domenica 5 luglio 2009

Antiquarium di Zanca, la storia è touchscreen

Antiquarium di Zanca, la storia è touchscreen
Nuccio Anselmo
Gazzetta del Sud 3/7/2009

Nei prossimi giorni verrà installato all’interno un supporto multimediale curato dalla Soprintendenza che arricchirà in modo significativo la struttura

Sarà possibile conoscere tutto quello che la ricerca archeologica ha rintracciato negli anni nella nostra città

L'Antiquarium di Palazzo Zanca è finalmente una bella realtà, grazie all'impegno del Servizio archeologico della Soprintendenza, che ha curato l'allestimento, e dell'amministrazione comunale, che ha finalmente trovato il personale per garantire l'apertura anche pomeridiana. Proprio in questi giorni l'area di scavo si è arricchita di una serie di pannelli didattici realizzati per rendere ancora pi leggibile quell'eccezionale palinsesto riportato alla luce nell'area del cortile. Si tratta degli ultimi interventi portati a compimento con i fondi Por di Agenda 2000, tra i quali rientra anche una grande novità: il supporto multimediale (sistema touch-screen) che nei prossimi giorni verrà montato all'interno dell'Antiquarium, arricchendo in modo significativo la struttura. Il touch screen, semplificando, è un monitor con il quale si può navigare nel programma toccandone la superficie, quindi l'utente può interagire per crearsi un proprio personale percorso di conoscenza, offrirà al visitatore la possibilità di conoscere tutto quello che la ricerca archeologica ha rintracciato negli anni nella nostra città. Sarà possibile infatti, ed è un vero e proprio evento culturale per questa città, vedere le scoperte archeologiche note e meno no- te o quasi del tutto dimenticate che sono state realizzate in città, a testimonianza della grande ricchezza del patrimonio conservato nel nostro sottosuolo. Il programma del sistema touch screen è stato strutturato per periodi cronologici (età preistorica, età greca, età romana, ed età medievale) e per argomenti (abitato, necropoli, aree sacre) con filmati recitati e schede di dettaglio (sintetiche o pi elaborate con immagini e testo) apribili dalla carta archeologica, ed è stato elaborato dall'equipe di lavoro del Servizio archeologico della Soprintendenza coordinato dal dirigente Gabriella Tigano e composto da Elvira D'Amico, Maria Clara Martinelli, Maria Ravesi, Maria Grazia Vanaria, Giusi Zavettieri, e dai tecnici informatici della casa editrice Gem . E’ un grande strumento di conoscenza che metterà per la prima volta a disposizione di tutti una gran mole di informazioni su Messina in modo facile e divertente. L'Antiquarium di Palazzo Zanca è la necessaria premessa conoscitiva per la visita dello scavo del cortile. Ci sono in sostanza una serie di splendide vetrine che raccolgono una serie studiata di manufatti che «... testimoniano la qualità della vita di un quartiere centrale della città medievale, porto privilegiato per i traffici commerciali tra l'Occidente (Toscana, Liguria) e il luoghi delle Crociate, nonché sede di arsenale militare... essi... costituiscono a tutt'oggi una delle rare testimonianze note della cultura materiale di uno dei centri della Sicilia Orientale». In questo percorso c'è in pratica una «densa introduzione sulla storia di Messina, a partire dalla fondazione della colonia greca (Zancle) all'età moderna, alla quale si affiancano importanti testimonianze che offrono una vivida immagine della città, per le epoche pi antiche, attraverso le parole di due viaggiatori arabi (Ibn Gubayr e Edrisi) e per la storia recente attraverso uno stralcio del rilievo dell'Istituto geografico militare (1909-1910) eseguito per conto del Comune di Messina dopo il tragico terremoto del 1908». Scriveva proprio Edrisi nel 1154: «... E’ da noverare Messina tra i più egregi paesi e più prosperi anche per la gran gente che va e viene. Qui l'arsenale; qui un continuo ancorare, scaricare e salpare di legni provenienti da tutti i paesi marittimi dei R m, qui raccolgonsi le grandi navi: i viaggiatori e i mercatanti sia delle terre sia delle terre dei Rom, o sia del Mussulmani, vi traggono d'ogni branda. E per splendidi mercati, numerosi i compratori, facilissima la vendita. I monti di Messina racchiudono miniere di ferro che si esporta nei paesi vicini. Il porto inoltre è una gran maraviglia, rinomato in tutto il mondo...». Dov'è finito tutto ciò? Non esiste più.

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