Svolta sull´Uomo di Altamura "Ricostruiremo l´età e l´habitat"

PUGLIA - Svolta sull´Uomo di Altamura "Ricostruiremo l´età e l´habitat"
TITTI TUMMINO
MARTEDÌ, 15 LUGLIO 2008 LA REPUBBLICA Pagina XV - Bari

In quale epoca è vissuto l´Uomo di Altamura, il reperto scoperto nel 1993 nella grotta di Lamalunga? Nel suo habitat c´erano palme o faggi? Elefanti o daini? A quindici anni dalla scoperta che mise a rumore l´ambiente internazionale degli studiosi, i misteri che circondano il fossile dello scheletro umano ben conservato sono ancora tanti e fitti. La scienza italiana e internazionale è al lavoro. Anzi, nuovamente al lavoro, dopo anni di stasi e buio. Grazie a un finanziamento di 300mila euro stanziato dal ministero per i Beni culturali, è stato messo a punto un programma di studio con un comitato scientifico che coinvolge specialisti come Carlo Peretto del Dipartimento di biologia ed evoluzione dell´Università di Ferrara, Marcello Piperno dell´Università La Sapienza di Roma, Guido Biscontin del Dipartimento di scienze ambientali dell´Università Ca´ Foscari di Venezia.
La svolta è stata presentata ieri, nella sala consiliare del comune di Altamura, dal direttore regionale dei Beni culturali, Ruggero Martines, insieme al sindaco Mario Stacca, al soprintendente archeologo Giuseppe Andreassi e all´assessore regionale ai Beni culturali, Domenico Lomelo. «L´Uomo di Altamura - spiega l´architetto Martines - sarà oggetto di studi e analisi molto sofisticati e complessi, di tipo fisico-chimico, paleontologico, paleobotanico, ai quali stanno già lavorando in équipe studiosi di importanti Università italiane, ma anche statunitensi e britanniche. Contiamo di avere i primi riscontri entro un anno, a cominciare dall´accertamento della datazione che ancora non si conosce».
L´Uomo di Altamura è ritenuto un reperto di grande importanza, non solo perché si colloca nel periodo pre-neanderthaliano o neanderthaliano - sarà appunto la datazione ad accertarlo - ma perché è integro in tutte le sue parti: particolarità, questa, che, secondo gli studiosi, consentirà di effettuare una mappatura del dna. «Le ricerche appena avviate - aggiunge il direttore regionale dei Beni culturali - mirano anche a studiare l´intero microclima della grotta dove le spoglie riposano e i fossili di fauna rinvenuti, fino ad arrivare a un´analisi approfondita delle concrezioni calcaree ed, eventualmente, allo studio dei residui di cibo».
Una volta raccolti i dati scientifici, lo step successivo riguarderà la fruizione e la valorizzazione dell´Uomo, attraverso ricostruzioni virtuali e una ricostruzione scenotecnica della grotta da realizzare al Museo archeologico di Altamura. Nell´immediato, invece, si procederà a bonificare la grotta di Lamalunga da attrezzature, telecamere e pezzi di tecnologia da tempo fuori uso, che facevano parte del sistema di fruizione remota realizzato con il progetto "Sarastro".

Commenti

Post popolari in questo blog

Magnifici affreschi del 1400 scoperti a Santa Maria

La mappa di Ecateo V-VI secolo ac