CAMERINO –Riemerge il passato dell’antica città ducale

CAMERINO –Riemerge il passato dell’antica città ducale
EMANUELE PIERONI
Edizione del 15 giugno 2008, CORRIERE ADRIATICO

L’assessore Tromboni: “Dovrebbe trattarsi di un muro in pietra di epoca Repubblicana”

Da alcuni giorni gli operai sono al lavoro in centro insieme agli esperti della Sovrintendenza

I lavori di rifacimento delle infrastrutture del centro storico di Camerino hanno portato alla luce nuove testimonianze del passato della città ducale. Da un paio di giorni, infatti, gli operai delle ditte appaltatrici stanno lavorando fianco a fianco con gli operatori della Sovrintendenza. La zona che collega Piazza Garibaldi a via Massei, dopo lo smantellamento della pavimentazione, ha portato alla luce un’area di interesse storico. Una scoperta che se da un lato potrebbe arricchire l’offerta culturale ed artistica della città, dall’altro rischia di far subire una gravosa interruzione dei lavori in una zona cruciale del centro storico. Tra i cittadini che vogliono saperne di più e che si dicono curiosi di conoscere quale testimonianza del passato è venuta alla luce, non mancano quelli che temono gli inevitabili disagi dovuti ad un eventuale fermo del cantiere. “In realtà – ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Camerino, Bruno Tromboni – i punti di interesse in quell’area dove si stanno effettuando i lavori sono due. Uno dalla parte più vicina a piazza Garibaldi, l’altra dal lato opposto. Nel primo caso, stando alle prime informazioni, dovrebbe trattarsi di un muro in pietra di epoca Repubblicana. Dall’altro lato, invece, per adesso c’è solo una piccola zona delimitata dove si è deciso di procedere con cautela. In quel punto, infatti, non erano stati effettuati lavori in passato e quindi, per prudenza, si scaverà sotto la supervisione dei tecnici della sovrintendenza. Nei giorni scorsi sono stati recuperasti alcuni oggetti e frammenti, anche questi di epoca Repubblicana, ma è veramente troppo presto per avere un quadro chiaro di quella che è la situazione”. Per quanto riguarda il muro in pietra a cui fa riferimento l’assessore, anche ieri gli operatori della Sovrintendenza hanno proceduto alla pulizia della zona. Il reperto, come già accaduto in Piazza Mazzini, sarà interamente portato alla luce e solo a quel punto si prenderà in esame l’opportunità o meno di interrompere provvisoriamente i lavori alle infrastrutture. Discorso ancora in alto mare, invece, per quanto riguarda l’altra zona considerata meritevole di interesse. Qui, infatti, non sono state ancora avviate le opere di pulizia. In sostanza, dunque, bisognerà aspettare ancora qualche giorno per capire se i reperti venuti alla luce meriteranno una tutela particolare o se, invece, i lavori potranno andare avanti. D’altra parte, oltre alla volontà di valorizzare ogni tesoro che le opere di rifacimento delle infrastrutture permetteranno di scoprire, infatti, c’è anche l’effettiva esigenza di liberare la città dalla paralisi che i lavori stessi stanno provocando. Per adesso, quindi, si predica la prudenza e saranno concessi i tempi per eventuali studi che stabiliranno l’effettivo valore dei reperti venuti alla luce. Già nei mesi scorsi, lo ricordiamo, un’altra piazza di Camerino (piazza Mazzini) aveva fatto scoprire il perimetro di un edificio di epoca Romana. In quell’occasione, dopo uno stop dei lavori durato diverse settimane, in accordo con la Sovrintendenza, si era deciso di mappare l’area e successivamente ricoprirla. Una scelta che molti cittadini non avevano gradito, nella convinzione che ogni testimonianza del passato meriti la massima valorizzazione.

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