega all´Archeologia di Ordona che si è fatto guida per l´occasione, viene gestita dal Comune, ma gli interventi sono minimi e nulla sarà possibile fare fino a quando il terreno non diventerà bene dello Stato o, come si è tentato di fare fino a oggi per almeno i quattro ettari del foro, del Comune. Intanto, un milione di euro destinati al territorio restano bloccati e non possono essere usati. Intanto, Herdonia appassisce. Ormai gli affreschi del macellum, che vennero restaurati poco più di dieci anni fa, non sono che macchie sbiadite, le terme sono prossime al crollo, un meraviglioso mosaico che era nella piazza cittadina è distrutto dalla terra, dalle intemperie, dall´erba. Poco lontano pascolano le pecore, senti il loro belare, i cani pastore abbaiano; in fondo, si intravedono le pale eoliche che girano veloci, mentre il vento spazza la collina e i suoi resti.
Ed è uno strazio sapere che se niente sarà fatto Herdonia finirà così, come una città congelata dal tempo, vittima della sua struggente bellezza e dell´incapacità ad agire. Congelata in quel giorno, era il 26 novembre del 1962, quando una missione archeologica belga, guidata da JosephMertens dell´Università di Leuven, iniziò gli scavi, che sono proseguiti fino al 2000. In mezzo c´è la storia di una famiglia, del conte Pietro e di suo figlio Franco che si innamorarono di questo pezzo di mondo e di passato e che in questi prati e fra queste colline trovarono un senso. Perché a Herdonia si respira il senso della continuità del tempo, e negli uliveti e nei campi c´è la nostra storia. Una storia che ogni giorno – per ogni pietra che cade e ogni filo d´erba che nasce – si fa ferita. E affievolisce la speranza che qualcosa cambi, prima che sia troppo tardi.

domenica 25 marzo 2012

prima guerra mondiale - sfilata della guardia imperiale


prima guerra mondiale - sfilata della guardia imperiale.

Come battaglia non fu un gran che, quella di Anghiari...

Come battaglia non fu un gran che, quella di Anghiari...
di Antonio Angeli
IL TEMPO 23/03/2012

Come battaglia non fu un gran che, quella di Anghiari, combattuta da mattina a sera il 29 giugno 1440, tra i quasi diecimila sotto la bandiera della Repubblica di Firenze e gli sparuti mille del Ducato di Milano.

Produsse un gran frastuono di armature, scudi e zoccoli (c'erano più di duemila cavalieri).

Il Machiavelli ne rideva, tanto che scrisse: «In sì lunga zuffa che durò dalle venti alle ventiquattro ore, non vi morì che un uomo, il quale non di ferite ne d'altro virtuoso colpo, ma caduto da cavallo e calpesto spirò». La battaglia, quella vera, ci fu, di sguardi e insulti a mezza bocca, più o meno nell'aprile del 1503, tra Leonardo da Vinci, chiamato a dipingere la Battaglia di Anghiari sulla parete destra nel salone del consiglio comunale a Palazzo Vecchio, e Michelangelo, che invece doveva affrescare il muro sinistro con la Battaglia di Cascina, che fu decisamente più sanguinosa della prima, con più di mille morti. Avvicinare due persone così non fu una buona idea. Michelangelo realizzò degli schizzi, poi lasciò tutto. Leonardo tentò un esperimento, una sorta di pittura a caldo che si rivelò un disastro. Anche lui mollò tutto, lasciando il dipinto rovinato. Ma sufficientemente visibile, tanto che Paul Rubens, una cinquantina di anni dopo, ne trasse un bello schizzo oggi esposto al Louvre. Della leonardesca Battaglia di Anghiari si persero le le ultime tracce nel 1557, quando su quella stessa parete furono realizzati gli affreschi del Vasari. Fino ai giorni nostri, quando Maurizio Seracini, ingegnere biomedico, «inventore» della diagnostica dei beni culturali, ha cominciato a dare la caccia al dipinto perduto in un'intercapedine del Salone dei Cinquecento, proprio dietro ad un affresco del Vasari. Scatenando polemiche a non finire perché, a detta di alcuni, per fare queste ricerche si rischia di rovinare il capolavoro vasariano. Ma suscitando anche ammirazione perché la «caccia» al capolavoro perduto di Leonardo non può che affascinare. La lacca rossa estratta con la sonda endoscopica da dietro il muro con il dipinto del Vasari ha delle «fortissime analogie con quella presente sull'Adorazione dei Magi di Leonardo», ha detto Seracini che già, nei giorni scorsi, aveva «incassato» un altro successo: il ritrovamento di tracce di nero come quelle della Gioconda. Seracini sembra essere certo: dietro a quel muro c'è la mano del Maestro. A favore dell'impresa appare essere anche il sindaco di Firenze Matteo Renzi: «Rimane ancora da capire in che condizioni sia, dopo cinque secoli, la pittura a olio di Leonardo e potremo farlo intervenendo ancora una volta senza danneggiare il Vasari, una volta ottenuta l'autorizzazione del ministero che abbiamo già richiesto», ha scritto nella sua newsletter settimanale. Da parte sua il ministro Ornaghi, nei giorni scorsi, è apparso «possibilista». «È un argomento a proposito del quale possono sorgere diversità di opinioni scientifiche - ha affermato - Il mio stile accademico è che bisogna considerale tutte, quindi no allo stop, purché si possa procedere senza fare danni». Ma c'è anche chi la pensa in maniera diversa: Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani e a lungo sovrintendente del Polo museale fiorentino, ha invitato ad essere prudenti: «A quanto si apprende, finora dall'indagine sono emerse poco più che tracce di colore - ha spiegato - e dunque siamo in presenza di indizi, e non di prove della mano di Leonardo. Non escludo che ci possa essere stata, ma al momento non esistono gli elementi sufficienti per poterlo affermare. Quindi se son rose - ha aggiunto sorridendo il direttore dei musei Vaticani - fioriranno». Decisamente contraria alle indagini la restauratrice Cinzia Pasquali, che ha appena restaurato «Sant'Anna, la Vergine e il Bambino», uno degli ultimi capolavori di Leonardo conservato al Louvre. «Secondo me è un'aberrazione effettuare analisi distruttive su un capolavoro come quello del Vasari solo per togliersi la curiosità di sapere se dietro si nasconde un Leonardo - ha affermato - Sapendo che la diagnostica progredisce a grandi passi, aspettiamo una nuova tecnica che permetta di intervenire senza effettuare azioni irreversibili». Per lei i piccoli fori necessari alle ricognizioni dietro al dipinto del Vasari costituiscono «analisi distruttive». «È come supporre - precisa - di mettere il Vasari in secondo ordine. La diagnostica deve intervenire senza distruggere. È in questa direzione che vanno tutte le tecniche moderne di restauro, si tende a non prelevare mai. Non si distrugge». Del tutto contrario anche lo storico dell'arte monsignor Timothy Verdon, direttore dell'Ufficio di Arte Sacra e Beni Culturali Ecclesiastici della diocesi di Firenze: «Vale dunque la pena togliere un fastoso, anche noioso se vogliamo, affresco vasariano, che tuttavia fa parte di un grandioso programma decorativo? Io ho dei dubbi che possa valerne la pena».

sabato 24 marzo 2012

prima guerra mondiale - pattuglia di lancieri francesi

prima guerra mondiale - pattuglia di lancieri francesi.

venerdì 23 marzo 2012

prima guerra mondiale - rifornimenti per l'artigliera belga


prima guerra mondiale - rifornimenti per l'artigliera belga.

giovedì 22 marzo 2012

prima guerra mondiale - fanteria tedesca attraversa Bruxelles diretta alla frontiera francese


prima guerra mondiale - fanteria tedesca attraversa Bruxelles diretta alla frontiera francese.

mercoledì 21 marzo 2012

prima guerra mondiale - i russi mussulmani prestano giuramento sul Corano


prima guerra mondiale - i russi mussulmani prestano giuramento sul Corano.

martedì 20 marzo 2012

prima guerra mondiale - fanteria tedesca in attesa degli ordini prima della battaglia della Marna


prima guerra mondiale - fanteria tedesca in attesa degli ordini prima della battaglia della Marna.

lunedì 19 marzo 2012

prima guerra mondiale - la fanteria tedesca sfila per le vie di Bruxelles occupata


prima guerra mondiale - la fanteria tedesca sfila per le vie di Bruxelles occupata.

domenica 18 marzo 2012

prima guerra mondiale - artiglieri francesi in azione

prima guerra mondiale - artiglieri francesi in azione.

sabato 17 marzo 2012

prima guerra mondiale - compagnia di fucilieri ciclisti tedeschi


prima guerra mondiale - compagnia di fucilieri ciclisti tedeschi.

venerdì 16 marzo 2012

prima guerra mondiale - fanteria belga in monvimento - sulla destra della foto colonna della Croce Rossa


prima guerra mondiale - fanteria belga in monvimento - sulla destra della foto colonna della Croce Rossa.

giovedì 15 marzo 2012

mercoledì 14 marzo 2012

prima guerra mondiale - marinai inglesi a Ostenda


prima guerra mondiale - marinai inglesi a Ostenda.

martedì 13 marzo 2012

prima guerra mondiale - rifugiati all'interno di una chiesa francese

prima guerra mondiale - rifugiati all'interno di una chiesa francese.

prima guerra mondiale - soldati tedeschi ricevano la razione d'acqua


prima guerra mondiale - soldati tedeschi ricevano la razione d'acqua.

lunedì 12 marzo 2012

Un'area sacra etrusca

Un'area sacra etrusca
IL TEMPO 14/01/2012

Scoperta da alcuni ricercatori nei pressi del lago di Vico

Gli studi condotti dal paleologo Carlo Maria D'Orazi


È stata individuata da alcuni ricercatori intorno all'antico lago Ciminio (l'attuale lago di Vico) un'area sacra etrusca di epoca arcaica.


Gli studi, condotti dal paleologo prof. Carlo Maria D'Orazi di Ronciglione, con la collaborazione di alcuni archeologi, hanno accertato la presenza di una vasta area sacra che ricomprendeva anche il monte Cimino, il più elevato monte del Viterbese e della Tuscia intera. Da molti anni su varie vette dei monti Cimini era già stata individuata una fase dell'età del Bronzo datata dal XVII secolo al X secolo a. C. circa queste presenze protostoriche erano già state individuate ad esempio sul monte Venere, sul monte La Palanzana, sul monte Fogliano e sul monte Cimino. Lo stesso toponimo arcaico "monte Venere" induceva a ipotizzare legittimamente l'esistenza di un monte con una destinazione sacrale, in età antica, alla dea Venere, ipotesi questa già elaborata nel 1977 dal prof. Aldo Nestori di Roma, all'epoca professore di Archeologia Cristiana presso l'Università di Macerata e a lungo membro del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana di Roma e scomparso nel 2006. Ricerche ulteriori condotte per diversi anni e a più riprese, di tipo archeologico, topografico, toponomastico, geologico ed etimologico hanno portato a delle conclusioni inequivocabili in proposito e cioè che l'antico lago Ciminio fu circondato da un'antichissima area sacra etrusca arcaica databile nella fase più antica al IX secolo a. C. La presenza di questo monte - che era una bocca minore del più grande vulcano Vicano ormai spento e da tempo coperto dalle acque del lago Ciminio, indusse, insieme alla bellezza e alla suggestione dei luoghi, a fondare una vasta area sacra devozionale destinata al culto del pantheon etrusco. Da tre estati, a partire dal 2009, è in corso sulla vetta del monte Cimino una campagna di scavo da parte del Dipartimento di Scienze Storiche Archeologiche e Antropologiche dell'Università «La Sapienza» di Roma e della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale con la partecipazione dello studioso dott. Francesco di Gennaro, del dott. Andrea Schiappelli ed altri. Le ricerche condotte del paleologo ronciglionese Carlo Maria D'Orazi sono ancora in corso e promettono interessanti sviluppi.

Le meraviglie etrusche di Vulci dagli scavi emerge una Sfinge

Le meraviglie etrusche di Vulci dagli scavi emerge una Sfinge
GIUSEPPE M. DELLA FINA
DOMENICA, 08 GENNAIO 2012 LA REPUBBLICA - Cultura

L´archeologia presenta spesso sorprese anche in zone indagate a fondo a partire già dall´800: è il caso dello scavo, appena iniziato, nella necropoli vulcente dell´Osteria. Vi condusse per primo ricerche fortunate Vincenzo Campanari, che ha offerto un contributo importante alla riscoperta del mondo etrusco. Le nuove indagini, intraprese per riportare alla luce la tomba del Sole e della Luna, scavata da Campanari e poi ricoperta per fare tornare i terreni alla coltivazione agricola, hanno dato risultati importanti. Lo scavo, diretto da Anna Maria Moretti (Soprintendenza Archeologica dell´Etruria Meridionale) e portato avanti dalla Società Mastarna con la supervisione di Carlo Casi, ha portato alla scoperta, tra l´altro, di una nuova tomba caratterizzata dalla presenza di un dromos (corridoio di accesso) lungo ben 27 metri. All´interno del vestibolo, appena iniziato ad indagare, è stata rinvenuta una sfinge di eccezionale fattura databile al 560-550 a.C.: Vulci riesce sempre a sorprendere e forse siamo solo all´inizio di una nuova avventura dell´archeologia.

domenica 11 marzo 2012

prima guerra mondiale - mezzi francesi adetti ai rifornimenti


prima guerra mondiale - mezzi francesi adetti ai rifornimenti.

sabato 10 marzo 2012

Carta della Chersonesus Trachea secondo Erodoto


Carta della Chersonesus Trachea secondo Erodoto.

venerdì 9 marzo 2012

Eruzione in 3D

Eruzione in 3D
STEFANIA DI PIETRO
ESPRESSO – 5 gennaio 2012

Oltre settanta installazioni tra proiettori olografici, scanner laser e audio localizzato. Siamo al MAV di Ercolano, un museo archeologico virtuale, realizzato da Gaetano Capasso e finanziato dalla Provincia di Napoli, nel quale, spiega Capasso: «Lo spettatore viene immerso in una multiproiezione tridimensionale stereoscopica, assecondata da effetti sensoriali». E si cala nella Ercolano romana, prima e durante l'eruzione del Vesuvio che la distrusse. All'ingresso, il visitatore viene equipaggiato con un badge elettronico: schermi olografici e monitor touchscreen lo accompagnano poi lungo tutto il percorso. .Nell'area delle Terme, vengono riprodotte le antiche fragranze degli unguenti, e indossando un guanto speciale si può anche aggiungere la sensazione del tatto e del calore, continua Capasso. Maschere di satiri si fanno attraversare dalle nostre teste, creando una sorta di allucinazione grazie alla proiezione degli ologrammi nell'aria, senza l'uso di schermi, nebbia o vetri. La novità più importante, però, è il Teatro Virtuale con un sistema di visualizzazione i3D, cioè "tridimensionale immersivo". Contrariamente a quanto avviene nei cinema 3D, al Mav la scena non è, infatti, limitata a uno schermo frontale ma si sviluppa tutto intorno su un "nastro" in fibra argentata lungo 26 metri. Le immagini hanno così una definizione cinque volte superiore di quella di uno schermo ful Hd. Alla fine del percorso, la quiete è spezzata dal fragore del Vesuvio e nubi di ceneri ardenti, anch'esse virtuali, sorprendono i cyber turisti che rivivono così gli ultimi istanti della storia d'Ercolano.

giovedì 8 marzo 2012

prima guerra mondiale - dirigibile Zeppelin intercettato sui cieli di Londra


prima guerra mondiale - dirigibile Zeppelin intercettato sui cieli di Londra.

mercoledì 7 marzo 2012

Scoperte 37 nuove tombe etrusche

Scoperte 37 nuove tombe etrusche.
GIORNALE DI OSTIA – 5 gennaio 2012

Un territorio che non cessa di regalare sorprese e tesori. È quello dell'Etruria e, in particolare, di Montalto di Castro dove sono in coro alcuni scavi che hanno portato ad una nuova esaltante scoperta in località Due Pini. A pochi chilometri dal centro abitato sono venuti alla luce trentasette tombe risalenti al periodo etrusco. Ad accorgersi delle antiche sepolture è stato il personale della cooperativa archeologica di Firenze incaricato dalla stessa Soprintendenza per i beni archeologici dell'Etruria meridionale di seguire le opere di sterramento in una zona considerata a rischio proprio per la probabile presenza di reperti archeologici. Delle trentasette tombe al momento solo in tre di queste sono iniziati i lavori di scavo e ripulitura. Dai primi esami appaiono risalire al VI secolo a.C. Si tratta di tombe a camera e nel dromos di una di queste, lungo 6 metri e mezzo e largo un metro e 40, gli archeologi hanno rinvenuto i resti ossei di un cavallo e una olla. Il luogo del ritrovamento è stato subito visionato dalla dottoressa Patrizia Petitti della Sovrintendenza per i beni archeologici dell'Etruria meridionale e da Carlo Casi, direttore della Mastarna, società che gestisce il parco archeologico e naturalistico di Vulci. Sul posto operano due archeologhe della cooperativa di Firenze, Maddalena Vacca e Anna Carla Melaragni. Nei prossimi giorni, con l'ingresso nelle 4 camere sepolcrali, se ne saprà di più sulla datazione delle tombe. Il ritrovamento di queste antiche sepolture arriva a pochi giorni di distanza da quello avvenuto nella necropoli dell'Osteria nei pressi del castello di Vulci dove proseguono i lavori di scavo e da dove, dopo il rinvenimento di una sfinge etrusca e alcuni vasi dipinti, si spera possa emergere ulteriore materiale di notevole valore archeologico.

martedì 6 marzo 2012

prima guerra mondiale - soldati tedeschi nei rifugi nella foresta delle Argonne


prima guerra mondiale - soldati tedeschi nei rifugi nella foresta delle Argonne.

prima guerra mondiale - cambio della guardai all Hotel des Postes di Parigi

prima guerra mondiale - cambio della guardai all Hotel des Postes di Parigi.

lunedì 5 marzo 2012

prima guerra mondiale - postazione di artiglieria

prima guerra mondiale - postazione di artiglieria.

prima guerra mondiale - deposito di munizioni


prima guerra mondiale - deposito di munizioni.

prima guerra mondiale - fronte francese - trasporti su camion e carri trainati da cavalli


prima guerra mondiale - fronte francese - trasporti su camion e carri trainati da cavalli.

domenica 4 marzo 2012

prima guerra mondiale - attacco con gas sul fronte orientale - fotografia aerea russa


prima guerra mondiale - attacco con gas sul fronte orientale - fotografia aerea russa.

prima guerra mondiale - artiglieria da campagna


prima guerra mondiale - artiglieria da campagna.

prima guerra mondiale - truppe italiane in movimento sulle alpi


prima guerra mondiale - truppe italiane in movimento sulle alpi.

Gli archeologi: «Scoperta eccezionale». Forse intatte alcune sepolture. Necropoli etrusca con 37 tombe

Gli archeologi: «Scoperta eccezionale». Forse intatte alcune sepolture. Necropoli etrusca con 37 tombe
E. SA.
CORRIERE DELLA SERA – 5 gennaio 2012

Gli Etruschi, la provincia di Viterbo e le tante meraviglie che l'archeologia è ancora in grado di svelare, a distanza di millenni, in questo territorio prodigo di sorprese. L'ultimissima, in ordine di tempo, di qualche ora fa dalle parti di Montalto di Castro. Una scoperta che la Soprintendenza all'Etruria Meridionale definisce «eccezionale» e di cui si conosceranno i dettagli nei giorni a venire, a scavi avanzati. Ad accorgersi delle antiche sepolture il personale della cooperativa archeologica di Firenze incaricato dalla stessa Soprintendenza di seguire opere di sterramento in quella zona, località Due Pini, durante lavori di sistemazione del terreno per nuovi insediamenti industriali. Per ora si sa che è stata individuata addirittura un'intera necropoli, costituita da 37 tombe etrusche. Tre sole tombe sono state già parzialmente esplorate con lavori di scavo e ripulitura. Una, di quattro camere, è risultata purtroppo saccheggiata in tempi remoti (che i tombaroli si sa, spesso arrivano prima di tutti). Ma secondo le prime valutazioni degli archeologi questa stessa tomba dovrebbe contenere ancora una parte del suo corredo funebre. Un'altra tomba invece dovrebbe essere ancora perfettamente intatta. E nei prossimi giorni si saprà di più quanto a eventuale contenuto. Ieri inoltre è stato trovato il «dromus», ovvero il corridoio d'ingresso, di un'ulteriore tomba risalente al VI secolo avanti Cristo. Lungo sei metri e mezzo e largo un metro e mezzo circa, all'interno conserva, per ora, resti ossei di un cavallo e una olla.

prima guerra mondiale - truppe sul fronte di Verdun


prima guerra mondiale - truppe sul fronte di Verdun.

venerdì 2 marzo 2012

prima guerra mondiale - Cesare Battisti condotto davanti al Tribunale Militare


prima guerra mondiale - Cesare Battisti condotto davanti al Tribunale Militare.

prima guerra mondiale - fotografia aerea della rada di Trieste


prima guerra mondiale - fotografia aerea della rada di Trieste.

giovedì 1 marzo 2012

prima guerra mondiale - truppe americane in Alsazia


prima guerra mondiale - truppe americane in Alsazia.