mercoledì 16 luglio 2008

Svolta sull´Uomo di Altamura "Ricostruiremo l´età e l´habitat"

PUGLIA - Svolta sull´Uomo di Altamura "Ricostruiremo l´età e l´habitat"
TITTI TUMMINO
MARTEDÌ, 15 LUGLIO 2008 LA REPUBBLICA Pagina XV - Bari

In quale epoca è vissuto l´Uomo di Altamura, il reperto scoperto nel 1993 nella grotta di Lamalunga? Nel suo habitat c´erano palme o faggi? Elefanti o daini? A quindici anni dalla scoperta che mise a rumore l´ambiente internazionale degli studiosi, i misteri che circondano il fossile dello scheletro umano ben conservato sono ancora tanti e fitti. La scienza italiana e internazionale è al lavoro. Anzi, nuovamente al lavoro, dopo anni di stasi e buio. Grazie a un finanziamento di 300mila euro stanziato dal ministero per i Beni culturali, è stato messo a punto un programma di studio con un comitato scientifico che coinvolge specialisti come Carlo Peretto del Dipartimento di biologia ed evoluzione dell´Università di Ferrara, Marcello Piperno dell´Università La Sapienza di Roma, Guido Biscontin del Dipartimento di scienze ambientali dell´Università Ca´ Foscari di Venezia.
La svolta è stata presentata ieri, nella sala consiliare del comune di Altamura, dal direttore regionale dei Beni culturali, Ruggero Martines, insieme al sindaco Mario Stacca, al soprintendente archeologo Giuseppe Andreassi e all´assessore regionale ai Beni culturali, Domenico Lomelo. «L´Uomo di Altamura - spiega l´architetto Martines - sarà oggetto di studi e analisi molto sofisticati e complessi, di tipo fisico-chimico, paleontologico, paleobotanico, ai quali stanno già lavorando in équipe studiosi di importanti Università italiane, ma anche statunitensi e britanniche. Contiamo di avere i primi riscontri entro un anno, a cominciare dall´accertamento della datazione che ancora non si conosce».
L´Uomo di Altamura è ritenuto un reperto di grande importanza, non solo perché si colloca nel periodo pre-neanderthaliano o neanderthaliano - sarà appunto la datazione ad accertarlo - ma perché è integro in tutte le sue parti: particolarità, questa, che, secondo gli studiosi, consentirà di effettuare una mappatura del dna. «Le ricerche appena avviate - aggiunge il direttore regionale dei Beni culturali - mirano anche a studiare l´intero microclima della grotta dove le spoglie riposano e i fossili di fauna rinvenuti, fino ad arrivare a un´analisi approfondita delle concrezioni calcaree ed, eventualmente, allo studio dei residui di cibo».
Una volta raccolti i dati scientifici, lo step successivo riguarderà la fruizione e la valorizzazione dell´Uomo, attraverso ricostruzioni virtuali e una ricostruzione scenotecnica della grotta da realizzare al Museo archeologico di Altamura. Nell´immediato, invece, si procederà a bonificare la grotta di Lamalunga da attrezzature, telecamere e pezzi di tecnologia da tempo fuori uso, che facevano parte del sistema di fruizione remota realizzato con il progetto "Sarastro".

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