venerdì 24 aprile 2009

La grotta preistorica degli «orsi volanti» distrutta da una cava

La grotta preistorica degli «orsi volanti» distrutta da una cava
Il Tempo – Abruzzo, 06-AGO-2006

PESCARA — Gli Orsi vo¬lanti si sono estinti. Un gioco di parole, ma una triste verità. La grotta preistorica degli «Orsi Vo¬lanti», che rendeva magi¬ca la zona di Rapino non esiste più: a denunciarlo sono stati tre consiglieri nazionali dell'Archeoclub d'Italia Giulio De Collibus, Raffaele Giannantonio e Rocco Valentini. La grotta si apriva a una quo¬ta di circa 700 metri sul livello del mare, era lunga 20-25 metri e si articolava parallelamente al fronte della cava che ne avrebbe causato la sparizione. «La grotta non c'è più - ha detto De Collibus - è lette¬ralmente scomparsa, non sappiamo se per dolo o per colpa, ma questa situazione l'abbiamo denuncia¬ta alla Procura della Repubblica che verificherà le varie responsabilità». Una grande perdita di bellezza e di storia: al suo interno infatti la grotta degli Orsi volanti presentava un deposito stratificato di fauna fossile, ed era stata accertata la frequentazione del¬l'uomo del Paleolitico medio, quindi parliamo di un periodo che va da 150.000 a 40.000 anni fa. «Eppure - ha proseguito De Collibus - nel 1998 avevamo avvertito la Regione Abruzzo e la Sovrintentenza Archeologica d'Abruzzo su quale grave situazione verteva la grotta». Per quanto è avvenuto a Rapino, l'Archeoclub d'Italia annuncia che, attraverso il suo rappresentante regionale, ha presentato una «denun¬cia esplicita contro ignoti» per danneggiamento di patrimonio archeologico sperando che essa riceva attenzioni maggiori che nel passato. Questo ennesi¬mo grave episodio da l'opportunità all'Archeoclub di riproporre all'attenzione dell'opinione pubblica il «gravissimo problema» delle cave in Abruzzo: «Sono anni che attendiamo un Piano cave - ha concluso De Collibus - ed è per questo che all'assessore Bianchi chiediamo di porre rimedio a questa situa¬zione che distrugge bellezze paesaggistiche e archeologiche». Oltre al Piano cave, l'Archeoclub chiede il censimento delle cave dismesse per permetterne il recupero.

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