giovedì 18 giugno 2009

Alla ricerca della storia. Ricostruire le vicende umane da pochi indizi materiali

Alla ricerca della storia. Ricostruire le vicende umane da pochi indizi materiali
di GIOVANNA GRECO *
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO, 18 GIUGNO 2009

Archeologia Una pratica interpretativa. I testi da leggere sono le tracce trovate nei siti

Il fascino di un passato più o meno remoto ha, da sempre, sedotto l'uomo che ha raccolto e conservato oggetti antichi senza, il più delle volte, coglierne il loro reale significato; l'antico si è andato identificando, nel corso del tempo, con la rovina o con la bella statua, tanto più carica di suggestioni quanto maggiore la distanza temporale, divenendo paradigma di categorie universali: dalla bellezza, alla meraviglia, all'ideale della perfezione. Tutta la letteratura ha costruito, intorno alla figura dell'archeologo, un'immagine di romantico isolamento, ben espressa in un dipinto di De Chirico del 1937 dove l'archeologo solitario è un personaggio inquietante che 'scava dentro di sé' e la passione per gli studi archeologici era già stata analizzata da Freud, come una sorta di fuga dalla realtà. Nell'immaginario collettivo personaggi come Martin Mystere o Indiana Jones fanno da sfondo al mestiere dell'archeologo e la cattiva divulgazione accentua sempre il mistero, la caccia al tesoro nascosto, la scoperta sensazionale, senza mai chiedersi un perché o fornire una prova.

Probabilmente, da parte degli archeologi, c'è stata un'incapacità a comunicare la complessità della disciplina archeologica, le problematiche che stanno dietro alla scoperta e gli strumenti metodologici che consentono, dopo un lungo processo di analisi, l'identificazione del reperto. La realtà oggi è profondamente modificata e il percorso formativo di un archeologo è complesso, lungo, severo e, purtroppo, con poche prospettive, pur vivendo in un paese dove la stratificazione storica conserva tracce espressive in qualunque fazzoletto di terra! Il lavoro dell'archeologo assomiglia molto più a quello di un indagatore scientifico con le sue tabelle di dati, i riscontri, le seriazioni, le tipologie. L'indagine archeologica è una pratica interpretativa; il reperto è un frammento di una realtà materiale, un testo da leggere; monumenti, oggetti, immagini sono parti di un libro da interpretare per coglierne il significato e tentare di capire il modo di vivere di quel determinato gruppo umano, le strutture politiche, quelle economiche e sociali, quelle ideologiche e culturali: in breve, ricostruire la storia dell'uomo. Diverse sono le figure di archeologi, nei diversi campi della ricerca: dal preistorico, al numismatico, al topografo, all'archeologo orientalista o classico e sempre più l'archeologia è un lavoro di una nutrita équipe di ricercatori, dal fisico, al chimico, al paleontologo, al paleobotanico e molti altri ancora. Se è cambiato il concetto stesso di archeologia è anche cambiata la funzione dell'archeologo nella società attuale e se l'obiettivo ultimo è quello di fornire gli strumenti della conoscenza per la storia dell'uomo, l'utente è la società che detiene la memoria che va salvaguardata e tutelata; e come sullo scavo quello che si toglie si distrugge, così anche il patrimonio che si distrugge non si recupera più e non è raro vedere un tenace soprintendente con la sua sparuta schiera di funzionari difendere dalla speculazione e dall'indifferenza i resti di una casa, di una villa, di una fortificazione, insomma i segni delle nostre radici; e se l'archeologia è scienza dell'uomo, le tracce del passato costituiscono le basi per capire da dove prende avvio la nostra storia e quali le componenti della nostra formazione: banalmente chi siamo e da dove veniamo! Ed il lavoro forse più complicato è quello di una corretta divulgazione dove finalmente scompaiono i misteri o i tesori e si ricostruisce, attraverso le prove delle evidenze materiali, la storia dell'uomo in quella determinata dimensione spazio - temporale. Quanto mai attuali sono le parole di Bianchi Bandinelli, scritte nel 1961: la cultura è facoltà di comprendere e intelligenza del presente, sorretta dalla conoscenza del passato.

* Professore di Archeologia classica Università Federico II di Napoli

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