domenica 25 ottobre 2009

I segreti della città perduta sotto il mare

I segreti della città perduta sotto il mare
LUIGI BIGNAMI
SABATO, 24 OTTOBRE 2009 LA REPUBBLICA - Cronaca

È stato il primo porto del Mediterraneo: Pavlopetri, l´insediamento scoperto nel Peloponneso, risale a 5.000 anni fa Individuato nel ´67, ora è stato descritto da studiosi inglesi. Che suggeriscono: forse è all´origine del mito di Atlantide

La campagna dei ricercatori è stata finanziata dal ministero della Cultura ellenico

I segreti di una città perduta, chiamata Pavlopetri, che potrebbe aver dato origine a uno dei più duraturi miti dell´antichità, quello di Atlantide, sono stati portati alla luce dalle acque del Mediterraneo. Pavlopetri si trova nella provincia di Laconia, alla periferia del Peloponneso, a sud della Grecia. Certamente si tratta della più antica città sommersa di cui a oggi si è a conoscenza.
Per il geo-archeologo Nic Flemming del National Oceanography Centre di Southampton (Gran Bretagna), che ha partecipato alla ricerca, «la scoperta delle ceramiche del Neolitico portate in superficie, può essere definita incredibile, in quanto dimostra che stiamo lavorando tra le strade di una città che ha un´età compresa tra i 5 e i 6mila anni e che fu una tra le prime a intraprendere un´attività commerciale per il Mediterraneo». Fu lo stesso Flemming a scoprire quella città nel 1967, ma dopo un sopralluogo che portò a una relazione scientifica redatta nel 1969, il luogo venne forzatamente dimenticato per evitare che qualcuno ne predasse il materiale. Durante quelle prime ricerche la città venne datata attorno al 2.000 avanti Cristo.
Ora, all´età di 70 anni, Flemming è riuscito a convincere il ministero della Cultura greco a finanziare una nuova campagna di ricerca. «Grazie alle acque limpide di quell´area - aggiunge il ricercatore - siamo riusciti a realizzare una pianta completa della città, mettendo in rilievo le strade principali, le tombe e gli edifici delle persone. Abbiamo anche i dati per studiare come veniva utilizzato il porto, dove attraccavano le imbarcazioni, e come venivano organizzati i traffici mercantili».
Le ricerche hanno messo in luce che la città si estendeva su 100mila metri quadrati, metà dei quali sono stati già mappati. Il resto è sepolto dalla sabbia. Negli ultimi giorni il team di ricercatori ha messo in luce una nuova area della città di 100 metri per 100, ancora tutta da studiare. «Ha davvero lasciato stupefatto la scoperta di un megaron», spiega Jon Henderson, professore di archeologia subacquea all´Università di Nottingham. E continua: «Si tratta di una struttura monumentale con una grande sala rettangolare, che potrebbe indicare che la città, o almeno una sua parte, era abitata solo da un´élite di persone». Sembra che Pavlopetri sia sprofondata attorno al 1.000 a. C. Da allora non è più emersa. «È come se fosse stata congelata quando venne occupata dal mare», afferma Henderson. I ricercatori vogliono capire come mai Pavlopetri sia finita sott´acqua. Sono aperte varie ipotesi. È possibile che un forte tsunami abbia cambiato l´andamento delle coste e abbia fatto sprofondare la città. O che l´area sia stata sommersa in seguito al fenomeno della subsidenza, un abbassamento del suolo per compattamento degli strati sottostanti. Ma potrebbe anche essere che l´acqua abbia avuto il sopravvento sulle terre emerse in seguito all´innalzamento del livello del mare.

1 commento:

rosina Jr ha detto...

Le notizie pubblicate su questo articolo sono incomplete e parzialmente incorrette. il progetto e' stato finanziato anche dalla universita' di Nottingham, che ha offerto un contributo importante e sostanziale per la realizzazione del progetto. il british team e' diretto e coordinato dal Dr Jon Henderson. altre persone sono coinvolte, per esempio la dottoressa Krisanthy, e dovrebbero essere citate per fornire informazioni accurate e complete.
notizie piu' precise sono state pubblicate sul sito della BBC, un video informativo e' anche presente su youtube.