domenica 13 luglio 2008

Monaco: 247 reperti delle dinastie dei faraoni, da ieri allo Spazio Ravel del Grimaldi Forum

Corriere della Sera 13.7.08
Monaco: 247 reperti delle dinastie dei faraoni, da ieri allo Spazio Ravel del Grimaldi Forum
Cimarosa: «ouverture» per Cleopatra
che, nella mostra sulle regine d'Egitto, fa la parte del leone
di Sebastiano Grazzo

Benché di origine greca, la regina d'Egitto più popolare è senz'altro Cleopatra, sia per i suoi amori (amante di Cesare e di Antonio) che per la sua fine drammatica (suicida, col morso di un'aspide, per la vittoria di Ottaviano).
La leggenda ha, poi, fatto il resto. Plutarco, Jordelle, Shakespeare, Alfieri, Shaw in letteratura; Cimarosa, Berlioz, Massenet in musica, solo per citarne qualcuno. Una notte di Cleopatra di Téophile Gautier inaugurò, addirittura, una nuova maniera di narrare (il cosiddetto «racconto archeologico»), molto seguita da altri scrittori.
Proprio con la scenografia La stanza di Cleopatra inizia il viaggio fra le regine d'Egitto, un'interessante rassegna di 247 reperti — fra statue, bassorilievi, paramenti, gioielli, tavolette d'argilla incise con caratteri cuneiformi, papiri, maschere provenienti per lo più dai musei del Cairo, Torino, Parigi, Berlino, Monaco, Londra, New York e Mosca —, aperta ieri, curata da Cristiane Ziegler, che dal 1993 al 2007 ha diretto il dipartimento di antichità egizie del Louvre.
La scenografia di Francois Payet — che, in undici ambienti, vuole sintetizzare tremila anni di storia — diventa un elemento indispensabile della mostra perché la trasforma in un set cinematografico straordinario.
Con la differenza che nella Hollywood monegasca i «pezzi» sono autentici. Solo l'atmosfera, la sua evocazione sono costruite. Quadri originali per cornici finte. Ma le cornici aiutano a capire le opere, a scandagliare storia, usi, costumi e ruolo politico delle regine, il cui titolo era loro dato dal faraone regnante:
Madre del re, Figlia del re. o Sposa del re. «L'associazione madre-figlia-sposa è stata concepita come simbolo di creazione perpetua», scrive la Ziegler.
Accanto a visi e corpi scolpiti, racchiusi nelle teche, sono stati ricostruiti luoghi rituali, in modo che il racconto del regno delle piramidi possa avere un fascino particolare, addirittura, ridare vita al lusso e alla raffinatezza in cui, nella Valle del Nilo, vivevano i faraoni e le loro famiglie.
Si spazia dalla prima dinastia (2920 a. C.), alla trentunesima (332 a. C.) per arrivare sino all'epoca tolemaica ed alla conquista romana, vale a dire al 30 a. C. In che modo sono stati ricostruiti gli ambienti? Aiutandosi con la storia, con le scoperte archeologiche e persino prendendo in prestito l'ambientazione creata per il film Cleopatra (1963) di Joseph Mankiewicz, con Elisabeth Taylor e Richard Burton.
La mostra, quindi, ha anche un aspetto, diciamo così, romanzato. Certo, fra le regine, ci sono quelle note al gran pubblico, ma ce ne sono anche di sconosciute o note solo agli addetti ai lavori, ma non per questo meno interessanti. Per esempio, l'ultima regina d'Egitto, Taousert.
Bene, ad essa si è ispirato Gautier per
Il romanzo di una mummia. Lo scenografo ha ricostruito la sala della tomba di Taousert (che si trova nella Valle dei re). Pitture alle pareti, torce che danno una luce tremula.
C'è la morte, è vero, e l'atmosfera pesante dei luoghi di culto o dove si esercitava l'autorità, ma ci sono anche i paesaggi del Nilo, le bellezze femminili, le barche di Nefertiti, Nefertari, Tiy o Hatschepsout, figure emblematiche di grande fascino.
Su tutte, comunque, domina Cleopatra — protagonista di romanzi, opere teatrali, melodrammi, spartiti musicali, dipinti, balletti persino —-, vista come donna perversa e capricciosa, ambiziosa e raffinata, enigmatica e dissoluta, seducente e esperta di ogni arte amorosa, che i romantici muteranno in una sorta di idolo, in un mito.
Sullo sfondo, i profumi orientali, simbolo e termometro di un ellenismo sempre più sfatto e decadente.
REGINE D'EGITTO Monaco, Spazio Ravel, Grimaldi Forum, sino al 10 settembre. Tel. +377/99993000.

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