lunedì 26 gennaio 2009

Il ritorno dell'età del Bronzo Un patrimonio storico e turistico

Il ritorno dell'età del Bronzo Un patrimonio storico e turistico
Raffaele Di Noia
25/01/2009 IL SECOLO XIX

Graffiti e incisioni rupestri riportano alla luce il nostro passato.

IL SAVONESE come Lascaux e Altamira? Potrebbe essere una delle svolte possibili suggerite dalle attrattive del nostro territorio. I graffiti e le incisioni rupestri che hanno reso celebri nel mondo le località francese e spagnola sono infatti il tesoro per gran parte ancora da scoprire della nostra provincia. Come la punta di un iceberg il patrimonio esistente lascia intuire potenzialità notevoli in tal senso. L'ultima delle quali riguarda Quiliano. Insieme alle tracce più famose del Finalese e della zona a ridosso del Beigua, sono diversi i siti che stanno facendo riaffiorare autentici tesori millenari e testimonianze dei nostri antenati.
«La maggior parte dei nostri siti sono tutti legati all'età del Bronzo e continuano a dare risultati sorprendenti - racconta Carmelo Prestipino, presidente della società savonese di Storia Patria e docente di arte rupestre all'Univalbormida di Carcare - solitamente l'attenzione era concentrata sull'area più interna del Finalese e sulla zona del Beigua da Alpicella fino a scendere nella valle sottostante. Anche la Valbormida presenta tracce notevoli nell'area compresa tra Pallare, Plodio e Millesimo. Ad esse si è aggiunto da pochissimo il Quilianese. Ci sono testimonianze importanti sulle quali bisognerà lavorare parecchio. Abbiamo individuato nuove incisioni rupestri e altre tracce consistenti. Certo, non possiamo dire che il nostro territorio sia ricco come la Valcamonica. Le potenzialità di uno sviluppo della nostra provincia anche sotto il profilo dell'arte rupestre ci sono però tutte».
Un bagaglio di possibilità reso ancora più grande dalla varietà delle tracce rupestri del Savonese. Oltre ai "segni" legati all'Età del Bronzo, sono tantissime le testimonianze di arte rupestre medievali che costellano la nostra provincia. Tutte - come hanno confermato e confermeranno sia venerdì sia il 6 febbraio (ore 16 biblioteca Barrili di Carcare) pure le conferenze dello stesso Prestipino - hanno già catturato l'attenzione anche di esperti da tutto il mondo.
«L'anno scorso sono venuti ad approfondire la conoscenza del nostro territorio studiosi portoghesi, greci e brasiliani - prosegue il docente - un'occasione che si è rivelata e si potrà rivelare in futuro non soltanto un modo per scoprire nuove ricchezze rupestri ma anche per divulgare un'immagine del territorio costruttiva anche sotto il profilo turistico».
A simili premesse si aggiungono anche le possibilità di sviluppo di una conoscenza del territorio che può avere riflessi positivi anche sulle generazioni future. L'approccio dei bambini delle scuole elementari con l'archeologia sperimentale ha finora dato risultati eccellenti (anche se da incrementare) in termini di interesse. Lo stesso vale per gli adulti. Come conferma anche il corso "L'uomo sulla roccia: l'arte rupestre in Macedonia; presenze di arte rupestre in Liguria, segni incisi in età medievale tra il Finalese e la Valbormida; la cristianizzazione del segno (tracce materiali e leggende)" tenuto dallo stesso Prestipino.
«L'interesse del pubblico è davvero notevole - conferma il docente - quello dei bambini è a dir poco eccezionale. I più piccoli spesso fanno delle domande e delle osservazioni che, non di rado, suggeriscono letture interessanti e nuove di quanto si è scoperto o si va scoprendo. E' anche per questo che vogliamo intensificare l'attività nelle scuole. Rappresenta il modo migliore per costurire una mentalità rispettosa dell'ambiente. Si sente parlare spesso di sensibilità ambientale ma rischia di rimanere solo un concetto sulla carta se ai bambini non si fa percepire fin da subito l'ambiente come una ricchezza che va preservata. Una strada per sensibilizzare può essere proprio quella della conoscenza del bagaglio della nostra arte rupestre vissuta visitando i sentieri che ne posseggono le tracce. Potrebbe rappresentare un passaggio didattico di notevole importanza».



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