martedì 17 marzo 2009

Alba Fucens, un tesoro sepolto

Alba Fucens, un tesoro sepolto
FERDINANDO MERCURI
Il Tempo- Abruzzo 13 OTT 2006

Riprendono gli scavi nella meravigliosa area archeologica dopo tanti anni di abbandono

E la storia del sito rivivrà in una mostra all'Accademia belgica di Roma
ALBA FUCENS — Affonda la piccozza sulla terra, con un fare soffice, quasi a non volerla scalfire. Perché sotto quello strato c'è un enorme tesoro. Fatto di pietre, di oggetti e di tanto altro che testimoniano il passato radioso di Alba Fucens: l'antica città colonizzata dai Romani alla fine della Guerra Sociale nel 450-304 a.C, sorta presso l'antico lago Fucino. E la notizia non può che far piacere: dopo tanti lustri sono ripresi i lavori di scavo ad Alba Fucens grazie ad uno cospicuo finanziamento. «Insomma, una inversione di rotta politica: appena tre anni fa si voleva addirittura vendere l'intero sito archeologico (magari per costruire, con il ricavato, opere faraoniche e inutili e che tante proteste scatenò), ora, invece, arrivano i finanziamenti a favore», commenta una arguta visi-tatrice, mentre osserva dall'alto i lavori. E' partita così una nuova campagna di scavi archeologici che riporterà alla luce parti ancora sepolte della imponente città romana di Alba. E sotto la supervisione delle ar-cheologhe Daniela Villa e Daniela Liberatore, i lavori sono stati da poco ripresi da dove li avevano lasciati gli archeologi belgi anni fa, i quali, a partire dal 1949, ci avevano donato uno dei siti archeologici più suggestivi d'Italia. Gli scienziati belgi avevano interrotto i lavori dopo aver effettuato degli scavi a "pozzo" in singoli punti per individuare la disposizione delle costruzioni, senza poter completare lo scavo nella parte sud della valle. Ora in una prima fase dei lavori è prevista la rimozione dei detriti da quest'area rimasta sepolta che comprende il porticato del Santuario di Ercole. Dalla primavera prossima partirà la seconda fase che prevede lo scavo sistematico nella zona che, partendo dal teatro situato sotto il colle Pettorino, giunge fino al lato opposto del Santuario, dove sono situate delle domus. E c'è ottimismo, perché Alba Fucens riserva solo ricche sorprese che inevitabilmente porteranno allo stanziamento di ulteriori fondi per continuare a riportare alla luce uno dei siti archeologici più importante che la nostra Italia può vantare, già meta di tanti visitatori soprattutto stranieri.
Ed è bene anche ricordare che tra poco si inaugurerà a Roma una importante mostra sulla storia degli scavi ad Alba Fucens dal titolo emblematico: "Poco grano, molti frutti". Sarà allestita dal 31 ottobre al 10 dicembre presso l'Accademia Belgica a Roma, per poi spostarsi a Bruxelles e a New York. Insomma, veramente un bel biglietto da visita da mostrare

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