sabato 23 febbraio 2013

L'ISOLA DEI TESORI. LIPARI RITROVA URNE E MASCHERE DI ETÀ GRECA

L'ISOLA DEI TESORI. LIPARI RITROVA URNE E MASCHERE DI ETÀ GRECA
PAOLA NICITA
La Repubblica 04/12/2012, pagina 11. PALERMO

Le memorie del sottosuolo siciliano rivelano tesori e meraviglie, scrivendo nuove pagine di storia antica: così accade che i nuovi scavi appena intrapresi a Lipari facciano affiorare vasi elegantemente dipinti con scene mitologiche, maschere in terracotta, anfore policrome.E annuncino anche la presenza di nuovi e inediti ritrovamenti, sui quali c'è ancora molto da scoprire. La scoperta di Lipari si aggiunge a quelle di Selinunte, di Villa del Casale, di Levanzo, mentre gli scavi condotti a Palermo, nell'area del centro storico, rivelano altri ritrovamenti, e a Himera sono stati rinvenuti scheletri risalente a una battaglia del 480 avanti Cristo. Insomma, i tesori sepolti possono raccontare nuove pagine di storia della Sicilia, in questo infinito romanzo che è l'archeologia dell'isola.

Gli scavi di Lipari (condotti dalla Soprintendenza di Messina e da Museo Archeologico Luigi Bernabò Brea di Lipari, indagini seguite da Maria Clara Martinelli, Umberto Spigo, Nunzia Ollà, Gabriella Tigano, Lillo Giordano, Michele Benfari) hanno fatto rinvenire tombe del tipo a sarcofago e a "cappuccina", con grandi tegole disposte a capanna, e un ricco corredo funebre. «Contrada Diana, dove stiamo effettuando lo scavo - racconta Maria Clara Martinelli - rientra in un'area nota per i suoi tesori archeologicie le importantissime testimonianze». Sono state scoperte due tombe del quarto secolo avanti Cristo, nelle quali l'urna cineraria è costituita da un cratere a figure rosse proveniente dalla Magna Grecia, dalla manifattura di gran pregio. Uno dei vasi è decorato con la nascita di Afrodite che emerge dalla conchiglia, con pitture bianche e dorate. Particolare è anche, all'interno di un vaso, la presenza di maschere teatrali in terracotta, con due personaggi, uno maschile e uno femminile, della commedia; il Museo Bernabò Brea custodisce la più importante collezione di maschere fittili, simbolo della religione misterica di Dionisio, che a Lipari aveva trovato straordinaria diffusione. «Altro ritrovamento eccezionale - spiega Michele Benfari - è una parte del villaggio a capanne risalente a quattromila anni fa, inizio dell'età del Bronzo».

A Palermo, invece, si scava nel centro storico e si rintraccia la storia attraverso stratigrafie che raccontano millenni, uno sull'altro. Il Soprintendente regionale Gaetano Gullo dice: «A piazza Bologni, sono emerse tracce di insediamenti punici, romani, bizantini, normanni e mura medieovali che documentano la centralità di questo luogo. A piazza Vittoria abbiamo ritrovato le vestigia di un grande edificio, probabilmente un luogo di culto, che farebbe spostare la configurazione della città, diversa rispetto a quella che pensavamo. Indagini inizieranno anche a piazza Marina».

Altre ricerche sono state condotte allo Steri, dove la parte sottostante l'ex tribunale dell'Inquisizione ha rivelato la presenza di mura arabe, mentre in prossimità del Castello di Maredolce è stato ritrovato il pontile del lago artificiale.

«Fondi permettendo - dice Gullo - si vorrebbe scavare a Montagna dei Cavalli, dove c'è l'unico teatro di periodo greco, e a Cefalà Diana». Un discorso a parte merita Himera, il cui scavo, inizialmente casuale, realizzato due anni fa per lo spostamento della linea ferrata, ha messo in luce oltre diecimila sepolture. L'archeologo Stefano Vassallo, che ha condotto le ricerche, racconta: «È uno dei più grandi scavi mai condotti. Il periodo è quello della battaglia di Himera, 480 avanti Cristo, battaglia che avrebbe cambiato per sempre l'assetto geopolitico della Sicilia e del Mediterraneo». La data storica per la vittoria dei tiranni di Siracusa e Agrigento, Gelone e Terone, sul cartaginese Amilcare è ricordata anche da Erodoto, che la fa coincidere con lo stesso giorno della battaglia delle Termopili, quella vinta dai Greci sui Persiani. Straordinario è il ritrovamento di una serie di sepolture di cavalli caduti in battaglia, sepolti allineati l'uno accanto all'altro, così come accadeva per i soldati.

Spostandoci in prossimità di Trapani, dal mare - gli scavi condotti dalla Soprintendenza del Mare guidata da Sebastiano Tusa - continuano a far affiorare reperti: tra i ritrovamenti recenti, il rostro numero otto di un altro combattimento storico, quello delle Egadi.

In cantiere c'è la realizzazione di una nuova sala dedicata alla battaglia, al Museo dello Stabilimento Florio di Favignana, diretto da Renato Alongi. Qui verrà realizzato un allestimento multimediale insieme all'esposizione dei rostri ritrovatie altre testimonianze archeologiche, per una full immersion che permetterà di rivivere l'emozione di battaglie lontane nel tempo, ma a noi vicinissime.

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