giovedì 26 giugno 2008

Castelli, le sentinelle della storia e del paesaggio

Castelli, le sentinelle della storia e del paesaggio
di P.e.a.
Edizione 127 del 23-06-2008, L'OPINIONE DELLE LIBERTà

I paesaggi dei castelli rappresentano uno degli elementi più importanti per la conoscenza della storia, quella che ha per protagonisti l’uomo in quanto società ed ambiente. Solenni, integri nelle loro severe strutture medioevali oppure in abbandono hanno il potere di affascinare, di eccitare la fantasia e la curiosità, il paesaggio prende da essi movimento e caratteristiche quasi che le imponenti mura celino un misterioso mondo romantico. I castelli dunque rappresentano le sentinelle paesaggistiche, che nel corso dei secoli ha visto eserciti, popoli, santi e scellerati. L’architettura dei castelli si è ispirata ad un severo ambiente e ha creato uno stile ed un concetto di fortificazioni ben definite. La particolare organizzazione politica e la radicata concezione feudale hanno imposto un rilevante numero di castelli, residenze fortificate, torri e borghi murati.

Le torri proteggevano le porte, e costituivano l’estremo punto di resistenza col passar del tempo sono diventate l’emblema del medio-evo. I sistemi fortificati ed i castelli sono una delle sfaccettature del cristallo storico, intorno al castello si riunivano arcaiche comunità dando origine a una circoscrizione territoriale, dove il Signore esercitava il suo potere. I contadini, i servi, i liberi, i semi-liberi costruivano le loro abitazioni in prossimità del castello, ritenendolo un rifugio sicuro per uomini ed animali. In realtà i castelli sono la rappresentazione fisica giunta fino a noi di un’era tipicamente europea, del cui sigillo non siamo stati in grado di scrollarci di dosso l’eredità. Nonostante la presunzione umana di rinnovare rapidamente i tempi, la storia è cosa più saggia lenta e lungimirante, la nostra epoca non è ancora riuscita a sintetizzare in un fatto materiale il simbolo della sua civiltà così come il medio-evo ha proposto con i castelli. “Le vetuste dimore hanno il merito di ricordare ai distratti italiani ed ai visitatori tutti, di quante vite sia fatta la nostra nazione”, Ugo Ojetti.

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